✕

Natalia Aspesi: quelle settantenni fresche come fanciulle

mojmir jeŽek?www.core-edizioni.it 

Ascolta l'audio

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
4 minuti di lettura

Signora Aspesi, “nessuna bellezza primaverile/ nessuna bellezza estiva ha una tale grazia/ quale ho visto in un volto autunnale”. Questi versi di John Donne si apprezzano soprattutto pensando a quella tavolozza mirabile di colori che offrono le passeggiate in questo periodo dell’anno nei boschi e nei parchi. Ma ahimè ai nostri giorni impera la patinata levigatezza del corpo “primaverile” modellato dalla ginnastica o dal bisturi, l’artificiosa e inerte figura creata dai bombardamenti pubblicitari. Anche il volto di una persona “autunnale” con la sua velatura di rughe custodisce una trama di segreti da scoprire, conserva un suo fascino ed una sua propria bellezza. Un viso autentico e non artefatto è la più interessante superficie del mondo. Mauro Luglio

Ma dove può trovare oggi con “la velatura di rughe”, le donne giovani che ormai arrivano ai 70 anni, un po’ tirate, è vero, ma fresche come una fanciulla? Se proprio lei vuole quasi le nonne di un tempo, deve rivolgersi almeno alle novan…

Signora Aspesi, “nessuna bellezza primaverile/ nessuna bellezza estiva ha una tale grazia/ quale ho visto in un volto autunnale”. Questi versi di John Donne si apprezzano soprattutto pensando a quella tavolozza mirabile di colori che offrono le passeggiate in questo periodo dell’anno nei boschi e nei parchi. Ma ahimè ai nostri giorni impera la patinata levigatezza del corpo “primaverile” modellato dalla ginnastica o dal bisturi, l’artificiosa e inerte figura creata dai bombardamenti pubblicitari. Anche il volto di una persona “autunnale” con la sua velatura di rughe custodisce una trama di segreti da scoprire, conserva un suo fascino ed una sua propria bellezza. Un viso autentico e non artefatto è la più interessante superficie del mondo. Mauro Luglio

Ma dove può trovare oggi con “la velatura di rughe”, le donne giovani che ormai arrivano ai 70 anni, un po’ tirate, è vero, ma fresche come una fanciulla? Se proprio lei vuole quasi le nonne di un tempo, deve rivolgersi almeno alle novantenni. Il poeta inglese John Donne, (1572-1631) pare adorasse le signore mature (che allora potevano avere, vecchissime, trent’anni). Potrebbe essere la più interessante superficie del mondo un bel viso di 60 anni nascondendo chissà quali peccati. Ma dove lo trova? I chirurghi estetici sono arrivati molto più in là: ormai a venticinque anni le belle si fanno dei bocconi veramente horror, che stranamente le invecchiano. Penso che lei dovrà accontentarsi di quella tavolozza mirabile camminando nelle meraviglie autunnali dei parchi e nei boschi.

Non rispondere alle lettere è mancanza di rispetto

Gentile signora Aspesi, mi associo a quanto dice Roberto Pavese sul Venerdì del 21 novembre 2025. Chi le scrive comunque la considera, anche io l’ho fatto per un paio di volte, poi ho smesso perché non risponde. Non scrivo a sconosciuti, lo faccio raramente e solo con lei e con Michele Serra che rispondeva sempre. Non rispondere è comunque sentito dall’altro come mancanza di rispetto, anche se non è intenzionale. Ai miei tempi era anche mancanza di educazione...Le auguro ogni bene. Teodora Jannetti

Cara Signora Jannetti, lei è una furbona: mi augura ogni bene dicendo anche che non rispondere “è sentito dall’altro come una mancanza di rispetto e ai miei tempi come una mancanza di educazione”. Fatto! Guardi, signora che io pubblico ogni volta tre o quattro lettere, quelle che per qualche ragione mi paiono le più adatte a una risposta o che mi suscitano delle risposte. Le sue, come tutte le altre si accumulano vicino a me, sino a quando assieme a tante altre risultano troppe, e, si perdono, magari legate a un fatto ormai defunto. Quasi piangendo, devo eliminarle. Mi dessero più spazio… ma anche questo non sarebbe giusto, la posta, e non solo, deve avere un suo spazio.

