Amore è parola plurale. Amore è parola inclusiva. Ma amore è anche parola oscura. Amore è una parola mondo, che tutte le altre contiene e tutte le altre annienta. Abbiamo chiesto a Teresa Ciabatti, Mattia Insolia, Gaja Cenciarelli, Chiara Valerio e Jonathan Bazzi di affrontarla in altrettanti racconti inediti per il Venerdì del 7 agosto.
C’è l’amore per una figlia che ha interrotto ogni comunicazione con la madre, quello di una coppia attraverso tutte le fasi di una vita, c’è l’amore, tra film horror e fidanzati, che non deve mai dire mi dispiace, un bacio rubato in ascensore che sa di pesca sciroppata, il legame morboso con un bullo, bellissimo, che scommette con gli amici per farti gettare da una scogliera.
Acrilico
di Teresa Ciabatti
Sul litorale c’era tanta gente
di Mattia Insolia
Sul litorale c’era tanta gente. “Come chiamarlo, quel pezzo di vetro? Caso o destino?”
Amare significa non dover mai dire mi dispiace
di Gaja Cenciarelli
Amare significa non dover mai dire mi dispiace. “Avevo citato il film più lacrimevole di sempre...”
La stanchezza
di Chiara Valerio
La stanchezza. “Per quel bel viso, si era iscritta a un corso che non le interessava”
Se ti sto così simpatico
di Jonathan Bazzi
Se ti sto così simpatico. “Me l’ha detto al parcheggio dei motorini: non puoi dirmi di no...”