Il Venerdì

I gialli dell’estate/5: A New York non si sta mai tranquilli

I gialli dell’estate/5: A New York non si sta mai tranquilli

Le recensioni dallo Speciale del Venerdì

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Bugie perfette di Alafair Burke, Piemme, 345 pagine, 20 euro, traduzione di Rachele Salerno

Tre giovani donne in un’esclusiva villa degli Hamptons, le spiagge dei ricchi newyorchesi. Sono state amiche del cuore, legatissime, quando da bambine frequentavano lo stesso campo estivo. E quando, dopo il college, sono tornate in quel luogo come animatrici, per un’estate. Una stagione in cui si affaccia il primo fatto noir: una ragazza viene trovata morta nel lago, un incidente, nessuno ha dubbi. Poi, tre vite che più diverse non si può. May, figlia di un’immigrata cinese single, riesce a diventare un’avvocata di successo. Lauren è un’acclamata direttrice d’orchestra. Kelsey, la bellezza bionda che fa girare tutte le teste, figlia di un immobiliarista da sempre in affari con la malavita, sceglie di lavorare con il padre.Infine, l’allontanamento. L’amicizia si perde negli anni, per motivi e segreti che si scopriranno a poco a poco nella trama impeccabile del libro. È Kelsey, ricchissima, che decide di riunire le amiche in questa vacanza che paga per tutte. Le altre accettano, l’affetto è ancora vivo. E anche la voglia di divertirsi. Proprio da una serata di follie inizia l’incubo. Un uomo, con il quale avevano avuto un banale diverbio per il parcheggio, scompare, e dopo pochi giorni viene trovato morto. Nello stesso modo in cui fu ucciso il marito di Kelsey, che viene arrestata. A difenderla, naturalmente, viene chiamata May…Il giallo è perfetto. Nella scrittura, nella suspense, nella scelta dei momenti in cui rivelare i misteri, nel succedersi dei procedimenti della giustizia. Non a caso l’autrice, Alafair Burke, è stata avvocata penalista e procuratrice distrettuale. (Francesca Marani)

La donna della porta accanto di Freida McFadden, Newton Compton, 353 pagine, 12,90 euro, traduzione di Giulio Lupieri

Torna in libreria Millie Accardi, protagonista della Housemaid Series, fortunata serie di thriller dell’americana Freida McFadden. In La donna della porta accanto, Millie e la sua famiglia si sono appena trasferiti al numero 14 di Locust Street, Long Island, New York. È una casa modesta, ordinata, ottenuta con fatica. Millie ci arriva dopo anni di lavoro, soprattutto domestico, e ora cerca di proteggere un equilibrio conquistato. Ma basta qualche giorno nel nuovo quartiere perché quel poco che ha cominci a deformarsi. La signora Lowell, la vicina, la invita a cena, uno di quei piccoli rituali sociali che servono a stabilire ruoli, gradi di affinità e divergenze. Millie accetta. Apre la porta una domestica con i capelli raccolti e un grembiule bianco. Il gesto è comune, ma il modo in cui viene descritto no. Da lì, McFadden comincia a inserire fratture. La donna che osserva dalle finestre. Il marito che rientra sempre più tardi. Una sconosciuta che l’avverte: meglio stare attenta ai vicini. Non succede nulla di eclatante, eppure ogni cosa si trasforma in allarme. Millie osserva la domestica e rivede se stessa. Osserva le coppie del quartiere e registra gesti appena fuori tempo. A colpirla è il disagio che precede il disvelamento. Il libro si inserisce nel filone del domestic noir con una certa sobrietà. I colpi di scena ci sono, ma non cercano l’applauso. Il ritmo è alto, ma senza forzature. La scrittura è tesa e funzionale. Non indulge nell’analisi, ma sa isolare il momento in cui una certezza comincia a sgretolarsi. (Tiziana Lo Porto)

Central Park di Guillaume Musso, La nave di Teseo, 352 pagine, 18 euro, traduzione di Sergio Arecco

Quando Alice e Gabriel si risvegliano ammanettati una all’altro su una panchina di un’area poco frequentata di Central Park a New York è primo mattino, e riguardo alla notte appena trascorsa non ricordano nulla. La memoria, per entrambi, si arresta al tardo pomeriggio precedente: lei, poliziotta della Brigade Crim di Parigi, era con alcune amiche sugli Champs-Élysées; lui, pianista jazz, si stava esibendo in un locale a Dublino. A intricare l’enigma e peggiorare la situazione, si aggiungono una macchia di sangue sulla giacca di Alice e un proiettile mancante al caricatore della pistola che la donna si ritrova in tasca. Le certezze che i due possiedono sono dunque poche: tra di loro non si conoscono, ma qualcuno sta cercando di incastrarli. Sono perturbanti e catturano subito il lettore le pagine con cui prende l’avvio Central Park, romanzo della star francese del thriller Guillaume Musso – tra gli scrittori d’oltralpe più venduti nel mondo – che torna oggi sui nostri scaffali dopo dieci anni dalla prima uscita nelle librerie italiane. Un’indagine che, come spesso accade con l’autore originario di Antibes (ma dagli avi piemontesi), intreccia la suspense dell’azione investigativa con la tensione dei sentimenti: per risolvere il mistero del loro rapimento e mettersi in salvo dallo spietato criminale alle loro spalle, infatti, Alice e Gabriel dovranno prestare attenzione a ogni minimo dettaglio, ma soprattutto intuire quanto quel dettaglio scava nel loro passato, e con quali segreti e dolori inconfessati dialoga. (Angelo Molica Franco)

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