Salute

Giornata mondiale della Salute, siamo più longevi ma il problema è il caro cure

(Foto Thomas Sean - Unsplash)
(Foto Thomas Sean - Unsplash) 

Oggi si vive di più rispetto al passato, anche dopo un tumore. Tra le nuove emergenze, il clima e le tensioni geopolitiche. L’appello dell’Oms: “Stiamo dalla parte della scienza”

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La salute migliora, grazie ai progressi della scienza, che si traducono nell’invenzione dell’anestesia, nei vaccini, ma anche nell’introduzione della penicillina, negli apparecchi diagnostici come la risonanza magnetica, fino alla mappatura del genoma. Ma diventa anche sempre più costosa: pagare almeno 80 euro per una visita è cosa ormai scontata e la mancanza di migliaia di medici e infermieri si è trasformata in emergenza, cosa che tradotta in cifre significa una carenza di 65.000-70.000 infermieri e oltre 20.000-25.000 medici.

In occasione della Giornata mondiale della Salute affiorano luci e ombre e l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) lancia l’appello “a rinnovare il proprio impegno a collaborare e a sostenere la scienza, considerati i due motori trainanti per una salute migliore”.

Dalla parte della scienza

Qui sta la questione: sostenere la scienza per curarci e fare ricerca. L’Oms insiste su questo aspetto. Il messaggio che diffonde, 'Insieme per la salute. Sosteniamo la scienza’, si concretizza in una campagna per celebrare l'anniversario della propria fondazione, avvenuta il 7 aprile 1948, che dà l’avvio a un anno di iniziative per la salute pubblica. La considerazione di fondo, ricorda l’Oms, è che la salute umana “ha subito una profonda trasformazione nel corso dell'ultimo secolo, in gran parte grazie al progresso scientifico e alla collaborazione internazionale”.

“Il tasso di mortalità materna globale – ricorda l’Oms – è diminuito di oltre il 40% dal 2000 e i decessi tra i bambini sotto i cinque anni si sono ridotti di oltre il 50%. I progressi tecnologici, le conoscenze e le competenze scientifiche, nonché la collaborazione tra diverse discipline, settori e Paesi, continuano a trasformare problemi di salute un tempo letali, come l'ipertensione, le diagnosi di cancro o l'infezione da Hiv, in problemi gestibili, migliorando e prolungando la vita in tutto il mondo”.

Le minacce alla salute

Tuttavia, restano alcuni punti critici. “Continuano ad aumentare, alimentate dagli impatti climatici, dal degrado ambientale, dalle tensioni geopolitiche e dai cambiamenti demografici - sottolinea l'Oms –. Queste sfide includono malattie persistenti e sistemi sanitari sotto pressione, nonché malattie emergenti con potenziale epidemico o pandemico”.

Viviamo più a lungo

Il progresso scientifico applicato al campo della salute ci ha portato un primo risultato tangibile: viviamo più a lungo. “La scienza è uno degli strumenti più potenti a disposizione dell'umanità per proteggere e migliorare la salute - spiega Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms – . Oggi, in media, le persone vivono più a lungo e in salute rispetto ai loro antenati, grazie al potere della scienza. Vaccini, penicillina, teoria dei germi, risonanza magnetica e mappatura del genoma umano sono solo alcuni dei risultati ottenuti dalla scienza che hanno salvato vite umane”.

L’anestesia che ha spazzato via il dolore

Quando si parla di innovazioni scientifiche e del progresso che ci ha portati a star bene, evidenzia l’Oms, non si può trascurare la necessità della collaborazione di tutti. “Le innovazioni scientifiche sono più efficaci quando vengono ampiamente adottate e utilizzate - prosegue l’Oms –. Ogni successo nel miglioramento della salute umana riflette il lavoro collettivo e la collaborazione di organizzazioni scientifiche, responsabili politici, operatori sanitari e cittadini”. Fra le conquiste anche l’anestesia moderna. Il progresso scientifico ha contribuito a democratizzare questi progressi, rendendo le cure chirurgiche sicure accessibili in tutto il mondo. “Negli ultimi 50 anni, gli sforzi globali di immunizzazione hanno salvato oltre 154 milioni di bambini da malattie infettive”, ricorda l’Oms.

I vaccini

Protagonisti anche i vaccini, la cui invenzione ha contribuito a ridurre del 40% della mortalità infantile. E solo quello contro il morbillo ha salvato oltre 90 milioni di bambini. A questo si aggiungono i progressi nelle tecnologie di screening precoce, che stanno trasformando gli esiti sanitari: dai misuratori elettronici di pressione sanguigna allo screening del tumore al seno tramite mammografia, questi strumenti sono diventati interventi salvavita per milioni di persone.

