Salute

Maturità, vietato fare le ore piccole: il sonno è il ripasso che il cervello fa da solo

Maturità, vietato fare le ore piccole: il sonno è il ripasso che il cervello fa da solo

Negli ultimi giorni prima dell'esame molti studenti sacrificano il riposo per studiare di più. Ma le ricerche scientifiche raccontano una storia diversa: dormire bene può aiutare memoria e gestione dell'ansia più di un'ultima notte sui libri

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La tentazione è sempre la stessa. Mancano pochi giorni alla prima prova, il programma sembra infinito e il tempo insufficiente. Così si allungano le serate e si spostano le sveglie. Eppure, proprio nella settimana che precede la Maturità il sonno potrebbe diventare uno degli alleati più preziosi degli studenti. Le neuroscienze mostrano, infatti, che il cervello adolescente continua a lavorare anche quando gli occhi si chiudono: consolida i ricordi, organizza le informazioni apprese durante il giorno, regola le emozioni e prepara le funzioni cognitive necessarie per affrontare prove impegnative. In altre parole, dormire non significa sottrarre tempo allo studio. Significa permettere al cervello di fare il proprio lavoro.

Il cervello studia anche mentre dormiamo

Una delle ricerche più recenti sul tema arriva da un gruppo internazionale di studiosi delle università di Cambridge e Fudan. Lo studio, pubblicato su Cell Reports, ha analizzato i dati di oltre 3.200 adolescenti coinvolti nel progetto americano ABCD, utilizzando informazioni raccolte tramite dispositivi Fitbit, test cognitivi e scansioni cerebrali. I risultati mostrano che gli adolescenti che andavano a letto prima e dormivano leggermente più a lungo presentavano prestazioni cognitive migliori e differenze misurabili in alcune aree cerebrali coinvolte nei processi di apprendimento e memoria. Un dato interessante riguarda proprio l'entità delle differenze osservate: anche variazioni relativamente modeste nella durata del sonno erano associate a cambiamenti significativi nelle capacità cognitive.

Sonno e memoria

Ma davvero il sonno aiuta a fissare quello che si è studiato? “Sì, oggi sappiamo con buona certezza che il sonno svolge un ruolo attivo nel consolidamento della memoria. In pratica, ciò che si studia durante il giorno viene ‘ripassato’ dal cervello durante la notte, diventando più stabile e facilmente recuperabile”, risponde Carolina Lombardi, direttore Unità "Centro Medicina del Sonno" dell’Università Milano Bicocca, Istituto Auxologico Italiano, che aggiunge: “Al contrario, la privazione di sonno, soprattutto se prolungata, può avere diversi effetti dannosi: diminuzione dell'attenzione sostenuta; maggiore lentezza nell'elaborazione delle informazioni; più difficoltà nel recuperare nozioni già studiate; aumento dell'irritabilità e della reattività emotiva; maggiore vulnerabilità all'ansia e allo stress. Molti studenti interpretano la sensazione di aver studiato fino a tardi come un vantaggio, ma spesso il giorno successivo scoprono di ricordare meno di quanto immaginassero. Il cervello non è una chiavetta Usb: accumulare informazioni senza dormire non significa conservarle meglio”.

Il cervello è stanco e rende poco

Emanuele, che quest'anno affronterà la Maturità al Liceo scientifico Nomentano di Roma, racconta di aver sacrificato raramente il sonno per ripassare: “Quest'anno è capitato qualche volta in più, ma sono comunque sempre andato a dormire a orari giusti, senza esagerare. Secondo me, dopo una certa ora non ha molto senso continuare a studiare: il cervello è stanco e rende poco, quindi è molto meglio riposare piuttosto che continuare a ripetere ricordandosi solo una piccola parte di quello che si legge”.

