Il primo quarto d’ora toglie il fiato. Altro che Nessun dolore: ogni dolore. Il nuovo film di Gianni Amelio – un titolo pensato per il suo contrario – affronta un tema immenso: innocenza e testimonianza,forse santità. Fa pensare all’asino di Bresson e al Myškin di Dostoevskij. Il regista ci avvisa: «La storia che vi raccontiamo non è ancora realmente accaduta». Perché potrebbe accadere domani, e perché Amelio racconta storie nuove,non storie che già sappiamo. Davide ha trent’anni e vende libri usati in una piazza di Roma. È un uomo bello e solo. È Alessandro Borghi. La sua cliente più fedele si chiama Elsa, come la Morante. È Valeria Golino. Un giorno scritto nel destino di Davide arriva un bambino dal Nordafrica. Arriva da lui, forse per lui.
Il primo quarto d’ora toglie il fiato. Altro che Nessun dolore: ogni dolore. Il nuovo film di Gianni Amelio – un titolo pensato per il suo contrario – affronta un tema immenso: innocenza e testimonianza,forse santità. Fa pensare all’asino di Bresson e al Myškin di Dostoevskij. Il regista ci avvisa: «La storia che vi raccontiamo non è ancora realmente accaduta». Perché potrebbe accadere domani, e perché Amelio racconta storie nuove,non storie che già sappiamo. Davide ha trent’anni e vende libri usati in una piazza di Roma. È un uomo bello e solo. È Alessandro Borghi. La sua cliente più fedele si chiama Elsa, come la Morante. È Valeria Golino. Un giorno scritto nel destino di Davide arriva un bambino dal Nordafrica. Arriva da lui, forse per lui.
Qui mi fermo,non dico cosa è successo, succede, succederà: la storia non è ancora accaduta. Inizia la discesa di Davide nel crepuscolo della colpa, personale e collettiva. Una catabasi nel corpo sgraziato e spaventato del mondo bianco. Un epitaffio per il libro come oggetto di trasmissione culturale e affettiva. Una ricerca testarda di redenzione, una speranza fioca. Nessun dolore parla dell’altro quando ha la pelle scura e sbarca nei nostri Paesi, carico di speranze e pronto alle delusioni. Cosa succede dentro di noi quando lo incontriamo e lo scansiamo? Nessun dolore è sia la nostra posizione anestetica (“tienitelo il tuo dolore, io non lo voglio sentire”) sia un auspicio etico (“tu non devi soffrire”). I libri, dicevo, e i ragazzini. Che una volta salvavano il mondo. Possono farlo ancora? Trent’anni dopo il finale sospeso di Lamerica, Amelio vuole capire chi è la persona migrante e chi siamo noi quando ci appare all’orizzonte. La risposta, dice,va cercata «nella ragione e nel cuore di ciascuno di noi. Se non abbiamo già perduto l’occasione di riconoscerci come esseri umani».
Sul Venerdì del 25 settembre 2026