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Zohran Mamdani, ascesa di un sindaco rapper

Così si faceva chiamare Zohran Mamdani, oggi sindaco di New York, quando faceva rap. Qui è nel video Nani (2019) con l’attrice indiana Madhur Jaffrey 

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RADICI Prima della politica, il nuovo primo cittadino di New York aveva cercato di sfondare nell’hip hop
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“Zohran è zaddy” (sexy), assicura una maglietta della travolgente campagna elettorale di Zohran Mamdani a sindaco di New York. A Gaydar, la popolare trasmissione social che intervista i candidati per determinare se sono “gay, etero o omofobi”, Mamdani si è svelato rispondendo a una domanda-trabocchetto: cosa si intende per lui con la sigla WLW? Sarebbe Women loving Women, lesbiche, ma lui («freudianamente») ha risposto «Win Loss Win», “vincere perdere vincere”. Comprensibile, in piena campagna: la conduttrice ne ha desunto che Mamdani è etero; del resto, la maglietta a doppia zeta arancione “Zaddy Zohran” pare sia un’idea della moglie Rama, conosciuta tramite un sito di incontri.

Zohran ha postato brevissimi video mentre, sempre allegro, corre una maratona, o si b…

“Zohran è zaddy” (sexy), assicura una maglietta della travolgente campagna elettorale di Zohran Mamdani a sindaco di New York. A Gaydar, la popolare trasmissione social che intervista i candidati per determinare se sono “gay, etero o omofobi”, Mamdani si è svelato rispondendo a una domanda-trabocchetto: cosa si intende per lui con la sigla WLW? Sarebbe Women loving Women, lesbiche, ma lui («freudianamente») ha risposto «Win Loss Win», “vincere perdere vincere”. Comprensibile, in piena campagna: la conduttrice ne ha desunto che Mamdani è etero; del resto, la maglietta a doppia zeta arancione “Zaddy Zohran” pare sia un’idea della moglie Rama, conosciuta tramite un sito di incontri.

Zohran ha postato brevissimi video mentre, sempre allegro, corre una maratona, o si butta in giacca e cravatta nell’oceano gelido (per mostrare che vuole congelare gli affitti), o divora lo street food preda dell’inflazione, e sollecita il voto in urdu, bengalese e spagnolo; vestito di bianco all’indiana sullo sfondo di un Queens bollywoodiano o gustando il lassi, lo yogurt speziato indiano; o semplicemente rappando il suo nome “Ma-m-da-ni”. Nella sua campagna multietnica, Zohran ha usato tutte le sue origini.

Nato in Uganda, arrivato negli States a sette anni (solo nel 2018 ne ha ottenuto la cittadinanza), Zohran è figlio di Mahmood Mamdani, musulmano sciita originario di una famiglia del Gujarat, trasferita in Africa nell’ambito della diaspora indiana legata al colonialismo inglese. L’attuale presidente indiano Narendra Modi ha sempre aizzato gli induisti contro i musulmani, spesso perseguitati in Gujarat, sicché Zohran si rifiuta di incontrarlo. Mahmood insegna African Studies alla Colombia University; la madre di Zohran è Mira Nair, regista del film Leone d’oro Monsoon Wedding; insomma Zohran cresce a New York nel sofisticato Upper West Side, frequentando le migliori scuole pubbliche, dove fonda squadre di calcio e sezioni pro-Pal (ma, spiega la biografia Zohran edita da Altraeconomia, il 67 per cento dei giovani ebrei di New York ha votato per lui). Fallisce la carriera di rapper con il nome Mr. Cardamom, anche se il singolo Nani è un ingegnoso rovesciamento del genere, e il lusso bling bling non è celebrato in rima da un bullo misogino, ma sussurrato dalla grande Madhur Jaffrey, attrice indiana da Orso d’argento e gastronoma, oggi 92enne – nel video rappresenta la nonna di Zohran, che smette di cucinare per tutti e si mette a far affari dubbi (lui espone, coperto dal solo grembiule, il petto biancastro da primo della classe).

Molto ha imparato Zohran come attivista di cause vinte per i perdenti di New York; ora è sostenuto da The Squad, la “squadra” di deputate progressiste woke, e incuriosisce Trump, che lo chiama “comunista lunatic”, fuori di testa. Ma a vederli insieme alla Casa Bianca sembra che il giovane Mamdani gli faccia simpatia.

Sul Venerdì del 2 gennaio 2026

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