Come Odissea, anche Disclosure Day ha diviso il pubblico,ma con meno scalpore. Io mi sono diviso con me stesso e lo direi così: non ha certo la meraviglia magica di E.T. o di Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma alla fine sono contento di averlo visto, questo Spielberg che attinge a ogni fanta-immaginario, anche quello farlocco dei dischi volanti e dei cerchi nei campi di grano. Lo stupore infantile, l’incanto cosmico e la fiducia nel bene sono sempre i suoi. Che poi credere nei non umani – che per lui è come credere in Dio – è il suo modo di credere negli umani.
La storia: da decenni un’agenzia privata, per conto del governo statunitense, nasconde al mondo l’esistenza di creature aliene,che intanto interroga e viviseziona. Daniel (Josh O’Connor, bel viso da martire), analista di cybersecurity, fugge dalla corporation, deciso a rendere noti i segreti. Margaret (Emily Blunt, strepitosa e spiritosa), meteorologa televisiva, dopo l’apparizione di un uccellino rosso che la fissa, comin…
Come Odissea, anche Disclosure Day ha diviso il pubblico,ma con meno scalpore. Io mi sono diviso con me stesso e lo direi così: non ha certo la meraviglia magica di E.T. o di Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma alla fine sono contento di averlo visto, questo Spielberg che attinge a ogni fanta-immaginario, anche quello farlocco dei dischi volanti e dei cerchi nei campi di grano. Lo stupore infantile, l’incanto cosmico e la fiducia nel bene sono sempre i suoi. Che poi credere nei non umani – che per lui è come credere in Dio – è il suo modo di credere negli umani.
La storia: da decenni un’agenzia privata, per conto del governo statunitense, nasconde al mondo l’esistenza di creature aliene,che intanto interroga e viviseziona. Daniel (Josh O’Connor, bel viso da martire), analista di cybersecurity, fugge dalla corporation, deciso a rendere noti i segreti. Margaret (Emily Blunt, strepitosa e spiritosa), meteorologa televisiva, dopo l’apparizione di un uccellino rosso che la fissa, comincia a parlare lingue che non conosce e a “sentire” le vite degli altri. Il mondo, intanto, è sulla soglia della Terza guerra.
Da spettatore-psicoanalista mi ha colpito la centralità del tema del guardarsi negli occhi.Ne discendono memoria condivisa, rispecchiamento, intersoggettività. L’empatia come organo della conoscenza. L’attenzione come forma più pura e più rara di generosità. Disclosure Day ci dice che solo gli alieni, massima alterità e mistero, possono attenuare la nostra autoreferenzialità divoratrice. Consentirci di guardare ed essere visti. Hanno occhi grandissimi, corpi magri e fragili: vediamo le immagini di queste creature martirizzate dagli umani e ci viene da pensare ai detenuti, ai deportati, ai denutriti, ai derelitti. Tra prodigio tecnico e fiaba della meraviglia scopriamo che l’alieno è l’altro che è in noi. Fate caso all’ultima parola del film. È quella che salva il mondo.
Sul Venerdì del 31 luglio 2026