Lo hanno migliorato in quasi tutto senza però rivoluzionare nulla e qualcosa alla fine si è perso per strada. Il Pixel 8 Pro, il più evoluto degli smartphone Google, di sicuro ha uno schermo da 6,7 pollici splendido. Uno dei più avanzati con i suoi picchi di luminosità al di sopra della media, ottimo contrasto, colori naturali e una frequenza di aggiornamento a 120Hz. Non solo quindi un’ottima fluidità delle immagini, poco importa se si sta guardando un film in streaming, giocando con un videogame e scorrendo delle immagini, ma anche il riuscire a vedere bene sotto la luce del sole.
Le macchine fotografiche, la posteriore più che la frontale, di giorno non hanno rivali mentre di notte ogni tanto inciampano. Rispetto al 7 Pro uscito l’anno scorso, i sensori hanno una maggiore capacità di catturare la luce e quello panoramico è passato da 13 a 48 megapixel. Non è cosa da poco.
In molte delle funzioni intervengono gli algoritmi, o se preferite l’intelligenza artificiale, cominciando con il ritocco delle fotografie. Non è una novità per la serie Pixel, così come non lo è il primato nella semplicità dell’organizzazione del sistema operativo Android. Sui Pixel ha un’eleganza e una pulizia superiore a tutti gli altri Android, iniziando dai Samsung. Il nuovo processore progettato da Google, il Tensor G3, è un po’ più lento dello Snapdragon 8 Gen 2 di Qualcomm, punto di riferimento dei chip per smartphone, ma non se la cava male. Il telefono è dotato, come d’obbligo per quelli di questa categoria, di 12Gb di memoria ram.
Non tutto però torna. Per dirne una: la funzione che trasforma la voce in testo e che prima sul 7 Pro andava abbastanza bene, almeno in inglese, sull’8 ha più di un problema. Un’altra: quando si imposta la risoluzione della fotocamera al massimo, 50 megapixel, c’è un sensibile ritardo nello scatto. Lo schermo curvo sui bordi poi, che distingueva i modelli di punta fino alla passata generazione è stato abolito a favore di quello piatto. Lo hanno fatto gli altri, lo ha fatto anche Google, ma è discutibile come scelta. Infine, le differenze con la versione precedente ci sono ma non sono così grandi considerando il salto nel prezzo. Già: per l’8 Pro versione base con 128Gb di spazio di archiviazione servono 1099 euro contro gli 899 del modello dello scorso anno. E questo lo rende decisamente meno speciale, anche se comunque più economico dei telefoni di punta della concorrenza. Un consiglio: se non volete o non potete spender una cifra del genere, date un’occhiata al 7 Pro, magari ricondizionato. Ancora oggi è un ottimo smartphone.
Da Il Venerdì del 3 novembre 2023