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Kim Kardashian in All’s Fair: “Mi sono laureata in legge anche se mio padre non avrebbe voluto”

Kim Kardashian 

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L’imprenditrice e influencer, neolaureata in legge, interpreta una feroce divorzista nella nuova serie di Ryan Murphy. Come non sottoporla a un interrogatorio?
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Attaccano duro, giocano forte e vincono sempre. Le avvocatesse divorziste di All’s Fair (Disney+), che seguono casi di separazione di alto profilo, sono un po’ come Lady Avengers, o almeno così dice il creatore della serie, Ryan Murphy (American Horror Story). Supereroine del quotidiano, si battono per le loro clienti con uno slancio quasi feroce, anche se appaiono di una calma glaciale. Il cast fa parte della A-List hollywoodiana e include Sarah Paulson, Glenn Close, Naomi Watts e Kim Kardashian. «Io sono la matriarca del gruppo», racconta con un certo orgoglio Glenn Close, «ed è per me emozionante, soprattutto penso alle donne della mia vita. Mia madre una volta mi confessò di avere la sensazione di non aver realizzato niente. E alle mie nonne, che volevano diventare una attrice e l’altra cantante, è stato impedito di esprimersi. Io sono la prima ad aver frequentato l’università di tutta la mia famiglia. Insomma, crescendo non ho avuto figure femminili come quelle raccontate nella s…

Attaccano duro, giocano forte e vincono sempre. Le avvocatesse divorziste di All’s Fair (Disney+), che seguono casi di separazione di alto profilo, sono un po’ come Lady Avengers, o almeno così dice il creatore della serie, Ryan Murphy (American Horror Story). Supereroine del quotidiano, si battono per le loro clienti con uno slancio quasi feroce, anche se appaiono di una calma glaciale. Il cast fa parte della A-List hollywoodiana e include Sarah Paulson, Glenn Close, Naomi Watts e Kim Kardashian. «Io sono la matriarca del gruppo», racconta con un certo orgoglio Glenn Close, «ed è per me emozionante, soprattutto penso alle donne della mia vita. Mia madre una volta mi confessò di avere la sensazione di non aver realizzato niente. E alle mie nonne, che volevano diventare una attrice e l’altra cantante, è stato impedito di esprimersi. Io sono la prima ad aver frequentato l’università di tutta la mia famiglia. Insomma, crescendo non ho avuto figure femminili come quelle raccontate nella serie».

«Per me la parte intrigante», le fa eco Naomi Watts, «è vedere come le protagoniste rimettano insieme i pezzi di clienti totalmente distrutte per poi occuparsi della loro rinascita». Tra astri nascenti e giganti della recitazione la più intimidita – difficile a credersi ma sembra proprio così – risulta Kim Kardashian.

Signora Kardashian, suo padre Robert, scomparso nel 2003, era un celebre avvocato, ha anche difeso O.J. Simpson. Cosa ha imparato da lui?
«Sono stata fortunata: gli ho parlato del mio desiderio di frequentare legge, un sogno che ho sempre avuto (a maggio scorso Kardashian si è laureata in Giurisprudenza, ndr). Ero la bambina che, soprattutto durante i casi importanti, andava nel suo ufficio a sbirciare le foto delle scene del crimine e a guardare di tutto, specialmente quello che non dovevo: finivo sempre nei guai. Ma, se devo essere onesta, ha provato a scoraggiarmi a intraprendere quella carriera. Ripeteva: “Conosco la mia bambina e si stresserà troppo”. Penso che sarebbe orgoglioso e felice del mio percorso, perché mi ha dato consigli e abbiamo studiato e riso insieme, anche se non avrebbe immaginato che sarei andata fino in fondo».

Cosa le piace di questo campo?
«Ho sempre amato la disciplina, quindi considero un regalo potermi confrontare ora con vere avvocatesse: so che sollevano il morale di chi si rivolge a loro e fanno sentire a tutte di non essere sole in questo viaggio».

