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Nantes Amiens

Il fantastico mondo di Jules

Verne è uno degli scrittori più tradotti e letti al mondo, da tutte le generazioni. Il 24 marzo ricorrono i cento anni dalla sua morte. Le città che celebrano l'anniversario in Francia sono molte, tra queste Parigi, Nantes, dove nacque nel 1828, e Amiens, dove morì nel 1905. Appassionato di geologia e ingegneria, fu un grandissimo viaggiatore con la fantasia

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"È l'autore più tradotto al mondo, più di Shakespeare. Solo la Bibbia vanta un numero maggiore di edizioni. Non solo, Verne è oggi una delle cinque parole più conosciute nel pianeta, come McDonald's o Coca-Cola. Ovunque, dall'Alaska all'Australia, sanno chi è l'autore straordinario de Il giro del mondo in 80 giorni e Ventimila leghe sotto i mari; ma quando a 13 anni, nel 1962, comprai il mio primo volume di Hetzel (editore di Verne, ndr) e iniziai a collezionare tutto ciò che riguardava lo scrittore, certo non immaginavo di diventare il suo più grande collezionista", confessa Piero Gondolo della Riva che ha appena ceduto ad Amiens, città adottiva dello scrittore nato a Nantes, la sua raccolta di migliaia di pezzi.

Catalogandola presso la Biblioteca di Amiens-Metropole che ha creato un fondo apposito all'ombra della cattedrale gotica, il torinese Piero Gondolo della Riva non nasconde la soddisfazione di poter coordinare anche i lavori di restauro della casa-museo di Jules Verne, di inventare e allestire in Europa le mostre tematiche sul fantastico mondo di Verne, di conoscere meglio di altri colui che nella seconda metà del XIX secolo fu capace di far incontrare nelle sue pagine scienza, società e immaginazione letteraria, e di essere, dietro le quinte, l'immancabile grand-maître degli eventi per il centenario della morte (24 marzo 2005) per cui è stato istituito perfino un "TGV Jules Verne" sulla tratta Nantes-Amiens. Che consente di visitare in breve tempo sia la dinamica città natale sulla Loira, sia il capoluogo piccardo dove visse lo scrittore per 35 anni.

A Nantes nacque nel 1828 in un appartamento ritagliato nella centrale ed elegante Ile Feydeau, ma passò il suo adolescenziale tempo libero nella casa, allora di campagna e fuori porta, di Chantenay, di fronte alla chiesa di Saint-Martin e affacciata al porto fluviale. Subito catturato dai profumi naviganti di té e di spezie, dai bracci delle gru in movimento sui moli, "dagli orizzonti d'acqua che lo portavano lontano in viaggi fantastici", Jules non dimenticherà mai la magia della Loira, dei velieri e dei primi battelli a vapore che la agitavano. Proprio le banchine e i cantieri dismessi del quartiere di S.te Anne, oggi in via di recupero come alternative e spettacolari quinte teatrali durante i Festival Les Allumées, richiamano arrugginiti il fascino dei tempi in cui il giovane Verne solcava il fiume in canoa con lo zio esploratore Prudente Allotte (che era stato a Caracas) e in cui, dalla sua cameretta, osservava "con l'occhio appiccicato al telescopio i brigantini pronti a virare manovrando i fiocchi". Le lunghe e affusolate gru, metafisiche e mute, sono vigilate dal Museo Jules Verne che non è ricavato nella casa natale, ma dal 1918 è allestito in una villa che domina panoramicamente il lungofiume di Nantes e il Quai de la Fosse dove alloggiavano gli armatori nelle seconda metà dell'800.

Circondata dalle riproduzioni luminose dei manoscritti verniani (98 e cioè quasi tutti le prime stesure orginali), dai mobili autentici e dai ritratti di famiglia che arredarono la prima casa di Amiens, dalle mappe disegnate da Jules per i suoi romanzi (curiosa quella dell'isola di Lincoln per l'Isola misteriosa), dalle maquettes del Nautilus e dalle plaques per lanterne magiche, la direttrice Agnés Marcettau suggerisce un giro nel sobborgo pittoresco di Trentemoult per capire come era la Loira nantaise all'epoca di Verne: "ci sono le guinguettes (vecchissime balere sull'acqua), c'è ancora la casa del capitano Ollive che pilotò il suo terzo yacht, il Saint-Michel III, fatto costruire in ferro proprio nei cantieri qui sotto, e ci sono pure le pionieristiche case multiple progettate da Dominique Perrault, lo stesso architetto della Biblioteque de France parigina".