I premi giovanili e la fortuna di vivere in una bella provincia

Mia cara piccola bimba cresciuta, ho letto con piacere del Premio che ti è stato assegnato, spero ti abbia gratificato. Certo di riconoscimenti ne avrai avuti molti, sono sicuro, sei brava, lucida e veloce nelle riflessioni sempre di purezza cristallina. Ora ti narro i miei riconoscimenti (nel proprio piccolo ognuno avrà i suoi, credo). Una Coppa vinta con la squadra di calcio a cinque in un torneo dilettantesco. Mi rese felice perché tra l’altro avevo più di quarant’anni, ma in campo ero una bestia feroce che ringhiava e mordeva . Poi vinsi il campionato Provinciale di tiro con la carabina, la vittoria era scontata, ero bravissimo, ma il punteggio no. Vinsi con 998 su mille disponibili. Un record mondiale ai nostri tempi, allora (era il 1964) chi ci pensava. Anche quella vittoria mi dette animo e forza, perché ottenuta senza alcun insegnamento, non c’erano maestri, o allenatori, o preparatori, come avviene ai nostri tempi. Mi sono costruito nel tempo: teoria e pratica. Tutto da solo. Inoltre ti confermo che quella specie di classe non si perde con gli anni, per cui anche oggi, con un po’ di allenamento mi potrei ripetere con qualsiasi bersaglio. Nei momenti peggiori a causa delle vicissitudini della vita, lo sai che ci penso... romperei volentieri qualche “Coccia Ammannata”. Non sarebbe un danno, anzi... Leggo con dispiacere le vicissitudini di Repubblica. Certo sarà dura per gente come te, Concita, Annalisa, Massimo, Ezio, Michele, Stefano e qualche altro di cui non ricordo ora il nome. Cambiamo argomento altrimenti mi deprimo e non mi va. Un anticiclone del genere estivo ci sta colpendo da tempo, vanificando il poco costruito a metà novembre. I nostri Sibillini imbiancati come non mai, con un colore accecante che reca piacere allo sguardo, stanno perdendo pian piano la brillantezza, il nostro panorama che ce li mostra quasi tutti è quasi unico, nemmeno Trento e Bolzano hanno un panorama simile perché i nostri Appennini sono proprio vicini, sembra che allungando la mano si possano toccare, e sono quasi tutti oltre i duemila. Sai che esiste ancora l’antro della Sibilla? Avevo giurato che non avrei più avuto un cane... invece ho prelevato una cagnolina color oro che sembra una gazzella in un posto fuori dal mondo, completato da gente fuori dal mondo, dove non sono arrivati né Gesù Cristo, Maometto, Buddha o altra diavoleria. È tenera, morbida, ora allegra dopo qualche giorno di inevitabile sconcerto. I miei ragazzi mi hanno assicurato che provvederanno loro alla mia partenza per altri e, speriamo , definitivi lidi... L’ultima: la mia Gioia ha dato con successo il primo esame alla facoltà di Amsterdam. È proprio una Costantini, intelligente, giramondo, irruenta, vivace e buona come il pane. Basta perché mi sto commuovendo. Serafino, Ascoli Piceno

Mi fa molto piacere che anche lei abbia vinto dei gloriosi premi: una coppa in una squadra di calcio a cinque in un torneo dilettantesco, poi il campionato provinciale di tiro con la carabina, senza insegnamento, senza maestri. Mi piacerebbe anche sapere cosa sia “la Coccia Ammannata” tanto per essere plurilingue. Mi piace molto che lei mi scriva parlandomi di Ascoli Piceno, un luogo carico di storia e coi Sibillini accecanti per il loro splendore. “neppure Trento e Bolzano...”. Io credo che noi da Milano pensiamo che tutto il resto sia periferia, invece poi scopro: A) anche lei persa la sua cagnina (o cagnona) non ha resistito senza, e, in un posto sperduto dove secondo lei ancora non si sono visti Maometto e Gesù Cristo, lei si è innamorato di un cane che pare una gazzella dorata; B) la sua Gioia, penso sua nipote, è ad Amsterdam a fare gli esami della facoltà e noi milanesi che si pensava che solo quelli delle nostre valli se ne andavano all’estero...

Leggi i commenti