Il Venerdì

Chi vuole costruire dentro Villa Borghese

Chi vuole costruire dentro Villa Borghese

VIAGGI DA FERMO Il concorso per l’ampiamento della Galleria e le ragioni della protesta

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Di che cosa hanno bisogno Roma, la cultura italiana e l'Italia tutta in questo momento storico? Ma certo, di un nuovo edificio costruito dentro Villa Borghese, il grande parco pubblico nel cuore della capitale. Chiedo scusa per l'attacco benaltrista e populista, ma fa una certa impressione veder presentato in pompa magna all'Ordine degli Architetti di Roma un bando di concorso per un progetto di ampliamento – per una superficie fino a 3.000 metri quadrati – delle pertinenze della Galleria Borghese, lo splendido museo che si trova nella villa. E fa ancora più impressione vedere che a bandire e finanziare il concorso – certo con l'assenso dei vertici della Galleria, del Comune e del Ministero della Cultura – sia una società privata di costruzioni, la Proger s.p.a.

Naturalmente la sola idea di alterare l'equilibrio secolare della Villa ha già scatenato una marea di proteste. I promotori ribattono che il museo ampliato potrebbe accogliere più visitatori, esporre più opere, avere un ristorante e un bookshop degni di questo nome. Che si parla, sì, di ampliamento, ma non è detto che vada costruito un nuovo edificio, si può anche pensare a una diversa destinazione delle strutture già esistenti nella villa. Che comunque ogni nuova costruzione sarebbe sostenibile e in armonia con il contesto. Che i progetti vincitori non saranno vincolanti: la Proger li donerà agli organi competenti che decideranno cosa farne. E poi, aggiunge in privato più di un architetto, bisogna smetterla con questa ossessione per l'antico, questa idea che a Roma non si possa mai costruire niente di nuovo.

Insomma vedremo, è tutto in divenire, tutto da prendere con il beneficio d'inventario. Ma – da semplice cittadino – a farmi propendere per il no è anche un piccolo dettaglio, un passaggio delle linee guida del concorso sottolineato in questo post dell'Associazione Amici di Villa Borghese. Il bando non lo dice esplicitamente, ma fa capire che un'area su cui si potrebbe costruire il nuovo edificio – non prima di aver abbattuto un certo numero di alberi che, per carità, sarebbero prontamente ripiantati altrove – è quella che si trova dietro la Galleria. Nei "Criteri di indirizzo per l'intervento" si segnala che quello spiazzo è caratterizzato da "condizioni di degrado diffuso, tra cui, ad esempio, la copertura prativa discontinua e diradata dovuta all’intenso calpestio" – insomma la gente ci cammina sopra. "Ne deriva una percezione complessiva non adeguata funzionalmente, né esteticamente, al ruolo di spazio di invito e relazione con la Galleria". Il vicino piazzale del Parco dei Daini, poi, è – orrore! – "utilizzato per pratiche di cricket e bocce". Sia mai che romani e turisti usino gratis uno spazio pubblico per passeggiare e giocare, quando potrebbero pagare per andarci a cena e comprare souvenir. Di questo diffusissimo atteggiamento, mi pare, Roma, la cultura italiana e l'Italia tutta non hanno affatto bisogno.

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