È il quartiere Graslin però, quello che suggerisce oggi come allora l'atmosfera borghese conosciuta da Verne. Tra le grandi colonne del Grande-Théatre settecentesco, i mascheroni e i balconi in ferro battuto dell'Ile Feydeau, l'elegante galleria vetrata del Passage Pommeraye, il Manoir de Jean V (oggi Museo decorativo Dobrée) e il magnifico ristorante nouveau "La Cigale", rimasto illibato, il giovane Verne respirò quella rigida aria "cattomoralista" che in seguito, per ripulsa, meglio gli fece apprezzare le mutazioni tecniche e scientifiche di un profano fine secolo. Ora la rue Crébillon, che unisce le neoclassiche Place Royale e Place Graslin, è affollata di vetrine griffate tanto che per i locali il verbo crébillonner signica "fare shopping". Ma negli anni '40 dell'800 la strada era affollata da mercanti di legni africani, passionari armatori e avvocati benpensanti; da uomini di legge come il padre Pierre Verne e come i togati che invece oggi sgambettano tra i profili neri dello spigoloso Tribunale progettato da Jean Nouvel sull'Ile de Nantes, capolavoro architettonico che per la sua austera modernità, l'autore dei Viaggi straordinari avrebbe apprezzato: "avanti, questo dovrebbe essere il motto dell'umanità!" scrisse con enfasi. E avanti è andata l'ex capitale bretone celebrata dai Surrealisti: con il suo esprit da terziario avanzato, con la recente torre polifunzionale del biscottificio LU (il Lieu Unique degli storici Petit Beurre), con il castello ducale tirato a lucido e ancora in restauro, con le sue librerie-modello (la "Coiffard", "L'Atalante") che solo in Francia possono resistere e con i festival dedicati all'arte elettronica, alla danza, al cinema e al teatro.

Dopo la parentesi parigina, Jules approda nel 1869 in Piccardia. Prima nel porticciolo di Crotoy, dove è ormeggiato il suo primo battello con cui pattuglia la Somme e la Senna, e un anno più tardi ad Amiens, una delle capitali francesi dell'industria tessile, città natale della moglie Honorine Du Fraysse e luogo d'adozione, poiché vi visse quasi trentacinque anni; fino alla morte. Tanto che, entrato all'Accademia, vi presenta subito il suo sogno per una Amiens-città del futuro che sarà pubblicato in forma di libello sotto il titolo di Una città ideale. E la città ricambia le sue attenzioni eleggendolo nel 1888 consigliere comunale.

Poche centinaia di metri separano, nel quartiere di Henriville, il Circo Verne progettato dall'amico ingegnere Emile Ricquier, la prima casa che affittò sull'attuale boulevard Jules Verne al n44, la turrita casa-museo in rue Charles-Dubois dove visse per altri 18 anni e il suo busto fuso in bronzo da Albert Roze nel 1906, che campeggia nei giardini del vecchio boulevard Longueville. A lui dedicate anche la piscina comunale, un vecchio cinema sede di mostre verniane ribattezzato "L'Immaginaire" e un viadotto. Solo la "Brasserie Jules" non ha potuto usufruire del celebre cognome perché le royalties appartengono al ristorante Jules Verne di Parigi.

Dalla torretta che verticalizza l'ottocentesca casa Verne in mattoni rossi, raggiungibile con un'ellittica scala a chiocciola consumata dai passi di Jules e di Honorine, la vista abbraccia tutta la città annunciata da quella "Bibbia di pietra" che è la superba cattedrale di Notre-Dame e bagnata dal corso della Somme che ritaglia in pieno centro il pittoresco quartiere di pescatori di Saint-Leu. Nei 650 metri quadrati che saranno ristrutturati entro fine anno, verrà ripristinato il Museo Jules Verne con il modesto studiolo al secondo piano dove scrisse gran parte delle 22.000 pagine che compongono il corpus edito da Hetzel, la sala da pranzo neogotica, il gran salone Luigi XVI e l'esposizione di oggetti "straordinari" appartenuti al più lucido dei visionari: dai globi ai cannocchiali, dai portamine agli scrittoi da viaggio, alle grandi carte geografiche e nautiche. Insomma, tutto il mondo fantastico di Jules Verne che, viaggiatore metodico ma poco romantico, fu soprattutto un incallito navigatore.

(17 mar 2005)