Il problema è che moda vuol dire turismo, e che l'eccesso di turismo fa fuggire i barcellonesi autentici. Un po' come è successo, ormai da anni, con la Rambla, dove l'italiano, l'inglese e il tedesco sono diventate le lingue dominanti.
E allora se il degrado del Maremagnum - quel grande complesso di bar, ristoranti e discoteche ospitati da appena dieci anni sul nuovo Moll d'Espanya - ha portato alla chiusura provvisoria di tutti i locali, il catalano doc ha deciso di spostarsi ad appena qualche metro di distanza, nelle stradine del vecchio quartiere del Born, per creare la moda del momento.
Lo chiamano già il Soho barcellonese, e basta poco a capire perché: nelle stradine che sfociano sulla Pla de Palau, giusto di fronte al lungomare di Barceloneta, nascono come funghi le gallerie d'arte e i localini di musica dal vivo. Il quartiere comincia ad attrarre sempre di più le grandi firme della moda, ma la vera novità del Born è nel campo della gastronomia.
La parola magica del momento sembra essere questa: degustació. Un qualcosa che ha a che vedere con le tapas di tradizione ispanica, ma con uno spirito diverso. Nello spazio di pochi metri, scopriamo due locali che hanno aperto i battenti da appena tre giorni: il [1] Bubó (Caputxes 10, & 0034-93-2687224) lancia la proposta delle "tapas dolci". Assaggini di torte e dolcetti firmati dal pasticcere Carles Mampel, con la "provocazione" di un'amabile cameriera che si aggira tra i clienti invitando al pre-assaggio gratuito delle specialità della casa.
Se entrate nella [2] Espaseria (Carrer de l'Espaseria 12, & 93-2684606), preparatevi invece a degustare qualcosa di più raffinato della solita tortilla, o del polpo alla gallega: la terrina di foie gras con crema di mango, il millefoglie di sardine e pomodori all'olio di basilico e il timballo di melanzane e roastbeef con mostarda sono solo alcune delle innovative proposte servite con un sottofondo di musica dal vivo.
[3] Cheese me (Plaça Jacint Reventós, & 93-2681127) è un altro locale unico nel suo genere: dagli antipasti ai primi, ai secondi e ai dolci, non c'è piatto del ricco menù che non abbia un tocco di formaggio. [4] Panyvino, invece, che ha appena compiuto un anno di vita (Consolat de Mar 15, & 93-2687776), ha una caratteristica che troviamo ricorrente nei bar e ristoranti della zona, dove l'arredamento e il design spesso moderni e innovativi contrastano con la struttura invece antica degli edifici, con la pietra o i mattoni a vista, ripuliti ma conservati così com'erano. Per chi vuole degustare un buon vino, va segnalata una "bodeguilla" sempre affollatissima: è la [5] Vinya del Senyor, con una carta di oltre 300 vini.
Se il Born si sta trasformando nel nuovo laboratorio della gastronomia barcellonese, per chi cerca il divertimento notturno in riva al mare il Port Olimpic è tornato ad essere, dopo una provvisoria fase di declino, il quartiere più "in" per catalani e turisti. Un'offerta concentrata in poche strade intorno ai due grattacieli dell'Hotel Arts (uno dei più lussuosi della città) e della Torre Mapfre, con vista sul porticciolo turistico. Il [6] Catwalk (Ramón Trias Fargas 2-4, & 93-2240740) è uno dei punti di riferimento della notte barcellonese, con una programmazione musicale di alto livello e grandi dj nella "Main room" (house music) e, al secondo piano, nella "Sky room" (funky, hip hop e R'N'B).
A pochi metri di distanza il [7] Shoko (Passeig Maritim 36, & 93-2259203) offre ogni giorno una doppia proposta: come ristorante nelle prime ore della sera, con una gastronomia orientale basata su una fusione di culture e sapori, per diventare dopo mezzanotte - al suono di un gong - un lounge club dai ritmi asiatici mescolati con funky e house.
Sullo stesso modello si basa anche il successo del Cdlc, una sigla che sta per Carpe Diem lounge club (Passeig Maritim 32, & 93-2240470): cucina fusion con connotazioni orientali e musica. Con la comodità di poter cenare o bere un cocktail sui grandi sofà e i soffici cuscini sparsi per la sala, o nella terrazza con vista sul porticciolo turistico.
(23 giugno 2005)