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Annalisa Cuzzocrea: Le conquiste delle donne

sono giovani e vanno difese. Come ci ricordano le tante storie di chi si è vista rubare il merito da un uomo
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Poco più di un mese fa, al Salone del libro di Torino, mi sono ritrovata a parlare degli 80 anni del voto alle donne insieme alla direttrice dei giornali del gruppo Monrif Agnese Pini e all’avvocata e attivista Cathy La Torre. L’incontro era stato organizzato dall’università di Pisa, noi non avevamo preparato nulla, ma è stato come il jazz: abbiamo improvvisato, e lo abbiamo fatto come se ci fossimo preparate a quell’incontro da una vita.

Mi sono chiesta come fosse possibile, che le nostre idee si incastrassero così alla perfezione, e mi sono detta che è una questione di sguardo. Quando è diventata direttrice, Agnese Pini aveva un bagaglio molto simile al mio. E come me la certezza che bisognasse usarlo per trovare un altro modo, di guidare una redazione. Cathy La Torre è una delle persone più preparate in…

Poco più di un mese fa, al Salone del libro di Torino, mi sono ritrovata a parlare degli 80 anni del voto alle donne insieme alla direttrice dei giornali del gruppo Monrif Agnese Pini e all’avvocata e attivista Cathy La Torre. L’incontro era stato organizzato dall’università di Pisa, noi non avevamo preparato nulla, ma è stato come il jazz: abbiamo improvvisato, e lo abbiamo fatto come se ci fossimo preparate a quell’incontro da una vita.

Mi sono chiesta come fosse possibile, che le nostre idee si incastrassero così alla perfezione, e mi sono detta che è una questione di sguardo. Quando è diventata direttrice, Agnese Pini aveva un bagaglio molto simile al mio. E come me la certezza che bisognasse usarlo per trovare un altro modo, di guidare una redazione. Cathy La Torre è una delle persone più preparate in Italia quando si parla di diritti, di qualsiasi tipo. E per difenderli ed estenderli lavora da anni, senza timore – la sua mamma ci perdonerà – di sembrare troppo “femminista”. Ci siamo dette, alla fine: questo dialogo dobbiamo portarlo a teatro. E chissà, forse lo faremo. Di certo Cathy La Torre ha già portato in giro uno spettacolo teatrale che è ora un libro pubblicato da Rizzoli. Si intitola: Tutte le volte che le donne (hanno inventato qualcosa ma il merito se l’è preso un uomo). È un concetto lungo, se lo dici in italiano. In inglese invece basta pronunciare la parola bropriating, perché gli anglosassoni, quando una cosa esiste, non hanno paura a nominarla. Penserete che i casi siano pochissimi, lo pensavo anch’io. Poi ho scoperto che il tergicristallo è stato inventato nel 1902 da Mary Anderson, una trentaseienne dell’Alabama ispirata da una nevicata a New York e da un conducente di tram in difficoltà. Anderson disegna un progetto, lo brevetta, ma nessuno lo compra. Solo quando scade e diventa di dominio pubblico, la Cadillac comincia a inserire i tergicristalli nelle sue auto. Ci sono storie simili per lo specchietto retrovisore, il Monopoly, il bacio perugina (originariamente “cazzotto”). La mia preferita è la storia di una scienziata, Rosalind Franklin, e della Foto 51, la prima riproduzione del Dna, uno dei documenti scientifici più importanti del XX secolo. A sei anni Rosalind risolveva problemi di matematica per adulti, a undici decise che sarebbe andata all’università. Entrò a Cambridge, ma per legge poteva solo studiare, non laurearsi. Alle donne, fino al 1948, era riservata una certificazione equivalente. Per loro non erano previsti premi, titoli, gli spazi di confronto fuori dal laboratorio erano per maschi. Franklin capì la struttura del Dna prima degli uomini del suo laboratorio. Loro si presero il merito e il Nobel dopo la sua morte. Sono ancora tanto giovani, le conquiste delle donne. Nell’epoca in cui si affacciano i Vannacci, dovremmo ricordarcene. E difenderle.

Sul Venerdì del 26 giugno 2026

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