Perché è importante dormire la notte prima degli esami

Ma che cosa succede al cervello dei ragazzi che proprio alla vigilia di un esame importante sacrificano il sonno? “Nei giorni che precedono la maturità - risponde l’esperta di medicina del sonno - molti studenti pensano di poter guadagnare tempo sottraendolo al sonno. In realtà, il cervello, a qualsiasi età, funziona esattamente al contrario: ha bisogno di dormire per consolidare efficacemente ciò che è stato studiato durante il giorno”. Il fatto è che la notte prima di un esame, ma ancor più quelle delle settimane che lo precedono, non serve soltanto a riposare. “Durante il sonno - prosegue Lombardi - il cervello riorganizza le informazioni apprese, rafforza le connessioni neuronali e consolida i ricordi. Quando si dorme troppo poco, aumenta il rischio di presentarsi all'esame con una minore capacità di concentrazione, maggiori difficoltà nel recuperare le informazioni e una più marcata impulsività nelle risposte. È vero che, in alcuni casi, l'adrenalina può contribuire a mantenere una performance apparentemente adeguata dopo una singola notte di sonno insufficiente, ma questo effetto è temporaneo e non compensa i danni cognitivi associati a una privazione di sonno più prolungata”.

L'ansia da esame non è solo una questione scolastica

La Maturità è spesso raccontata come un rito di passaggio. Ma per molti ragazzi rappresenta anche una fonte concreta di stress psicologico. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale e ansia e depressione figurano tra le principali cause di malattia e disabilità in questa fascia di età. Una ricerca pubblicata su Frontiers in Public Health descrive, infatti, lo stress scolastico come un fattore rilevante per la salute mentale degli adolescenti. La Maturità diventa così il momento più visibile di una pressione che spesso inizia molto prima e che può influenzare benessere emotivo, sonno e rendimento. Quella pressione descritta dagli esperti è qualcosa che molti maturandi stanno vivendo in queste settimane. Viola, anche lei alle prese con la maturità, ammette che la paura più grande, a pochi giorni dall'esame, è “non riuscire a studiare tutto bene come vorrei”. Per questo sta provando ad organizzare le giornate in modo più equilibrato: “Sto cercando di evitare di studiare fino a tarda sera, sia per non aumentare il mio livello di ansia e preoccupazione, sia per riuscire a dormire più serenamente”, racconta.

Quando si dorme poco aumenta anche la vulnerabilità emotiva

Il rapporto tra sonno e salute mentale funziona in entrambe le direzioni. L'ansia può disturbare il sonno, ma dormire poco può rendere più difficile gestire ansia e stress. Le raccomandazioni dell'American Academy of Sleep Medicine indicano che gli adolescenti tra i 13 e i 18 anni dovrebbero dormire tra le otto e le dieci ore per notte. Una soglia che molti studenti non raggiungono, soprattutto durante i periodi di verifica e preparazione agli esami. Anche i Centers for Disease Control and Prevention ricordano che una durata insufficiente del sonno negli adolescenti è associata a problemi di attenzione, comportamento, apprendimento, regolazione emotiva e salute mentale.

Il legame tra sonno, stress e benessere psicologico

Un ulteriore studio su studenti delle scuole secondarie ha evidenziato come qualità del sonno, stress percepito e benessere psicologico siano strettamente collegati. Gli autori concludono che gli interventi destinati a ridurre lo stress e migliorare l'igiene del sonno possono contribuire a migliorare sia il riposo sia la salute mentale degli studenti. Viola racconta che, soprattutto in prossimità di interrogazioni e verifiche, le è capitato di sacrificare qualche ora di sonno per continuare a ripetere. “Non ho mai esagerato: il giorno successivo solitamente mi sento più tranquilla e preparata, senza essere eccessivamente stanca o confusa”. Emanuele, invece, vive l'attesa dell'esame con relativa serenità. “Sicuramente avrei potuto organizzarmi meglio per la maturità e studiare con più costanza, ma non ho mai problemi con il sonno: dormo tranquillamente, consapevole che preoccuparmi non mi aiuterebbe e sarebbe solo uno spreco di energie”. Un atteggiamento che gli esperti considerano protettivo, perché limita quel circolo vizioso in cui l'ansia compromette il sonno e la mancanza di sonno alimenta a sua volta l'ansia.

Lo smartphone sotto le coperte è un falso alleato

Nelle sere che precedono l'esame molti ragazzi cercano una pausa dallo studio scorrendo video, social network o chat. Ma proprio questa abitudine può trasformarsi in un ostacolo al sonno. La luce emessa dagli schermi e la continua stimolazione cognitiva possono ritardare l'addormentamento e ridurre la qualità del riposo. Inoltre, la consultazione continua di messaggi e contenuti legati alla scuola tende a mantenere elevato il livello di attivazione emotiva. Gli specialisti del sonno consigliano di limitare l'uso dello smartphone almeno nell'ora che precede l'addormentamento e di evitare che il telefono resti acceso sul comodino durante la notte.

