Viaggi

Cervia

La Riviera delle idee

Una nuova iniziativa degli albergatori della bella località romagnola propone l'affitto di una "citycar" a due o a quattro posti a costi ragionevolissimi pagandola non a giornata ma a utilizzo effettivo, in ore e minuti. È un'occasione per scoprire un magnifico territorio

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Partire per le vacanze o per il fine settimana lasciando l'auto in garage, ma sapendo di poter contare, nella località di soggiorno, su una vettura, messa a nostra disposizione dall'albergatore per andare alla scoperta del territorio, di cui paghiamo solo le ore o i minuti di reale utilizzo. Troppo bello per essere vero?

 

Invece a partire da Pasqua e per tutta l'estate è una realtà, almeno per gli ospiti degli hotel di Cervia, sulla Riviera romagnola, prima stazione turistica della penisola ad adottare la formula On.Vacation di On.Car smart mobility. Un'idea semplice quanto geniale, a metà tra l'autonoleggio e il taxi, ma con i vantaggi dell'uno e dell'altro, tanto che viene da chiedersi come mai nessuno ci abbia pensato prima. Ma come funziona, esattamente? Per scoprirlo, abbiamo provato il servizio in anteprima durante un weekend di fine inverno, quando più che le spiagge sono la natura e le città d'arte dell'entroterra a invitare al viaggio.

All'arrivo alla stazione di Cesena, ritiriamo al parcheggio On.Car la citycar a due posti che abbiamo prenotato precedentemente insieme alla camera dell'hotel, che si trova proprio sul lungomare. Per raggiungerlo, comunque, non abbiamo nemmeno bisogno di consultare la carta stradale: a indicarci il percorso più breve e agevole provvede il navigatore satellitare, peraltro già programmato per guidarci, tappa dopo tappa, nel nostro itinerario lungo la costa romagnola.

Lo mettiamo subito alla prova, proseguendo in direzione delle Saline che si estendono su una superficie di oltre 800 ettari e insieme all'antica pineta costituiscono il patrimonio naturalistico di Cervia. Tanto più che questo ecosistema umido acquitrinoso, imbrigliato da una fitta rete di canali, è diventato l'habitat per diverse specie di volatili. Infatti, anche se siamo fuori stagione, non abbiamo difficoltà ad avvistare uno stormo di germani reali alzarsi in volo e scorgere una coppia di eleganti cavalieri d'Italia, diventati ormai stanziali.

Lasciate le Saline, ci dirigiamo verso S. Apollinare in Classe, alle porte di Ravenna, per visitare la più celebre delle basiliche bizantine in Italia, che vanta il favoloso ciclo di mosaici che hanno fatto della città romagnola la capitale italiana di questa raffinatissima arte. Il tramonto si avvicina ed è ora di tornare in albergo, dove riconsegniamo l'auto dopo tre ore di utilizzo effettivo per un totale di 27 euro tutto compreso, senza costi aggiuntivi, che ci verranno addebitati sul conto della camera.

Il mattino successivo, all'ora stabilita, l'auto ci attende davanti all'hotel, stavolta programmata per un'escursione tra le colline dell'entroterra, lungo la Strada del Sangiovese che da Faenza si inoltra tra i calanchi e i colli ricoperti di viti e ulivi delle valli del Lamone e del Senio, dove la scoperta del territorio non può prescindere dalla degustazione dei prodotti tipici di queste terre generose. A cominciare, manco a dirlo, dai vini DOC di Romagna e dei Colli di Faenza che si possono acquistare direttamente dai produttori.

Prima, però, tappa obbligata a Faenza, in tutto il mondo sinonimo di ceramica artistica. Come ci rivela la visita al Museo Internazionale delle Ceramiche, che vanta una collezione unica di capolavori faentini dal Rinascimento in poi, affiancate da opere moderne di artisti indiscussi del calibro di Picasso, Matisse, Chagall e dei grandi maestri locali, la cui tradizione è perpetuata negli innumerevoli atelier del centro storico. Come Ceramiche Artistiche Vignoli, in via Fermi 30, la cui produzione si ispira agli stili mediterranei; o Ceramica Monti, che nella sede situata nel cortile del prestigioso Palazzo Graziani, in corso Matteotti 4, espone raffinate maioliche con le decorazioni tipiche faentine dal '500 al '900.

Lasciata Faenza, risaliamo la valle del Lamone per raggiungere Brisighella che si annuncia con la possente Rocca Manfrediana che fu dimora di Cesare Borgia prima di passare ai Veneziani e poi ai Papi. Tutto il borgo, in realtà, è un gioiello di stampo medievale, tuttora percorso dall'antica Via degli Asini, sopraelevata e porticata, chiamata così perché in passato era il passaggio obbligato per le carovane dirette alla Vena del Gesso, un singolare affioramento gessoso che si allunga per una ventina di chilometri nell'Appennino Romagnolo.

Un itinerario nella natura è offerto dal percorso di visita del nuovo Museo dell'Olio en plein air che si snoda tra gli uliveti che abbracciano il paese da cui si ottiene il prezioso olio extravergine di Brisighella, il primo in Italia a essersi aggiudicato la DOP. Una manciata di chilometri separano Brisighella da Riolo Terme, centro dalla doppia anima: tipicamente medievale all'interno delle antiche mura dominate dalla rocca trecentesca; fin de siècle nella parte moderna del Parco delle Terme, frequentate all'inizio del secolo scorso dall'alta società europea e che oggi, oltre a offrire le tradizionali cure termali, sono sede del primo centro nazionale di Metodologie Naturali che abbina i benefici terapeutici delle acque a quelli dell'erboristeria.

La giornata volge al termine, come del resto il nostro weekend. Ci rimettiamo al volante e seguendo la Via Emilia raggiungiamo la stazione di Cesena, dove prenderemo il treno per tornare in città. Non prima, ovvio, di aver riconsegnato l'auto al parcheggio On.Car, pagando stavolta la tariffa giornaliera di 50 euro tondi. Più comodo di così!

(24 mar 2005)