Il libro di Stefano Nazzi: dalle Bestie di Satana ai suprematisti, due milioni di italiani nella rete dei santoni. “Così manipolano le menti”
di Stefania ParmeggianiUna setta non comincia quasi mai dicendo di essere una setta. Comincia con una promessa. Guarire, cambiare vita, trovare finalmente qualcuno che ci capisca. All’inizio può sembrare un gruppo, una comunità, persino un posto in cui sentirsi a casa. Poi arrivano l’isolamento, la dipendenza, l’obbedienza. E quando il capo prende il controllo, la promessa può trasformarsi nel suo contrario: violenza, abuso, omicidio. Anche la morte può diventare una forma di obbedienza.
Stefano Nazzi, giornalista e narratore di storie criminali, autore del podcast Indagini e di diversi spettacoli teatrali, porta nel libro Profeti del buio lo stesso sguardo con cui da anni ricostruisce delitti e processi: lucido, rigoroso, sobrio. Racconta santoni e adepti per capire come nasce il potere di chi manipola, perché gli si obbedisce e dove, lungo il cammino, si perde la libertà di scegliere.
Una setta non comincia quasi mai dicendo di essere una setta. Comincia con una promessa. Guarire, cambiare vita, trovare finalmente qualcuno che ci capisca. All’inizio può sembrare un gruppo, una comunità, persino un posto in cui sentirsi a casa. Poi arrivano l’isolamento, la dipendenza, l’obbedienza. E quando il capo prende il controllo, la promessa può trasformarsi nel suo contrario: violenza, abuso, omicidio. Anche la morte può diventare una forma di obbedienza.
Stefano Nazzi, giornalista e narratore di storie criminali, autore del podcast Indagini e di diversi spettacoli teatrali, porta nel libro Profeti del buio lo stesso sguardo con cui da anni ricostruisce delitti e processi: lucido, rigoroso, sobrio. Racconta santoni e adepti per capire come nasce il potere di chi manipola, perché gli si obbedisce e dove, lungo il cammino, si perde la libertà di scegliere.
Perché questa nuova indagine?
«Leggevo la storia di una donna di Torino che diceva di essere stata creata in laboratorio e di poter curare chiunque modificando il Dna. Mi sono chiesto come fosse possibile che avesse dei seguaci. Ho cercato altre storie, erano tragiche ma anche grottesche. Ho voluto raccontarle senza giudicare chi ci finisce dentro: possono bastare debolezza, insicurezza o solitudine».
Nel libro usa una parola forte: “menticidio”. Cosa significa?
«È l’annullamento del pensiero critico e la sua sostituzione con quello del guru, del santone, del leader».
Il racconto parte dal Nord Est, dalla morte di Annalaura Pedron.
«Era una babysitter di ventun anni uccisa a Pordenone nel 1988. C’è una fotografia che la ritrae con indosso una sorta di tuta spaziale color argento, con le spalline che sembrano quasi ali protese verso l’esterno. Non si chiamava più Annalaura: per Jeshael, il santone che guidava lei e un altro centinaio di persone nei viaggi astrali, era diventata Eviana. Voleva entrare in contatto con i “fratelli extraterrestri” che vivevano nello spazio. Anche loro, lassù, avevano un capo, una guida: Telsen Sao».
Una storia che sembra quasi surreale, finché non si arriva alla morte.
«Racchiude due aspetti ricorrenti nelle sette: credenze e rituali che possono sembrare assurdi, e il lato tragico e criminale che può svilupparsi al loro interno. La vicenda è tornata alla luce con la riapertura delle indagini e l’individuazione di un ragazzo, allora minorenne, come possibile esecutore dell’omicidio. Poi tutto si è fermato per mancanza di prove».
Negli stessi anni in cui Renato Minozzi dava vita a Telsen Sao a Pordenone, a Bologna Marco Dimitri radunava intorno a sé i Bambini di Satana.
«Una storia che dimostra quanto la suggestione e il pregiudizio possono essere pericolosi. Dire “amo Satana” non significa essere criminali. Troppo spesso le due cose sono state associate. Non condividere quello che diceva Dimitri era un conto, accusarlo di sacrifici umani un altro».
Anche in Italia si diffuse una sorta di satanic panic?
«Sì: l’idea che dietro gli omicidi più efferati ci fossero sette sataniche. Non era il fenomeno di massa che negli Stati Uniti degenerò in una caccia alle streghe, ma i media ebbero una grossa responsabilità nel rafforzare questa associazione. Eppure, credere in satana non significa essere criminali».
Alla fine degli anni Novanta, in Lombardia, arrivano le Bestie di Satana, che uccidono veramente.
«Nel loro caso è più corretto parlare di “satanismo acido”: il culto di Satana è un pretesto per azioni violente, spesso accompagnate dall’abuso di alcol e sostanze illegali».
