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Salmone e avocado, la Cina vuole “mangiare bene”

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«La prima generazione ricca compra case, la seconda sa come vestirsi e la terza sa come mangiare» dice Dai Jianjun, ristoratore stellato di Hangzhou. Ecco, per il ceto medio cinese (500 milioni di persone con un reddito disponibile di almeno 15 mila dollari l’anno), quel momento è arrivato. E anche il governo sostiene l’upgrade predicando il passaggio dal chidebao (mangiare a sufficienza) al chidehao (mangiare bene), vedendo nella sicurezza alimentare un elemento chiave per la stabilità sociale.Non è stato sempre così. Una ventina d’anni fa un abbiente manager di Shanghai si lamentava con me delle plurime intossicazioni che si era beccato, anche in ottimi ristoranti. Da allora molte cose sono cambiate. Sebbene il maiale rimanga la carne principale, il pesce e i frutti di mare rappresentano la seconda fonte di proteine più popolare. La Cina è già il secondo mercato mondiale per il consumo di salmone, raccomandato quattro anni fa dal governo come fonte di omega-3. La norvegese Nordic Aq…

«La prima generazione ricca compra case, la seconda sa come vestirsi e la terza sa come mangiare» dice Dai Jianjun, ristoratore stellato di Hangzhou. Ecco, per il ceto medio cinese (500 milioni di persone con un reddito disponibile di almeno 15 mila dollari l’anno), quel momento è arrivato. E anche il governo sostiene l’upgrade predicando il passaggio dal chidebao (mangiare a sufficienza) al chidehao (mangiare bene), vedendo nella sicurezza alimentare un elemento chiave per la stabilità sociale.Non è stato sempre così. Una ventina d’anni fa un abbiente manager di Shanghai si lamentava con me delle plurime intossicazioni che si era beccato, anche in ottimi ristoranti. Da allora molte cose sono cambiate. Sebbene il maiale rimanga la carne principale, il pesce e i frutti di mare rappresentano la seconda fonte di proteine più popolare. La Cina è già il secondo mercato mondiale per il consumo di salmone, raccomandato quattro anni fa dal governo come fonte di omega-3. La norvegese Nordic Aqua non se l’è fatto ripetere due volte e, nella provincia dello Zhejiang, alleva già ottomila tonnellate di salmone all’anno che dovrebbero arrivare a ventimila entro il 2030. Per non dire dei mirtilli,di cui è diventata prima produttrice mondiale,e dell’avocado, coltivato intensivamente nello Yunnan. Tale e quale a un menù della California, ma con “caratteristiche cinesi”.

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