Il Venerdì

Franklin D. Roosevelt: svolta a sinistra con il New Deal

(Andrea Bozzo) 
In lotta per anni con la polio, con le celebri «chiacchiere al caminetto» alla radio accompagnò gli Stati Uniti fuori dalla crisi e dentro la Seconda guerra mondiale. Fu il primo e ultimo presidente a vita (1933-1945)
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Un figlio unico e viziato che diventa un leader mondiale tra i più amati e importanti di sempre. Franklin Delano Roosevelt nasce nel 1882 nello Stato di New York. Studia da privatista e viaggia molto. Si laurea in legge ad Harvard, senza brillare, ma una società finanziaria di Wall Street punta su di lui e sul suo prestigioso giro di conoscenze familiari. Franklin si dà alla politica sulle orme di Theodore Roosevelt, zio alla lontana, schierandosi però sulla opposta sponda democratica. Nel 1911 si affilia alla Massoneria, porto sicuro per molti politici dell’epoca. Diventa senatore di New York e poi viceministro alla Marina con il presidente Wilson ma, alle soglie dei 40 anni, la sua carriera appare già al capolinea. Candidato democratico alla vice presidenza, Roosevelt perde in modo clamoroso le elezioni del 1920 e, appena qualche mese dopo, scopre di avere una grave forma di poliomielite.

Al suo fianco ha però una donna di ferro, Eleanor, che gli ha dato 6 figli e che negli anni lo aiuta a tornare sulla scena politica. È lei a fare molti comizi nella vincente campagna del 1928, con cui Roosevelt diventa Governatore di New York. C’è una foto piena di ironia a illustrare la grande complicità tra loro. Franklin finge di lavorare a maglia, mentre Eleanor gli sorride con un bicchiere in mano. La crisi economica del ‘29 diventa il trampolino di lancio per Roosevelt, candidato democratico alle Presidenziali del 1932. Gli americani danno credito al suo New Deal, (opere pubbliche per creare lavoro, più tasse per i ricchi, contrattazione sindacale collettiva e, soprattutto, il Social Security Act, l’assistenza pubblica per i poveri e i disoccupati). È un programma di sinistra, che cambia lo scenario politico americano, quasi invertendo le tradizionali posizioni. I Democratici diventano un partito progressista. Con un’azione di governo coraggiosa e con le «chiacchiere al caminetto», appuntamento via radio con gli americani, Roosevelt porta gli Stati Uniti fuori dalla crisi e poi dentro la Seconda guerra mondiale. Fa quello che Washington non aveva voluto fare. Viene eletto per 4 volte consecutive, diventando il primo e ultimo Presidente a vita (nel 1951 andrà in vigore il limite di 2 mandati).

Franklin D. Roosevelt muore nell’aprile del 1945 qualche mese dopo la quarta elezione, a 63 anni, per una emorragia cerebrale. Di come avesse affrontato la malattia e la conseguente immobilità, restano poche tracce. Non c’era ancora la televisione ed è quindi possibile che molti americani ignorassero il problema. Delle 125 mila foto negli archivi, solo due lo ritraggono sulla sedie a rotelle, un segno del suo riserbo e della benevola complicità della stampa dell’epoca. È noto un solo riferimento di Roosevelt alla sua malattia. Ad un cronista che gli chiedeva come affrontasse le pressioni della presidenza rispose: «Dopo due anni a letto, a cercare di muovere le dita dei piedi, tutto il resto ti sembra facile».                                             

(12 agosto 2016)