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Sempre meglio cantare sul latte (non) versato

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In genere, trascorro le mie domeniche pomeriggio al ristorante, fra il servizio del pranzo e quello della cena. Sto in cucina da solo, recupero alcune preparazioni che non ho avuto il tempo di fare durante la settimana, e se siamo riusciti a finire tutto faccio qualche esperimento per la settimana successiva. Per chissà quale motivo, gli esperimenti sono quasi sempre dei dolci, e quasi sempre fallimentari.

Prima che i miei esperimenti rivelino il loro naufragio ho però qualche mezz’ora di discreta euforia, che trascorro appunto da solo, ascoltando la discografia completa di Paolo Conte, in ordine sparso. I miei colleghi sono abituati, e talvolta si ritrovano a canticchiare qualche canzone loro malgrado, tanto spesso le hanno sentite. Ma la domenica sera è anche l’ultimo giorno della settimana, e quindi il momento in cui mi vengono sottoposte alcune piccole faccende in sospeso: una di queste, che si pone ogni maledetta domenica, sono le bottiglie di latte e panna fresca che si approssi…

In genere, trascorro le mie domeniche pomeriggio al ristorante, fra il servizio del pranzo e quello della cena. Sto in cucina da solo, recupero alcune preparazioni che non ho avuto il tempo di fare durante la settimana, e se siamo riusciti a finire tutto faccio qualche esperimento per la settimana successiva. Per chissà quale motivo, gli esperimenti sono quasi sempre dei dolci, e quasi sempre fallimentari.

Prima che i miei esperimenti rivelino il loro naufragio ho però qualche mezz’ora di discreta euforia, che trascorro appunto da solo, ascoltando la discografia completa di Paolo Conte, in ordine sparso. I miei colleghi sono abituati, e talvolta si ritrovano a canticchiare qualche canzone loro malgrado, tanto spesso le hanno sentite. Ma la domenica sera è anche l’ultimo giorno della settimana, e quindi il momento in cui mi vengono sottoposte alcune piccole faccende in sospeso: una di queste, che si pone ogni maledetta domenica, sono le bottiglie di latte e panna fresca che si approssimano alla scadenza. Non so quasi mai che farci, e ogni volta che Luca, mio socio, si avvicina con le bottiglie in mano rispondo affranto che ci devo pensare. Ma non sempre la mia mente stanca dopo una settimana di lavoro è veloce abbastanza da trovare una soluzione.

Proprio quando Luca è arrivato, con la questione del latte e della panna, ho sentito Paolo Conte cantare che: “Il giorno tropicale era un sudario / davanti ai grattacieli era un sipario / campa decentemente e intanto spera / di esser prossimamente milionario.” Appena ho sentito le parole Sud America ho avuto un illuminazione, e ho gridato quella che sarà, credo, la soluzione definitiva: il dulce de leche.

Dulce de leche

Che cosa serve 1 parte di panna; 1 di zucchero; 3 di latte; una bacca di vaniglia;1 cucchiaino di bicarbonato

Come procedere Versate in una pentola tutti gli ingredienti e mettete sul fuoco. A un certo punto cercherà di sbrodolarsi fuori tutto: abbassate il fuoco, mescolate con la frusta e poi rimettete sul fuoco. Dopo trenta minuti l’insieme comincerà a scurirsi, dopo mezz’ora sarà pronto. Conservatelo in frigorifero e mangiatelo col cucchiaio.

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