Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano
Cara e stimata Signora Aspesi, non crede che sarebbe più civile scegliere “accoglienza e integrazione” in alternativa alla “remigrazione” cavalcata dalle destre sovraniste, inclusa quella italiana al governo? Gestire il fenomeno migratorio con tali finalità richiederebbe nei governanti empatia per chi fugge l’orrore di guerre e miseria e affronta una selezione mortale per venire a chiederci aiuto. I nostri ne sono sprovvisti, purtroppo, e non c’è nulla da fare almeno fino alle prossime elezioni. È il fallimento della politica rifiutare di accogliere nuova vitalità e forza lavoro, quando denatalità ed esodo giovanile suggerirebbero tutt’altro, per la futura sopravvivenza del paese. L’Italia è ricca di borghi abbandonati e di contenitori dismessi che si potrebbero recuperare e rivitalizzare per accogliere nuove comunità, invece di spendere in lager oltreconfine. I cinque milioni di …
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano
Cara e stimata Signora Aspesi, non crede che sarebbe più civile scegliere “accoglienza e integrazione” in alternativa alla “remigrazione” cavalcata dalle destre sovraniste, inclusa quella italiana al governo? Gestire il fenomeno migratorio con tali finalità richiederebbe nei governanti empatia per chi fugge l’orrore di guerre e miseria e affronta una selezione mortale per venire a chiederci aiuto. I nostri ne sono sprovvisti, purtroppo, e non c’è nulla da fare almeno fino alle prossime elezioni. È il fallimento della politica rifiutare di accogliere nuova vitalità e forza lavoro, quando denatalità ed esodo giovanile suggerirebbero tutt’altro, per la futura sopravvivenza del paese. L’Italia è ricca di borghi abbandonati e di contenitori dismessi che si potrebbero recuperare e rivitalizzare per accogliere nuove comunità, invece di spendere in lager oltreconfine. I cinque milioni di residenti stranieri stabili in Italia svolgono un ruolo significativo nel mercato del lavoro, costituendo circa il 10 per cento del totale degli occupati. Le grandi testate internazionali, dopo gli incensamenti, si sono accorte solo adesso del bluff incarnato da chi dirige il nostro governo. Gli effetti di questo “risveglio” pensa che da noi tarderanno a palesarsi? Adriano Sicari
Mi spiace di doverlo nominare ma l’ex generale Vannacci ci ha subito dimostrato che l’Italia sta andando molto indietro, con Meloni o no: neppure una donna tra i suoi tristi seguaci, uomini tremendi, maschi con l’aria per bene, che vogliono che il femminicidio sia considerato un “normale” omicidio. Lui è un uomo insensato, eppure ha visto che fortuna? Subito più del 6 per cento nei sondaggi, più del povero Salvini che è rimasto al palo, forse a piangere. Questo ex generale, signore della “remigrazione” con tutte le destre insieme, spera di deportare quelli che fuggono da guerre desolate per salvarsi e salvare le loro famiglie. Cosa temono gli italiani che sognano di avere il Vannacci a comandare? Quando capiremo che anche l’Italia ha assoluto bisogno di lavoratori perché i giovani italiani appena possono se ne vanno all’estero e quasi sempre non tornano più, forse ci decideremo.
