Questa fu concepita nel 1963: That Sunday, That Summer fu registrata in fretta e furia nel mesedi maggio da Nat King Cole (1919-1965) per essere inserita nell’album che diventò la colonna sonora dell’estate di sessantatré anni fa, Those Lazy-Hazy-Crazy Days of Summer. In fretta e furia, si fa per dire; l’artista era all’apice della popolarità, pochi mesi prima aveva sbancato le classifiche con il secondo volume di canzoni latine, More Cole Español, e per il proficuo periodo natalizio aveva in serbo un pezzo da novanta, l’Lp Where Did Everyone Go? Dopo il successo del suo show televisivo, nella seconda metà degli anni 50, la Capitol Records era ai suoi piedi: il direttore Ralph Carmichael alla testa dell’orchestra e turnisti di lusso come Laurindo Almeida alla chitarra e Jimmy Rowles al pianoforte.
Cole era prolifico e affascinante; aveva esordito come pianista jazz per poi diventare il Sinatra afroamericano, un crooner sofisticato, elegante, seducente che Duke Ellington nel suo p…
Questa fu concepita nel 1963: That Sunday, That Summer fu registrata in fretta e furia nel mesedi maggio da Nat King Cole (1919-1965) per essere inserita nell’album che diventò la colonna sonora dell’estate di sessantatré anni fa, Those Lazy-Hazy-Crazy Days of Summer. In fretta e furia, si fa per dire; l’artista era all’apice della popolarità, pochi mesi prima aveva sbancato le classifiche con il secondo volume di canzoni latine, More Cole Español, e per il proficuo periodo natalizio aveva in serbo un pezzo da novanta, l’Lp Where Did Everyone Go? Dopo il successo del suo show televisivo, nella seconda metà degli anni 50, la Capitol Records era ai suoi piedi: il direttore Ralph Carmichael alla testa dell’orchestra e turnisti di lusso come Laurindo Almeida alla chitarra e Jimmy Rowles al pianoforte.
Cole era prolifico e affascinante; aveva esordito come pianista jazz per poi diventare il Sinatra afroamericano, un crooner sofisticato, elegante, seducente che Duke Ellington nel suo podio della negritudine avrebbe classificato al terzo posto come Beige, dopo Black e Brown. Sebbene morto giovane, Cole ha una produzione sconfinata; ci si perde nella lista di 78 giri, 12”, Lp (e un’infinità di compilation) –a occhio e croce, Those Lazy-Hazy-Crazy Days of Summer potrebbe essere il 35° album.
È un maestro quando gioca con i sentimenti e le nostalgie, e la bella voce si spande in quell’oceano di cori e di violini, come in That Sunday, That Summer: “Se dovessi scegliere un solo giorno / Che rimanga impresso per tutta la vita / Sicuramente sarebbe la domenica in cui t’incontrai”,che neanche a farlo apposta era d’estate. Non so se questi, negli anni Sessanta, li chiamavano tormentoni, ma che classe! che stile! che raffinatezza! Boomer? Sì, ma doc. Ecco altri dieci interpreti eccellenti dello standard di Nat King Cole: 1) Ernestine Anderson, 2) Betty Carter,3) Natalie Cole, 4) Julie London, 5) Johnny Mathis, 6) Dinah Washington, 7) Sarah Vaughan, 8) Bobby Scott + Bucky Pizzarelli, 9) Steve Lawrence, 10) George Shearing Quintet.