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Ricetta: grazie allo zucchero per la crostata bretone

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PENTOLE E PAROLE La storia di un alimento più “recente” di quello che pensiamo
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In una lettera del 1935, il grande storico Marc Bloch raccontava le sue ultime fantasticherie a Lucien Febvre, con cui aveva condiviso la fondazione delle Annales e molte altre avventure intellettuali. È bello citare le sue stesse parole: «Mi sono definitivamente lasciato trascinare dal tema dell’alimentazione. Il mio unico timore è che l’argomento mi entusiasmi troppo. Perché è affascinante. Avete mai pensato al problema delle confetture? Avete dei dati su questo? Non mi riferisco alle confetture di lusso, penso alle confetture – plurale! – rito borghese e parte assolutamente trascurabile della alimentazione invernale. Ma confetture = zucchero. Dunque… le confetture delle nostre nonne, sì. Delle nostre tris-trisnonne, no».

La storia dello zucchero è particolarmente affascinante, e tut…

In una lettera del 1935, il grande storico Marc Bloch raccontava le sue ultime fantasticherie a Lucien Febvre, con cui aveva condiviso la fondazione delle Annales e molte altre avventure intellettuali. È bello citare le sue stesse parole: «Mi sono definitivamente lasciato trascinare dal tema dell’alimentazione. Il mio unico timore è che l’argomento mi entusiasmi troppo. Perché è affascinante. Avete mai pensato al problema delle confetture? Avete dei dati su questo? Non mi riferisco alle confetture di lusso, penso alle confetture – plurale! – rito borghese e parte assolutamente trascurabile della alimentazione invernale. Ma confetture = zucchero. Dunque… le confetture delle nostre nonne, sì. Delle nostre tris-trisnonne, no».

La storia dello zucchero è particolarmente affascinante, e tutt’oggi piena di cose che diamo per scontate: decine di ricette di dolci che riteniamo risalire al Medioevo richiedono ampie quantità di zucchero, che fino a buona parte del ’500 in Europa era pressoché introvabile se non addirittura ignoto. Lo zucchero poteva essere ricavato soltanto dalla canna da zucchero, che cresceva molto lontano dal nostro continente. A metà del ‘700 un chimico scoprì che c’era modo di cristallizzare lo zucchero partendo dal succo di alcune barbabietole, ma questa scoperta non ebbe applicazioni per vari altri decenni. Soltanto dalla metà dell’800 la produzione di zucchero da barbabietola cominciò davvero a diffondersi fino a permettere di produrne in grandi quantità e a poco prezzo, rendendo possibili le marmellate e anche molti dolci come questa crostata bretone, che si ritiene essere antichissima. E non si sa perché.

Crostata bretone

Che cosa serve

Uno stampo da torta da 24 cm
500 g di farina
150 g di zucchero
250 di burro
5 tuorli d’uovo
200 g di marmellata di frutti rossi

Come procedere

Versate nella ciotola di una planetaria le polveri e il burro a cubetti. Mescolate con l’accessorio a foglia, quindi i tuorli e rimescolate. Togliete l’impasto e dividetelo in due. Stendete con una spatola la prima metà dell’impasto in uno stampo imburrato, con sopra la marmellata, quindi stendete sopra l’altra metà. Infornate per 20 minuti a 200 gradi, poi altri 10 a 180°.

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