Quando Joël le dice «Voglio il mio bebé con Océane, è un mio diritto», Mona spalanca gli occhi (gli occhi grandi, pieni di preoccupazione e speranza, Laure Calamy), fa un respiro profondo che non sentiamo, rilegge mentalmente linee guida – dell’amore? del rispetto? del rischio? dell’incoscienza? della volontà? – che non esistono, e gli risponde: «È un tuo diritto».Il film di Anne-Sophie Bailly, Tutto l’amore che serve (Mon inseparable) racconta che cosa succede, che cosa può succedere, quando una madre deve fare i conti con un figlio con disabilità che si è innamorato di una ragazza con disabilità (frequentano lo stesso centro diurno per persone con bisogni speciali) e ora aspettano un bambino. Che entrambi desiderano. Gli interpreti di Joël e Océane sono come li vediamo, anche nella vita portatori di neurodivergenze.Il film non fornisce diagnosi mediche, nel caso di Joël si tratta probabilmente di una sindrome cerebellare, con qualche difficoltà motoria e dell’apprendimento.
È un ra…
Quando Joël le dice «Voglio il mio bebé con Océane, è un mio diritto», Mona spalanca gli occhi (gli occhi grandi, pieni di preoccupazione e speranza, Laure Calamy), fa un respiro profondo che non sentiamo, rilegge mentalmente linee guida – dell’amore? del rispetto? del rischio? dell’incoscienza? della volontà? – che non esistono, e gli risponde: «È un tuo diritto».Il film di Anne-Sophie Bailly, Tutto l’amore che serve (Mon inseparable) racconta che cosa succede, che cosa può succedere, quando una madre deve fare i conti con un figlio con disabilità che si è innamorato di una ragazza con disabilità (frequentano lo stesso centro diurno per persone con bisogni speciali) e ora aspettano un bambino. Che entrambi desiderano. Gli interpreti di Joël e Océane sono come li vediamo, anche nella vita portatori di neurodivergenze.Il film non fornisce diagnosi mediche, nel caso di Joël si tratta probabilmente di una sindrome cerebellare, con qualche difficoltà motoria e dell’apprendimento.
È un ragazzo pensieroso sulla trentina, la vita tutt’uno con quella della madre. Di Mona vediamo la dedizione, le rabbie, la relazione d’amore e insofferenza che la lega al figlio. Ora si presenta l’occasione per spezzare la simbiosi. In modi diversi vogliono entrambi lasciarsi e Joël sembra avere le idee più chiare: «Noi due ci tiriamo in basso», dice alla madre. Difficilissimo, ma necessario:se vanno avanti così, inseparabili come i pappagallini che tengono in casa, il tempo si cristallizzerà attorno alla loro dipendenza. Joël avrebbe anche un padre, ma si è fatto un’altra famiglia e non ne vuole sapere. Mona deve rimanere sola per la seconda volta e fare i conti con la libertà, la colpa e l’apprensione.E forse un altro amore. Sincero e ottimista, Tutto l’amore che serve racconta senza sentimentalismi la storia di una doppia emancipazione.
Sul Venerdì del 18 luglio 2025