Il Covid

L'Oms è stata in prima linea nella trasformazione scientifica e sanitaria globale. Un esempio: durante l'epidemia di Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) del 2003, l'Organizzazione ha coordinato una rete globale di laboratori che condividevano dati in tempo reale. “Questo ha permesso la rapida identificazione del virus responsabile della Sars entro due settimane, stabilendo un modello globale per l'individuazione e la risposta alle epidemie che è tuttora in vigore”, sottolinea.

"Nel 2009, abbiamo sviluppato formulazioni di disinfettanti per le mani a base alcolica e ne ha promosso l'adozione a livello globale negli ambienti sanitari. Una innovazione, che insieme alle relative strategie di prevenzione delle infezioni, contribuisce a proteggere milioni di pazienti e operatori sanitari in tutto il mondo da infezioni e complicazioni, anche durante la pandemia di Covid”.

Sanità sempre più cara

Ma le conquiste verso una salute più sicura si trascinano qualche problema, in questo caso tutto italiano. Se si calcola anche l’intervento del dentista, in media si stima un costo di circa 1.600 euro a famiglia all'anno. Sempre più italiani sono costretti a ricorrere a prestiti o a pagare a rate le cure mediche. Consideriamo che nel 2024 in Italia la spesa sanitaria a carico dei cittadini ha raggiunto i 41,3 miliardi di euro, ossia il 22,3% della spesa totale. Così molte famiglie sono costrette a pagare di tasca propria per visite specialistiche e accertamenti. E proprio a causa dei costi e delle lunghe liste d'attesa, circa 5 milioni di italiani (quasi 1 su 10) hanno rinunciato a curarsi, con un aumento di circa un milione e mezzo rispetto all'anno precedente.

Mancanza cronica di medici e infermieri

Il secondo fronte su cui la sanità italiana perde acqua, è quello della mancanza di personale. Che in Italia è strutturale: mancano circa 70.000 infermieri e oltre 25.000 medici, dei quali oltre 5.700 di base, e figure per l'emergenza-urgenza. Si contano 5,8 infermieri per 1.000 abitanti, a fronte di una media europea di 8,4. La carenza stimata è di 70.000 professionisti secondo i dati Fnopi 2025 (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche).

Per quanto riguarda i camici bianchi, invece, oltre alla carenza numerica, la vera emergenza è la fuga dal Servizio sanitario nazionale verso il privato o l'estero, con oltre 92.000 medici che non operano nel pubblico. Le cause? Stipendi bassi, pochi laureati negli anni passati (numero chiuso), picco di pensionamenti, turni massacranti e tetti alla spesa del personale.

Le nuove sfide

In questo contesto, l’Oms continua a lavorare per preservare la nostra salute: “Individuiamo continuamente le sfide emergenti, riunendo scienziati e responsabili politici di spicco per sviluppare norme e standard che proteggano le comunità - conclude –. Ad esempio, le Linee guida globali sulla qualità dell'aria definiscono i livelli necessari per prevenire infezioni respiratorie, asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e cancro ai polmoni. Mentre gli standard per l'acqua potabile garantiscono che l'acqua sia sicura, contribuendo a prevenire molte patologie, comprese quelle mortali come il colera”.

Fra le emergenze anche quella dell’obesità. Secondo stime di Fondazione Aletheia, il 21% dei bambini tra i 5 e i 14 anni presenta un problema di eccesso di peso, per un totale di 288 milioni di persone. In Europa, stime della Fondazione su dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) dell’Oms (2022-2024), indicano che, su circa 470mila bambini tra 7 e 9 anni in 37 Paesi, il 25% presenta sovrappeso o obesità. E c’è un legame diretto tra cattiva alimentazione e salute dei bambini.

Il consumo abituale di cibi ultraprocessati è associato ad aumenti dell’indice di massa corporea, della circonferenza vita e della massa grassa; a valori più elevati di glicemia a digiuno; a livelli più bassi di colesterolo HDL, a possibili alterazioni del sistema immunitario e del microbioma, con aumenti del rischio di allergie e asma. Anche le bevande iper-zuccherate, come gli energy drink, rappresentano un fattore critico: il loro consumo è associato a obesità, insulino-resistenza, steatosi epatica e altre alterazioni metaboliche. I dati mostrano inoltre che circa il 25% degli adolescenti con obesità presenta pre-diabete. A questi fattori si aggiungono sedentarietà e uso eccessivo di schermi: i bambini meno sedentari mostrano minore adiposità viscerale e migliori parametri cardiometabolici.