Cara signora Aspesi, io sono una di quelle lettrici arrabbiate che le hanno scritto prima di aver letto le sue scuse. Le ho scritto di getto, come non avevo mai fatto in vita mia, e sottoscrivo e faccio mia in toto la bella risposta del signor Beppi Da Re sul Venerdì del 5 settembre. Le riconosco onestà intellettuale nell’ammettere i suoi errori e le sue lacune ma, mi perdoni, come può dire, nell’era di Internet, che se non glielo si spiega non può sapere cosa sia l’Irgun? Basta una veloce ricerca, come per tutto il resto. E, mi perdoni ulteriormente, ma il continuo rimando alla sua venerabilissima età comincia a diventare un po’ stucchevole perché delle due l’una: o è abbastanza lucida e presente per parlare di cose così gravi come Gaza e le atrocità subìte negli anni dal popolo palestinese o davvero è meglio, come suggerito dal signor Da Re, che si limiti a trattare di cose di cuore. Con il rispetto e l’affetto di una lettrice che la segue da sempre (quindi di età decisamente non pi…
Cara signora Aspesi, io sono una di quelle lettrici arrabbiate che le hanno scritto prima di aver letto le sue scuse. Le ho scritto di getto, come non avevo mai fatto in vita mia, e sottoscrivo e faccio mia in toto la bella risposta del signor Beppi Da Re sul Venerdì del 5 settembre. Le riconosco onestà intellettuale nell’ammettere i suoi errori e le sue lacune ma, mi perdoni, come può dire, nell’era di Internet, che se non glielo si spiega non può sapere cosa sia l’Irgun? Basta una veloce ricerca, come per tutto il resto. E, mi perdoni ulteriormente, ma il continuo rimando alla sua venerabilissima età comincia a diventare un po’ stucchevole perché delle due l’una: o è abbastanza lucida e presente per parlare di cose così gravi come Gaza e le atrocità subìte negli anni dal popolo palestinese o davvero è meglio, come suggerito dal signor Da Re, che si limiti a trattare di cose di cuore. Con il rispetto e l’affetto di una lettrice che la segue da sempre (quindi di età decisamente non più verde essa stessa). Buone cose e soprattutto tanta salute.
Patrysar
Ma gentile e simpatica signora, sapesse quanto è difficile trovare la cosa giusta e che non faccia arrabbiare chi la legge! A lei, per caso, verrebbe mai in mente di scrivermi di sesso e di amore? Non credo, oggi la sua mente è presa da altre nefandezze, dalla nera sorte dei palestinesi o, sono convinta che ci sarà, dalla prossima cretina e finale superguerra. Poi, mi scusi, ho letto sulla “Bella Chat”, quella su Whatsapp in cui dal 25 aprile si riuniscono, e sono molti, quelli di sinistra (lo sarei anche io) ed ho fatto una scoperta: la cinecritica Mariarosa Mancuso è stata praticamente linciata per la sua “oscena” critica al film La voce di Hind Rajab che all’82esima Mostra del cinema di Venezia ha vinto giustamente il Gran premio della giuria, cioè il Leone d’Argento, film della tunisina Ben Hania, che con la vera voce della piccola Hind Rajab, prima di morire crivellata dai colpi, tiene angosciosamente in piedi tutta la trama. L’errore imperdonabile della cinecritica, che nessuno tra i presenti sulla chat sa chi sia perché non hanno dimestichezza col cinema, è stato quello di scrivere che in sala la gente ha pianto commossa – “e giù singhiozzi” – “senza pensare che da lì a qualche anno le avrebbero imposto di non mostrare neppure una ciocca di capelli”. E poi che “a nessuno è passato per la testa che la bambina cresciuta avrebbe dovuto sottomettersi ai maschi senza controllo celando allegria e sensualità”. Beh, queste frasi io non le avrei messe, ma per non farmi giudicare “oscena”. E non ottenere dalla giustizia giornalistica qualche “oscena” decisione.
Difficile trovare qualcuno che dica “avevate ragione voi”
Cara Signora Natalia, vorrei rispondere a quel gentile signore che Le chiede perché non si ritira. Sono anch’io sulla soglia dei novanta e la seguo da quando scrive per Repubblica. Ma un giornalista che scrive “avevate ragione voi” non capita di leggerlo tutti i giorni, anzi, non mi è mai capitato. Questo è il motivo principale, ma non l’unico, per cui non merita di ritirarsi. Tutta la mia solidarietà anche se c’è chi l’ha detto meglio di me. Un cordiale saluto.
Bruno Antonello
Il gentile signore che mi chiede ogni tanto di ritirarmi dallo scrivere è un po’ che non mi manda lettere minacciose. O mi ha accettato, ma non credo, oppure, e mi spiacerebbe molto, non gli interesso più, o si è stancato di parlarmi a vuoto, per ora. Però anche io sono volubile, e forse non sono più sicura di poter dire “avevate ragione voi”. Lei è una persona davvero gentile, sulla soglia dei 90 e mi segue da tanti anni, quasi 50. Dovrei dire che lei merita un elogio di resistenza, e nessuno l’ha detto meglio di lei.
Non si scusi affatto, si scusassero loro
Carissima Natalia, da ottantenne,che ha come quasi unico hobby la lettura e l’informazione dedicandole quattro ore tutti i giorni, con l’acquisto di due quotidiani, integrandoli con canali social indipendenti e certificati, ti esprimo il profondo rammarico che mi ha colto, vedendoti assalita da un’orda di detentori della verità assoluta che in virtù di una sapiente e diffusa campagna mediatica, hanno ammorbato l’informazione. Mi ha fatto male vederti umiliarti con ripetute scuse, dicendoti non informata, come è tuo pieno diritto, essendo la situazione arabo-israeliana intricata, e viziata da pregiudizi storici e ideologici, cristallizzati. Alla tua età e col tuo conquistato prestigio di indipendenza e laicità, potevi benissimo mandarli a quel paese. Oggi sul Corriere ad esempio c’è un lucidissimo editoriale di Galli della Loggia sul termine genocidio, che è divenuto un must irritante. Ti prego leggilo, e io pur essendo critico feroce di Bibi, non posso non pensare che cosa ha fatto il terrorismo di matrice palestinese, da Monaco alla Achille Lauro, Bataclan, Fiumicino, Madrid ecc. Se fossi un parente dei due fratellini Bibas sgozzati e esposti al macabro rituale della sfilata tra maschere e Kalasnikov per restituire i corpicini, cosa proverei e penserei? Con affetto e stima, ma niente scuse a chi non le merita.
Carmelo Morabito, Tivoli
Finalmente una lettera che mi dà un po’ di sollievo. Dopo essere stata, credo, abbastanza seguita dai lettori, adesso mi ritrovo ad avere a che fare con persone che mi rimproverano di tutto, soprattutto da gente che questa rubrica non l’ha mai letta. La vita straziata dei palestinesi la capisco e mi addolora, ma è vero, ci dimentichiamo ormai quasi di tutto e tutti, e abbiamo persino dimenticato quello che lei elenca con sapienza, i fatti terribili che noi abbiamo vissuto. Io, mi spiace, ma non mi ricordo del rituale per restituire i corpi sgozzati dei fratellini Bibas e chissà quanti me ne sono sfuggiti. Può riempirmi di angoscia, ma io non faccio cortei per dire al mondo che noi stiamo, per ora, comodamente a casa nostra. Grazie per l’affetto e la stima. (E poi mi hanno anche sgridato per non sapere cosa è l’Irgun; e senza il suo prezioso intervento continuerei a non saperlo).
Sul Venerdì del 19 settembre 2025