Caro affezionato lettore, ci vedremo alla Scala
Mia dolce piccola bimba cresciuta, è da tempo che non hai notizie di questo bellimbusto. Non ti ho dimenticato, sei sempre nei miei pensieri, ma un periodo brutto e doloroso mi ha colpito da capo: inappetenza, frequenza cardiaca, stanchezza cronica. Il cardiologo ha sentenziato che l’infezione infastidisce il cuore e questo inizia a fare capricci, con le alterazioni dei battiti e non mi assiste nella fatica, perché stanco. Non mi dilungo, da oggi una nuova cura di antibiotici dovrebbe rimettere in sesto il sistema. Ho notizie importanti che si accalcano nel periodo, ma non ti voglio far mancare nulla. Dopo quasi 30 anni di convivenza e una figlia di 22 anni , mio figlio Andrea (quello della Lamborghini di cui è il primo dirigente dopo il direttore) e la pseudo nuora Raffaella hanno deciso di convolare a nozze. Era un mio cruccio quella situazione ambigua che è durata troppo tempo. In occasione del pranzo ristrettissimo mi permetterò due parole di fuoco. In fondo a cose fatte... chi se ne frega ? Ma io mi debbo sfogare, quasi 30 anni di attesa dell’evento. Ti pare. Mio figlio Fabio è riuscito ad acquistare i famosi biglietti per la Traviata alla Scala, mi sembra in ottobre. Prima di morire volevo assistere a un evento alla Scala, sono un appassionato, la Traviata è una delle mie opere preferite. Giorno più, giorno meno, avverrà una cosa incredibile che ti voglio partecipare: verrò a farmi conoscere, con un mazzo di fiori come biglietto di presentazione. Desidererei abbracciarti, sono già emozionato al solo pensiero. Spero solo di fare bella figura. In ogni senso. Ciao bella ragazza, ti ho vista in foto con la Concita giorni fa, ti ho trovato in ottima forma, un abbraccio forte forte e... a presto. Serafino, Ascoli Piceno
Dunque: già ho messo qui una dose di lamenti che riguardano la sua salute, in questo sto attenta a non tralasciare le novità. Mi pare che la signora Dom che ha un’aria molto spiccia, questa volta non è nominata, eppure immagino che la gentilissima signora, diventata dopo molti anni, un po’ burbera, dai vari specialisti l’abbia accompagnata: poi vedo con molto piacere che suo figlio Andrea, avendo già fatto con “la pseudo nuora” Raffaella una figlia che oggi ha 22 anni, abbia finalmente deciso di sposarsi. Mi fa piacere che lei venga a Milano nella settimana di ottobre, per andare alla Scala; sarà un bel momento perché mi pare ridiano la Traviata nella sontuosa edizione del 1990, regia di Liliana Cavani chiamata a farlo da Muti. Il direttore è un giovanotto (giovane), Michele Gamba, molto bravo.
Ricordando Bud Spencer e il cinema che non c’è più
Il 27 giugno è stato il decimo anniversario della morte dell’attore Bud Spencer, non solo grande ma anche grosso e in grado di sostenere tante scazzottate in tutti i suoi film, spesso insieme all’altro attore italiano Terence Hill (al secolo Mario Girotti). Voglio onorare Bud ricordandomi di quando, a 15 anni, ho visto una sua foto sul giornale di mio padre: con il suo vero nome, Carlo Pedersoli, era nella squadra italiana di nuoto alle Olimpiadi di Melbourne. Il cinema italiano che ha trionfato nel mondo dalla guerra fino agli anni 70/80 del secolo scorso, con grandi registi e grandi opere, non mi pare confrontabile con i serial di oggi anche se Google ne parla come glorie nazionali. Purtroppo in tv il cinema più pregiato viene ignorato e non è conosciuto dalle generazioni più giovani; noi anziani, grandi fruitori della tv, benché paganti abbonamenti che combattono la troppa pubblicità, veniamo isolati con programmazioni di scarsissima qualità e da un assedio pubblicitario di giorno in giorno più invadente. Mario dalla Toscana
Bisognerebbe imparare da giovani ad amare Bud Spencer o simili e tenerne i ricordi. Lei dice di essere anziano, ma non abbastanza per accontentarsi dei nuovi film. I film è vero sono nuovi, ma, visto che il tempo è scaduto, abbiamo perso ormai (tranne alcuni) i grandi registi. E quelli che ci restano forse non ne hanno più voglia. Non so se il cinema in sala è finito e se prevarrà definitivamente il piacere di vedere film e serie comodamente in casa. Ciò che sta diventando insopportabile è il continuo aumento della pubblicità. Anche io mi unisco a lei: o trovate il modo di farcela sopportare oppure smetteremo di guardare la tv. Per esempio, ci sono i libri.
Sul Venerdì del 17 luglio 2026