Dopo quel caso la polizia creò la Sas, la squadra anti sette. Che cosa emerse?
«Che il fenomeno più diffuso non erano le sette sataniche ma le psicosette: gruppi che usano tecniche di manipolazione psicologica per ottenere controllo e obbedienza. Spesso nascono come percorsi di crescita personale, anche in buona fede, ma il problema arriva quando la crescita passa attraverso l’obbedienza cieca al maestro. È allora che possono comparire abusi sessuali, come in Arkeon, o truffe e patrimoni consegnati al guru».
Nel caso di Arkeon, gruppo di crescita personale nato a Bari negli anni Novanta, venivano indotti anche falsi ricordi.
«C’era questa cosa terribile: il maestro Vito Carlo Moccia diceva che, soprattutto nelle donne, il disagio esistenziale derivava dall’essere state abusate da piccole. E solo rievocando questo abuso, che spesso veniva costruito per suggestione, si poteva raggiungere un livello di consapevolezza superiore. Durante le sedute alcune donne arrivavano a vomitare e lui diceva: "Bene, stai espellendo lo sperma di chi ti ha abusata da bambina”».
Una seduta del genere, di per sé, non costituisce reato.
«Il reato scatta quando c’è violenza, e il confine è sottilissimo. Alcune donne denunciarono le violenze subite, poi arrivò anche l’accusa di truffa. Partecipare a una seduta, però, non è un reato: in teoria puoi andartene quando vuoi. Il problema è la pressione psicologica. Non servono minacce: basta convincerti che, fuori da lì, non sei nessuno, che solo loro ti capiscono e possono renderti felice».
Come si stabilisce quando la persuasione diventa manipolazione?
«Il reato di plagio fu dichiarato anticostituzionale nel 1981. Ciclicamente si ripropone l’idea di una legge sulle sette, ma come stabilire che una persona non è più capace di scegliere liberamente? Come provare il menticidio?».
Intanto i gruppi a deriva settaria si moltiplicano. E alcuni sono invisibili.
«In Italia è presente il Secuntra Nexion, gruppo segreto che si rifà all’Ordine dei Nove Angoli, con una visione suprematista e neonazista intrecciata a elementi magici ed esoterici. Per gli adepti, l’“abbattimento” degli esseri considerati inferiori è lecito».
Ci sono stati crimini direttamente riconducibili a questa setta?
«Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sì. In Italia se ne conosce la presenza, ma non ci sono state azioni criminali».
Di contro, abbiamo avuto casi in cui la religione è diventata delirio, con conseguenze tragiche.
«Ci sono gruppi convinti di combattere il male e disposti a tutto, anche all’omicidio. In Sicilia un padre ha sterminato la moglie e due figli convinto di dover purificare la famiglia dal demonio. In Calabria Lidia Naccarato sosteneva di avere ricevuto da Dio la missione di sconfiggere il male e ordinava ai suoi adepti di estirparlo: uno di loro, accusato di essere un traditore, venne ucciso. E poi c’era Mauro Cioni, ex prete toscano sospeso a divinis, diventato santone. Nella sua comunità i seguaci dovevano mettere in comune denaro e proprietà. Durante le riunioni sceglieva una donna e la sottoponeva ad abusi sessuali davanti agli altri adepti».
Racconta anche gruppi che credono nella fine del mondo. Ma quando la profezia fallisce cosa succede?
«Non sempre l’attesa termina. Alcuni abbandonano il gruppo, altri pensano a un errore di calcolo e continuano ad aspettare. È quello che accadde a Waco, in Texas, con i davidiani: la fine non arrivò, ma la convinzione che fosse imminente rimase. E quando credi che solo il gruppo possa salvarti, ti stringi ancora di più a chi dice di conoscere la via della salvezza. Il bilancio fu di ottanta morti».
Come si arriva al punto in cui un leader convince i propri adepti a morire?
«Il caso più estremo è quello del reverendo Jim Jones: circa 900 persone morirono nello stesso giorno, in Guyana, in uno dei più drammatici esempi di suggestione collettiva. Non sappiamo se Jones credesse davvero alla sua profezia o avesse capito che tutto era finito. Qualcosa di simile è accaduto all’Ordine del Tempio Solare, protagonista di suicidi e omicidi tra Francia, Svizzera e Canada negli anni Novanta: a un certo punto la morte può diventare, per chi è dentro quel sistema di credenze, l’unica via d’uscita possibile».
Che tipo di persona diventa un leader capace di manipolare?
«Alla base c’è un narcisismo portato all’estremo: la convinzione di essere più intelligente e importante degli altri, di avere una missione e di poter disporre della vita degli altri. Nascono così i profeti del buio».
Sul Venerdì dell’11 settembre 2026