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Il futuro nel passato

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«Donne non si nasce, si diventa» scrive Simone de Beauvoir ne Il secondo sesso, libro fondamentale. Dunque anche madri si diventa – se lo si vuole, lo si può, lo si desidera; non si nasce pronte e programmate. Jessica, Perla, Julie, Ariane e Naïma sono cinque adolescenti che hanno trovato rifugio e assistenza in una maison maternelle alla periferia di Liegi. Jean-Pierre e Luc Dardenne seguono i loro percorsi di maternità: uno diverso dall’altro, per motivi di storia e di carattere. Quello che hanno in comune queste Giovani madri è il disagio sociale.E il fatto di essere in un film dei Dardenne, raccontate con il loro sguardo sull’umano, mai giudicante né pietistico, sempre attento e solidale. Uno sguardo terapeutico, questo l’aggettivo che mi viene.Sia perché accoglie sia perché suscita domande. Partecipa osservando, osserva partecipando.

«Donne non si nasce, si diventa» scrive Simone de Beauvoir ne Il secondo sesso, libro fondamentale. Dunque anche madri si diventa – se lo si vuole, lo si può, lo si desidera; non si nasce pronte e programmate. Jessica, Perla, Julie, Ariane e Naïma sono cinque adolescenti che hanno trovato rifugio e assistenza in una maison maternelle alla periferia di Liegi. Jean-Pierre e Luc Dardenne seguono i loro percorsi di maternità: uno diverso dall’altro, per motivi di storia e di carattere. Quello che hanno in comune queste Giovani madri è il disagio sociale.E il fatto di essere in un film dei Dardenne, raccontate con il loro sguardo sull’umano, mai giudicante né pietistico, sempre attento e solidale. Uno sguardo terapeutico, questo l’aggettivo che mi viene.Sia perché accoglie sia perché suscita domande. Partecipa osservando, osserva partecipando.

Vicino alle protagoniste e vicino agli spettatori.Jessica sta per diventare madre, ma prima vuole sapere perché la sua, di madre, l’ha abbandonata ancora neonata. Ariane la madre l’ha avuta, ma beveva e le prendeva dal suo uomo: lei non vuole essere così. Perla aveva un sogno, crescere la bambina insieme al ragazzo che ama, in fondo l’hanno fatta insieme, ma lui se ne va e lei la mamma single non la vuole fare. Julia è fortunata, il padre della bimba la ama, ma lei fa fatica a chiudere i conti con l’eroina. Naïma ha fatto la sua strada, sembra pronta a lasciare la casa delle ragazze.Sono vite difficili, conoscono la rabbia, la solitudine e la povertà. Ma anche l’incontro con la cura,il cambiamento e la facoltà di scelta. Sono vite che ci fanno capire che nei genitori che siamo, saremo o non saremo abitano i figli che siamo o non siamo stati.La genitorialità è un legame col passato: a volte da spezzare, spesso da riparare, nei casi più fortunati da rinnovare.

Sul Venerdì del 21 novembre 2025

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