Pensa che il sistema giudiziario sia più ingiusto nei confronti delle donne? Le penalizzi in qualche modo?
«Credo che tutti abbiano bisogno di sostegno durante i periodi duri della vita, a prescindere dal genere, e la separazione di una famiglia è uno di questi. All’s Fair mostra proprio cosa succede a chi tocca il fondo e come si fa a riemergere».

Le sue colleghe hanno raccontato che durante le riprese lei studiava per l’esame di abilitazione professionale e che si faceva interrogare sulle possibili domande. Sembra multitasking e anche stakanovista. Da chi lo ha imparato?
«Quando ero piccola mia nonna e la mia bisnonna lavoravano, mentre nonno e bisnonno stavano a casa con i figli. Ho sempre vissuto un ambiente domestico diverso dai miei coetanei, con una fortissima influenza femminile, e sono convinta che vedere questo gruppo “rosa” in tv sia d’ispirazione».

In che cos’altro il cast l’ha aiutata?
«Il mio obiettivo principale è stato non far perdere tempo a queste grandi attrici, quindi arrivavo sul set preparandomi al massimo delle mie possibilità. Mi bastava guardarle all’opera ogni giorno per imparare qualcosa, anche a livello umano. Tutte hanno poi altri interessi e occupazioni, Naomi per esempio parlava di menopausa e mi faceva testare i suoi prodotti (l’attrice ha scritto un libro sull’argomento e ha fondato l’azienda Stripes, ndr). E comunque tutte più o meno siamo donne d’affari e madri e ci siamo divertite a scambiare le varie esperienze».

Lei come tiene in piedi i diversi impegni lavorativi?
«Mi sono dedicata alla legge perché detestavo dover usare un intermediario per le mie faccende e non sopportavo di chiedere aiuto per mancanza di conoscenza. Non sto certo ringiovanendo, quindi il tempo per memorizzare i testi legali è oggi. Non esiste il momento perfetto nella vita, devi buttarti in quello in cui credi. Ed è ciò che ho fatto quando Ryan Murphy mi ha chiamato».

Quanto l’hanno influenzata i divorzi della sua vita?
«I miei genitori si sono separati quando avevo dieci anni, un’età in cui non ti rendi ancora conto che poi le cose si aggiustano. Quando è successo a me ho visto la differenza tra divorziare con o senza figli, ma comunque ognuno vive quel momento in maniera diversa. L’unico aspetto positivo? Anche in quella situazione, non proprio piena di speranza e positività, puoi imparare qualcosa su te stesso e far affidamento su chi ti sta accanto. Sono assolutamente convinta che parlando di quanto si sta vivendo i legami si fortificano».

La sua avvocatessa divorzista le ha dato consigli preziosi per la serie?
«Laura Wasser mi ha fatto da consulente: la conosco bene perché ha curato due dei miei tre divorzi e ha assistito mia madre nella separazione da mio padre. È cresciuta ascoltando per anni storie di situazioni incredibili in questo ramo del diritto, quindi posso ben dire che abbiamo avuto l’assistenza di una delle migliori nel suo campo».

Lei non dà l’impressione di chiedere spesso aiuto. Da dove arriva tutta questa consapevolezza?
«Ogni persona che mi ha fatto un torto nella vita ha giocato un ruolo cruciale nell’aiutarmi a diventare forte e sicura di me. Allo stesso modo chi mi ha fatto del bene e mi ha sostenuto ha contribuito a farmi evolvere e a formarmi, a partire dalla mia famiglia e dalle mie sorelle. Non dico che non abbia rimpianti – e chi non ne ha? – ma sono felice di esplorare diverse carriere e di aver avuto su questo set le insegnanti più preparate del mondo. Spero si noti una mia crescita, puntata dopo puntata…».

Sul Venerdì del 7 novembre 2025

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