Il calendario dell'economia ha alcune feste comandate. Una di queste è il World Economic Forum di Davos dove quest'anno, complice l'uragano Trump, si è rischiato di arrivare alle mani (per chi se lo fosse perso, consiglio di recuperare l'antico ma strepitoso reportage di Emmanuel Carrère dalla felpata cittadina svizzera). Con il Wef arriva puntuale la sua nemesi: il rapporto Oxfam sulle disuguaglianze, di cui hanno già scritto tutti. Siccome è un appuntamento imprescindibile, tiro fuori i dati che mi han colpito di più. Per esempio quello per cui, oggi, il 5 per cento più ricco delle famiglie italiane detiene metà della ricchezza nazionale. Ricchezza la cui crescita negli ultimi anni è andata quasi tutta (il 91 per cento) a loro, mentre la metà più povera si è dovuta accontentare del 2,7 per cento.
Su scala globale, invece, la novità è che i miliardari nel mondo sono diventati oltre 3.000, con una ricchezza aggregata di 18.300 miliardi di dollari: una concentrazione storicamente inedita. Anche in questo caso la torta della ricchezza è stata tagliata in fette molto disuguali: i miliardari si sono arricchiti di 2,5 trilioni di dollari in un anno, una cifra quasi equivalente alle fortune della metà più povera dell’umanità. Quattro miliardi e passa di persone. Se non è i l momento giusto per denuclearizzare una qualche tassa patrimoniale adesso, quando lo sarà?
Dal Venerdì del 6 febbraio