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Occhi di gatto, il cartone animato diventa serie tv: le tre sorelle ladre ora sono in carne e ossa

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Tornano le tre sorelle ladre (per giusta causa) del famoso anime anni 80. «Ma noi nemmeno lo conoscevamo», confessano le protagoniste, «siamo troppo giovani»
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“Tre ragazze bellissime, tre sorelle furbissime, son tre ladre abilissime, molto sveglie e agilissime. Con astuzia e perizia, e unendo sempre un poco di furbizia, riescon sempre a fuggire e nel nulla a sparire”. I figli degli anni Ottanta conoscono a memoria le parole di questa sigla cantata da Cristina D’Avena: Occhi di gatto, tratto dall’omonimo manga da 18 milioni di copie di Tsukasa Hojo, è un anime di due stagioni che ha fatto compagnia a un’intera generazione e continua a rappresentare un pezzo d’infanzia e adolescenza dei Millennials, oltre che un fenomeno di costume evergreen.

E ora dalla Francia arriva la versione live action, in onda dal 17 settembre ogni mercoledì in prima serata su Rai Due, dopo la presentazione a Parigi durante l’Unifrance Rendez-vous.

Nell’anime le protagoniste si chiamano Kelly, Sheila e Tati (in rigoroso ordine d’età). Nella serie francese sono diventate Sylvia, Tamara detta “Tam” e Alexia e hanno rispettivamente il volto di Constance Labbé, Camille Lo…

“Tre ragazze bellissime, tre sorelle furbissime, son tre ladre abilissime, molto sveglie e agilissime. Con astuzia e perizia, e unendo sempre un poco di furbizia, riescon sempre a fuggire e nel nulla a sparire”. I figli degli anni Ottanta conoscono a memoria le parole di questa sigla cantata da Cristina D’Avena: Occhi di gatto, tratto dall’omonimo manga da 18 milioni di copie di Tsukasa Hojo, è un anime di due stagioni che ha fatto compagnia a un’intera generazione e continua a rappresentare un pezzo d’infanzia e adolescenza dei Millennials, oltre che un fenomeno di costume evergreen.

E ora dalla Francia arriva la versione live action, in onda dal 17 settembre ogni mercoledì in prima serata su Rai Due, dopo la presentazione a Parigi durante l’Unifrance Rendez-vous.

Nell’anime le protagoniste si chiamano Kelly, Sheila e Tati (in rigoroso ordine d’età). Nella serie francese sono diventate Sylvia, Tamara detta “Tam” e Alexia e hanno rispettivamente il volto di Constance Labbé, Camille Lou e Claire Romain. Quello che è rimasto invariato è l’obiettivo dei furti messi a segno dalle sorelle, ossia il recupero delle opere d’arte appartenute al padre.

Occhi di gatto: tra Tomb Raider e Robin Hood

Le abilità del trio sono variegate e vanno dalle capacità logistiche alle arti marziali, oltre che al mimetismo e al trasformismo. Negli episodi c’è un po’ di tutto (Hunger Games, Tomb Raider, Mission Impossible) e, a detta di Camille Lou, «sembra impossibile trovare un riferimento solo perché la storia mescola azione, romanticismo e filone heist (dedicato ai “colpi grossi”). Forse strizza anche l’occhio a La casa di carta e in parte a Kick-Ass, dove persone normali compiono azioni da supereroi in modo divertente. O forse a Robin Hood: d’altronde i personaggi rubano sì, ma qualcosa appartenente al papà, quindi possiamo dire che ne hanno quasi il diritto».

Per Constance Labbé la vera rivoluzione della storia consiste nella sorellanza: «Di donne che mescolano affari di cuore e azione ne abbiamo viste varie, Charlie’s Angels in primis, ma l’idea del legame di sangue è unica». Se si chiede loro quale sia la parte migliore di questo rapporto non hanno dubbi. Camille Lou parte dal «realismo del rapporto, che include anche litigi, non è sempre pacifico, ma si basa sulla fiducia reciproca e sull’affidabilità tra sorelle». Le fa eco Constance Labbé: «Non che sia facile, anzi, la situazione si fa presto pesante e complicata perché qualunque cosa succeda si avverte la tensione di guardare le spalle anche alle altre, di prendersi cura di loro, che sono una parte di te».

Come capita anche nelle migliori famiglie, infatti, gli scontri caratteriali a volte hanno la meglio su acrobazie coordinate, paracaduti sulla Senna e dipinti spariti nei musei. Camille Lou è convinta che la sua Tamara non abbia «paura di niente, pronta a tutto pur di avere le risposte che vuole. È una temeraria, a differenza di me, che sono una fifona».

Dodici anni prima dei fatti avvenuti nella puntata pilota, infatti, la galleria del padre è andata letteralmente in fumo ma alle sue figlie questo evento non quadra e quindi iniziano a ricostruire quanto accaduto partendo appunto dalle opere d’arte che sbucano altrove. Constance Labbé ama della sua Sylvia «l’affidabilità e la stabilità»: è lei la roccia del gruppo, il punto di riferimento per le sorelle minori. La più piccola, Alexia, è – secondo la sua interprete, la 30enne Claire Romain – «un concentrato di vitalità e vivacità, una giovane donna che persegue i suoi valori con determinazione».

Sognando Meryl Streep

Questa specie di versione femminista di Lupin era del tutto sconosciuta alle attrici prima di ottenere la parte. Nessuna di loro aveva letto il manga o visto l’anime. «Siamo troppo giovani», si “discolpa” la 33enne Camille Lou, «ed è un bene. Avremmo dovuto altrimenti fare i conti con troppa pressione e io non penso che avrei accettato di farlo. Ovviamente, invece, la troupe era fan di Occhi di gatto e sprizzava entusiasmo e nostalgia da tutti i pori».

La freschezza dell’approccio recitativo è infatti una delle carte vincenti delle puntate, che rimandano all’originale ma sanno bene come staccarsene al momento giusto. Complice il fatto che le tre attrici sono in grado anche nella vita di mantenere un segreto, come fanno i loro alter ego sul piccolo schermo. Camille Lou ci scherza su: «Io sono un libro aperto, mi si legge tutto in faccia ma se qualcuno mi affida una confidenza non la rivelo. La serie invece è tutta giocata sul mistero misto al candore, in un gioco di sguardi complici tra le sorelle sull’assoluta riservatezza riguardo alla loro identità».

Claire Romain concorda in pieno: «La parte divertente sta proprio nei giochi di ruolo che si creano mescolando le varie emozioni. Anch’io, comunque, nei momenti giusti so trattenermi dal fare rivelazioni “scomode”. Con la famiglia del mio fidanzato vediamo spesso le gare di biathlon e se qualche volta io le guardo da sola non lo confesso assolutamente». Constance Labbé chiude il cerchio: «Quando un’amica mi confida qualcosa non la racconto a nessuno, incluso il mio partner».

Per tutte e tre Occhi di gatto sarà un trampolino di lancio mondiale. La loro speranza? Eguagliare la carriera delle star hollywoodiane, da Ryan Gosling, «che fa di tutto, commedie musicali come film drammatici» (per Camille Lou) passando per Margot Robbie, «che ha iniziato con le soap opera ed è arrivata ai blockbuster da giovanissima» (per Claire Romain) fino a Meryl Streep, idolo incontrastato di Constance Labbé.

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