Il Venerdì

Perché Zohran Mamdani è nato in Uganda

Il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani con il padre Mahmood, la moglie Rama Duwaji e la madre Mira Nair
Il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani con il padre Mahmood, la moglie Rama Duwaji e la madre Mira Nair 

VIAGGI DA FERMO Le origini della famiglia del neosindaco di New York, tra le colonie indiane e africane dell’Impero Britannico

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A vederla da Google Maps Street View, la stazione ferroviaria di Kampala, capitale dell'Uganda, non sembra un posto molto trafficato. E in effetti il sito dell'Uganda Railways Corporation mostra che lì (e in tutto il Paese) circolano solo due treni passeggeri, uno che arriva la mattina presto da Mukono, a una trentina di chilometri, e ci torna la sera, un altro che fa lo stesso con Namanve, un sobborgo ancora più vicino. La rete ferroviaria ugandese, però, ha una storia lunga e sanguinosa che risale all'epoca coloniale. Ed è anche, per un improbabile accidente della storia, uno dei motivi per cui Zohran Mamdani, il nuovo sindaco di New York, è nato a Kampala.

Un poster pubblicitario della Uganda Railway dei primi del Novecento
Un poster pubblicitario della Uganda Railway dei primi del Novecento 

La costruzione della Uganda Railway fu decisa dal Parlamento britannico alla fine dell'Ottocento per collegare il porto kenyano di Mombasa, sull'Oceano Indiano, con la regione dei Grandi Laghi. Doveva far parte di un progetto ancora più grandioso, quello di unire con il treno e il telegrafo tutti i possedimenti africani dell'Impero, dall'Egitto a Città del Capo. Come altrove in Africa, per costruire la linea furono reclutati migliaia di lavoratori dall'India, che all'epoca era anch'essa sotto il dominio britannico e comprendeva anche gli attuali territori di Pakistan e Bangladesh. I lavori furono lunghi, pericolosi (decine di operai morirono per incidenti, malattie, scontri con ribelli, e persino divorati dai leoni) e costosissimi, tanto che in patria gli oppositori ribattezzarono la ferrovia "Lunatic Line", la linea dei pazzi. In totale furono stesi più di mille chilometri di binari, e la Uganda Railway divenne, tra le altre cose, il principale mezzo di trasporto dei ricchi cacciatori bianchi diretti verso la savana per i loro safari.

Molti lavoratori indiani rimasero nell'Africa britannica, raggiunti presto da connazionali artigiani, commercianti, intellettuali: come Gandhi, che in gioventù fece a lungo l'avvocato in Sudafrica. O come Mahmood Mamdani, padre di Zohran, nato nel 1946 a Bombay da genitori indiani già emigrati nel Tanganica britannico (l'attuale Tanzania) che poi vi tornarono e da lì si trasferirono in Uganda. Mamdani padre è cresciuto a Kampala, poi ha studiato negli Usa grazie a un programma di borse di studio voluto da Kennedy (non ditelo a Trump), ha partecipato alle battaglie per i diritti civili, è tornato in Uganda dove ha ricoperto anche incarichi politici (e dove Zohran è nato nel 1991), per poi stabilirsi a New York con la moglie, la regista Mira Nair, e il figlio. Ed è così che la città più grande e ricca dell'Impero Americano si ritrova un sindaco un po' americano, un po' asiatico e un po' africano, e pure musulmano, e pure socialista: roba che Trump e i trumpiani non avrebbero immaginato nemmeno nei loro incubi peggiori.

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