Respirazione e mindfulness: strumenti semplici contro l'ansia

La ricerca sta accumulando evidenze anche su strategie brevi e facilmente applicabili nei giorni che precedono un esame. Una meta-analisi pubblicata su Frontiers in Psychology ha evidenziato che gli interventi basati sulla mindfulness possono ridurre l'ansia da test. Altri lavori hanno mostrato effetti positivi degli esercizi di respirazione controllata negli studenti impegnati in prove ad alta pressione. Tecniche semplici, praticate per pochi minuti al giorno, sembrano contribuire a ridurre l'attivazione fisiologica associata all'ansia e a migliorare la capacità di concentrazione.

La ‘routine salva-maturità’

Quali consigli si possono dare agli studenti che si stanno preparando alla maturità? “La parola chiave è regolarità”, risponde Lombardi. “Nell'ultima settimana suggerisco di mantenere orari di sonno il più possibile costanti; puntare a circa 8-10 ore di sonno per notte; fare il ripasso più impegnativo nel pomeriggio o nel primo pomeriggio-sera; utilizzare la serata per schemi, mappe concettuali e riepiloghi; limitare smartphone, videogiochi e social almeno nell'ora precedente al sonno ed evitare energy drink e grandi quantità di caffeina nelle ore serali. Se necessario, può essere utile un breve pisolino di 20-30 minuti nel primo pomeriggio, evitando sonnellini lunghi che possono disturbare il riposo notturno”.

Il ruolo dei genitori: abbassare la pressione, non alzare l'asticella

Nei giorni della Maturità anche le famiglie vivono spesso un carico emotivo significativo. Tuttavia, gli psicologi ricordano che il sostegno più efficace non coincide con un controllo continuo della preparazione. Aiutare i ragazzi a mantenere orari regolari, favorire pause adeguate, proteggere il tempo del sonno e ridimensionare il peso simbolico dell'esame può essere più utile di continui richiami allo studio. Perché la Maturità resta un appuntamento importante, ma non definisce il valore di una persona né il suo futuro. E se c'è una lezione che arriva dalla ricerca scientifica è che il cervello adolescente dà il meglio di sé non quando viene spinto oltre il limite, ma quando ha le condizioni per funzionare bene. “I genitori - spiega Lombardi - dovrebbero evitare di trasformarsi in ‘commissari d'esame’. Frasi come "hai ripassato tutto?", "sei sicuro di essere pronto?" o continui controlli dell'organizzazione possono aumentare il livello di stress. I ragazzi hanno bisogno soprattutto di un clima rassicurante. Il messaggio migliore è: "Hai lavorato per mesi, adesso fidati di quello che sai". La maturità valuta certamente le conoscenze, ma anche la capacità di affrontare una prova con equilibrio. E per farlo, una buona notte di sonno è spesso più utile di qualche capitolo studiato alle tre del mattino”.

In bilico tra ansia e voglia di futuro

In fondo, dietro ansie, ripassi e notti più o meno tranquille, c'è anche l'attesa per ciò che verrà dopo. “Sono contento di essere arrivato alla fine di questo percorso e non vedo l'ora di andare avanti e scoprire cosa c'è dopo”, racconta Emanuele. “Non vedo l'ora di rilassarmi un po' dopo gli esami e di iniziare una nuova avventura”. Viola, invece, guarda alla fine degli esami come a un traguardo che racchiude cinque anni di impegno: “Penso spesso alla sensazione che proverò una volta terminato tutto questo e cerco di tranquillizzarmi immaginando quel momento. Sono però piuttosto in ansia per come andrà, perché considero la maturità il risultato di cinque anni di impegno e sacrifici”. Due vissuti diversi, accomunati dalla stessa attesa. E forse è proprio qui che il sonno, insieme a una preparazione costruita nel tempo, può fare la differenza: aiutare ad arrivare all'appuntamento con la Maturità nelle migliori condizioni possibili.