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Manzo, cannella e qualche ricordo

Bœuf Bourguignon 

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Molti anni fa, a Parigi, un giovane magrolino e insicuro si allontanava poco a poco dagli studi per ritrovarsi a lavorare in cucina, proprio nel posto dove i ristoranti sono stati inventati. Quello studente ero io. Ho di conseguenza letto con tenerezza e familiarità il primo romanzo di Lucia Visonà, Il cuoco giapponese, che a dispetto del titolo racconta precisamente di un giovane studente che, un po’ senza accorgersene, si ritrova all’improvviso in cucina, e poi ci rimane. Hugo, che pur essendo francesissimo e anzi figlio di un piccolo dirigente di partito di estrema destra ha dei remoti tratti asiatici (da qui il soprannome), viene guidato da un’anziana ed eccentrica signora, con la quale nasce un delicato e caotico sodalizio, alla scoperta di antichi saperi gastronomici ma anche dei luoghi e gesti fondamentali della vita parigina. La prima vera lezione che Madame Laval dà al giovane Hugo riguarda uno dei capisaldi della cucina francese domestica, e cioè il Bœuf Bourguignon, il bras…

Molti anni fa, a Parigi, un giovane magrolino e insicuro si allontanava poco a poco dagli studi per ritrovarsi a lavorare in cucina, proprio nel posto dove i ristoranti sono stati inventati. Quello studente ero io. Ho di conseguenza letto con tenerezza e familiarità il primo romanzo di Lucia Visonà, Il cuoco giapponese, che a dispetto del titolo racconta precisamente di un giovane studente che, un po’ senza accorgersene, si ritrova all’improvviso in cucina, e poi ci rimane. Hugo, che pur essendo francesissimo e anzi figlio di un piccolo dirigente di partito di estrema destra ha dei remoti tratti asiatici (da qui il soprannome), viene guidato da un’anziana ed eccentrica signora, con la quale nasce un delicato e caotico sodalizio, alla scoperta di antichi saperi gastronomici ma anche dei luoghi e gesti fondamentali della vita parigina. La prima vera lezione che Madame Laval dà al giovane Hugo riguarda uno dei capisaldi della cucina francese domestica, e cioè il Bœuf Bourguignon, il brasato di manzo cotto nel vino rosso. Il caso vuole che io non mi sia mai davvero interessato a questa ricetta fino a un paio di mesi fa, quando ho scoperto che, un secolo fa, veniva eseguita aggiungendo una piccola coltre di ingredienti supplementari, per suggerire sapori e profumi speziati. Uno di questi ingredienti è la cannella, e infatti: “Curioso di sentire gli effetti di quel bastoncino speziato sulla ricetta, infila un cucchiaio nella pentola e con il bordo taglia un pezzetto di carne. È così tenera che si stacca subito, senza nessuno sforzo. Gli scivola in bocca insieme al sughetto: la cannella ha già lasciato la sua impronta sull’acidità del vino”.

Che cosa serve Per 6 persone: 800 gr. di muscolo di coscia di manzo; 1 bottiglia di vino rosso; sedano, carote e cipolla; una manciata di funghi champignons; 1 bastoncino di cannella;olio, sale, pepe e aromi

Come procedere In una pentola di ghisa dal fondo spesso, arrostite la carne da ogni lato, toglietela e versate in pentola il vino. Fate bollire e evaporare l’alcol, quindi rimettete la carne e tutti gli altri ingredienti. Cuocete per 3 ore, coperto e a fuoco bassissimo. Servite a fette bagnando con la salsa.

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