Nel reportage di copertina dell’ultimo Venerdì (8 agosto) Francesca Borri racconta dei soldati israeliani che dopo aver combattuto a Gaza vanno in licenza in India, dove il paesaggio, gli sport estremi e soprattutto molto hashish dovrebbero aiutarli a dimenticare quel che hanno visto e quello che hanno fatto. Poi ci sono quegli israeliani che all’estero vivono già da un po’, e non certo per fuggire dagli orrori della guerra a Gaza né tantomeno per protestare contro i crimini dell'esercito. Hallandale Beach, un sobborgo di Miami tutto palme, grattacieli e campi da golf di cui sopra vedete una spiaggia, è tra gli ultimi domicili conosciuti di Yair Netanyahu, il secondogenito del premier israeliano. Oggi trentaduenne, il "principe Harry d'Israele" (o almeno così amava definirsi prima che il suo omologo britannico cadesse in disgrazia a Buckingham Palace) non ha passato nemmeno un minuto sul campo di battaglia: il servizio militare obbligatorio per tutti gli isrealiani l'ha svolto nell'ufficio stampa dell'esercito. Il 7 ottobre 2023 viveva già in Florida (ce l'aveva spedito, dicono, il padre dopo un litigio), ma non gli è mai venuto in mente di tornare per partecipare al lutto dei suoi concittadini né per unirsi alle migliaia di riservisti richiamati in servizio. Solo a novembre scorso, dopo un anno di polemiche, si è fatto vedere a Tel Aviv mentre faceva volontariato in una ong sanitaria. Ma dopo poco se n'è tornato a Hallandale, dove già a febbraio il tabloid britannico Daily Mail è riuscito a fotografarlo sul balcone del suo appartamento da 5.000 dollari al mese, protetto 24 ore su 24 da agenti dei servizi segreti israeliani che ne costano parecchi di più.
Non si può però certo dire che il giovane Yair sia un animo pacifico e poco votato ai conflitti, tutt'altro. Con i suoi podcast e la sua incessante attività social, è tra i più accaniti sostenitori del governo di papà e, più in generale, della destra mondiale. Nei suoi feed social riporta ogni sorta di criminale oscenità all'indirizzo dei palestinesi; ma con pari violenza si scaglia contro gli avversari politici del governo, i servizi segreti, i vertici militari e chiunque si opponga alla guerra permanente voluta da papà. Il tutto restandosene in Florida, ben lontano dal dolore e dalle bombe, come diceva quella vecchia canzone. Prima o poi dovremo capire come mai i nostri tempi stiano producendo a raffica personaggi del genere – il piccolo Netanyahu, Elon Musk, i figli di Trump, e naturalmente lo stesso Trump – che oltre a esercitare il proprio potere con un'arroganza e un'impunità degne di un signore feudale, amano ostentare anche la loro quasi caricaturale capricciosità infantile, un cattivismo da cartone animato: tipo il pusillanime re Giovanni del Robin Hood di Walt Disney, o il pasticcione Vector di Cattivissimo me. Quelli però fanno ridere, questi ormai fanno solo paura.
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