Napoli vanta il primato mondiale dei santi patroni, ben 52 oltre san Gennaro, senza contare la new entry Diego Armando Maradona. A questa legione di protettori celesti non potevano mancare due pezzi da novanta come Virgilio e Leopardi, l’autore dell’Eneide e quello dell’Infinito, sepolti l’uno accanto all’altro ai piedi della collina di Posillipo.Il sito che accoglie le tombe dei due grandi poeti è diventato meta di un pellegrinaggio di studenti provenienti da tutto il mondo che hanno trasformato i due vati in santi protettori degli scolari in ambasce. La loro specialità, infatti. è il soccorso ai ragazzi che affrontano l’esame di maturità. Ma non si tratta di una domanda di raccomandazione, ancorché soprannaturale. I maturandi vengono a chiedere un’ispirazione superiore, una sorta di scienza infusa dall’alto, la sola in grado di riattivare miracolosamente sinapsi esaurite dall’ansia e di sanare lacune profonde come canyon.“Carissimo Virgilio, grazie ai tuoi versi ispiratori siamo in …
Napoli vanta il primato mondiale dei santi patroni, ben 52 oltre san Gennaro, senza contare la new entry Diego Armando Maradona. A questa legione di protettori celesti non potevano mancare due pezzi da novanta come Virgilio e Leopardi, l’autore dell’Eneide e quello dell’Infinito, sepolti l’uno accanto all’altro ai piedi della collina di Posillipo.Il sito che accoglie le tombe dei due grandi poeti è diventato meta di un pellegrinaggio di studenti provenienti da tutto il mondo che hanno trasformato i due vati in santi protettori degli scolari in ambasce. La loro specialità, infatti. è il soccorso ai ragazzi che affrontano l’esame di maturità. Ma non si tratta di una domanda di raccomandazione, ancorché soprannaturale. I maturandi vengono a chiedere un’ispirazione superiore, una sorta di scienza infusa dall’alto, la sola in grado di riattivare miracolosamente sinapsi esaurite dall’ansia e di sanare lacune profonde come canyon.“Carissimo Virgilio, grazie ai tuoi versi ispiratori siamo in grado di tradurre l’Eneide e ne andiamo orgogliosi. Adesso ti preghiamo di aiutarci ad avere il massimo dei voti all’esame di latino”. Firmato Ranja, Thijs, Laurin, Imkea, Simore, Jessie, Ross. Allievi di un liceo di Utrecht che hanno scritto la loro supplica in inglese, supponendo che l’autore delle Georgiche non parli l’olandese, ma in compenso conosca bene la lingua più parlata del nostro tempo, che è un po’ quello che era il latino nell’antichità.
Tra le querce di Zeus
È solo una delle migliaia di invocazioni che vengono deposte in un tripode di bronzo simile a quelli che nel mondo antico servivano per comunicare con gli spiriti dell’Aldilà. Di fatto questo luogo ha qualcosa di quei santuari dove i devoti depositano richieste di grazia ed ex voto. Ma assomiglia anche ai boschi sacri dove anticamente i fedeli andavano a cercare un contatto con il divino. Infatti le tombe immerse in un silenzio inconsueto per Napoli, sono circondate dalle querce fatte arrivare direttamente dalla selva di Dodona, in Grecia, dove i sacerdoti di Zeus divinavano il futuro decifrando il mormorio delle foglie.Di fatto questi giovanissimi vengono fino a Napoli per una sorta di rito di iniziazione alla bellezza che ha trasformato questo sito monumentale nel sacrario di un culto laico. Che non ha la solennità ingessata del mausoleo ma la profondità inattesa e spiazzante di una religione pop. Venerano la memoria della guida di Dante nella Divina Commedia e si addentrano, come in un tempio, nella grotta dove dorme il giovane favoloso. Qui si capisce improvvisamente quel filo altissimo e remoto che lega i ragazzi e i poeti, o meglio la gioventù e la poesia, colto vertiginosamente dalla grande scrittrice Anna Maria Ortese che coniò l’espressione “giovane favoloso” che dà il titolo al bellissimo film di Mario Martone e Ippolita di Majo dedicato all’autore del Sabato del villaggio. Peraltro, gli studenti che dialogano idealmente con Virgilio e Leopardi, oltre che molto ben alfabetizzati, sono sorgivi, autentici, lirici. E spesso ironici come l’anonimo che ha lasciato un fazzoletto di carta con la scritta “Ho armato la mano per dare vita a un’ode. Virgilio annuisce, Leopardi rode”. Che fa anche rima.Mentre una simpaticissima prima della classe, che si cela sotto lo pseudonimo di Epsilon, aristoteleggia alla grande con il disegno di un serpente che si morde la coda, al quale ha aggiunto la parola greca thaumazein. Che vuol dire provare meraviglia. Quella meraviglia che Aristotele, nella Poetica, la grande sorgente dell’estetica occidentale, considera l’autentica origine della poesia, che nasce dallo stupore. Ma c’è anche chi risponde a poesia con filosofia. Come fa una pensatrice dalla penna blu, “Dov’è andata la lacrima del mio occhio e la tenera piuma del mio cuore? O solitudine di tutti quelli che danno!”. La citazione è di Nietzsche, uno dei più poeti tra i filosofi.
Studio e amore
Più modestamente Marco, Fabietto, Chiara e Mariasole trascrivono a stampatello L’Infinito di Leopardi su un foglio strappato da un quaderno. Mentre Beatrycze, una ragazza polacca che ricorda il vecchio amore o forse ne ha trovato uno nuovo, ripete le parole pronunciate da Didone nell’Eneide. “Agnosco veteris vestigia flammae”, Conosco i segni della fiamma antica. È la frase della regina di Cartagine che alla vista di Enea sente lo stesso palpito che sentì quando si innamorò di suo marito Sicheo, che l’ha lasciata vedova.E alla dichiarazione leopardiana di Bubi che scrive “ E naufragar m’è dolce in questo mare d’amore per Anna”, l’amata replica “La perfezione è quiete: qui e te”. La differenza è che la risposta è tutta farina del sacco di Anna.Angelo e Silvia ricorrono alle parole usate da Dante all’inizio della Divina Commedia quando di fronte al terribile avvertimento “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”, affisso sulla porta dell’inferno, spaventato e confuso chiede aiuto a Virgilio “Maestro il senso lor m’è duro”. Sembra proprio un’allusione alle incognite di una prova senza appello, come l’esame di maturità, che molti affrontano con tanta paura e poche speranze. Per fortuna c’è chi invita a non perdere ogni speranza usando le parole di It is You (I Have Loved), la canzone che Dana Glover canta nel film Shrek, “There’s no more mistery. It is finally clair to me”, Non c’è più nessun mistero. Per me ormai è tutto chiaro. Il verso è scritto su una foglia d’alloro, la pianta che cinge le tempie dei poeti ma incorona anche i laureati. Come dire guardate avanti e andate a prendervi il futuro.
Sul Venerdì del 12 giugno 2026