Il Venerdì

Casa Bianca, Trump balla al ritmo delle ruspe

Foto REUTERS/ Andrew Leyden TPX IMAGES OF THE DAY
Foto REUTERS/ Andrew Leyden TPX IMAGES OF THE DAY (reuters)

VIAGGI DA FERMO Per costruire un nuovo salone delle feste, il presidente ha buttato giù un’intera ala della storica residenza. Dopo aver promesso di non farlo

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È una veduta aerea della Casa Bianca di Washington com'era fino a pochi giorni fa. Già da qualche mese Donald Trump aveva annunciato di voler ampliare l'edificio sulla destra, la East Wing, aggiungendo una ballroom (un termine che troverete spesso tradotto con "sala da ballo", ma forse "sala da ricevimenti" o “salone delle feste” è più appropriato) con almeno 600, anzi 900, anzi – dichiarazione di qualche giorno fa – 999 posti a sedere. Sia Trump che la sua addetta stampa avevano promesso che l'edificio principale non sarebbe stato toccato. Pochi giorni fa però sono cominciati i lavori di demolizione, ed ecco una vista aerea della zona scattata giovedì 23.

AFP PHOTO / Planet Labs PBC

AFP PHOTO / Planet Labs PBC

 

Ora l'amministrazione dice che l'intera East Wing sarà demolita, perché in fin dei conti buttare giù e ricostruire è più facile che stare attenti a cosa tenere e cosa no. Prevedibili le proteste di architetti e storici dell'arte, prevedibile anche la risposta trumpiana che se la prende con gli "squilibrati di sinistra" e i loro "alleati delle Fake news" che si stracciano le vesti per la grandiosa, visionaria aggiunta alla Casa Bianca voluta dal presidente Trump. Che tra l'altro sarebbe tutta pagata dal presidente stesso e da generosi donatori private (e pazienza se sono anche titolari o aspiranti titolari di ricchi appalti pubblici, al diavolo i conflitti d’interesse). «Sentite questo rumore [delle ruspe, ndr]? Per me è musica, la musica dei soldi». Lo dice Trump in un video, ma potrebbe essere zio Paperone.

Ruspe al lavoro alla Casa Bianca, Trump: "Musica perle mie orecchie, è il suono dei soldi"

È perfino banale far notare la potenza metaforica dell'immagine: le ruspe che si accaniscono contro il palazzo del potere così come il presidente sta assaltando le istituzioni della democrazia americana. Del resto Trump resta, di fondo, un imprenditore edile: solo nella sua residenza ha già riarredato – riempiendolo di ori – lo Studio Ovale e pavimentato lo storico Giardino delle Rose. E ha anche annunciato che per il 250° anniversario dell'indipendenza – l'anno prossimo – farà costruire a Washington un bell'arco di trionfo, subito battezzato Arc de Trump. Curiosità: sia l'architetto a cui è stato affidato il progetto della Ballroom, James McCrery, sia quello che dovrebbe realizzare l'arco di trionfo, Nicholas Charbonneau, sono ferventi cattolici, specializzati in chiese. Luoghi di culto in cui si adora un Dio. Forse non è una coincidenza.

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