Allora c'era un sogno a quattro ruote che era uguale ad evasione e forte senso di libertà. Oggi quella stessa equazione si rinvigorisce grazie a "Slow Drive", che, in collaborazione con l'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, mette a disposizione lucidissime auto d'epoca per un tour "con il vento tra i capelli".
Così guanti mezze dita in pelle per lui, un foulard al collo per lei - forniti dall'organizzazione e rigorosamente evocativi del passato - un fiammante "Duetto" Alfa Romeo con la coda ad osso di Seppia e via si parte. Imitando un po' Dustin Hoffman nel film "Il Laureato" di Nike Nichols (il film del 1967, che vinse anche l'oscar per la regia, fu la consacrazione di quella che è senza dubbio una delle autovetture più amate dai collezionisti di tutto il mondo) o sentendosi un po' divi di Hollywood.
Per una volta si può provare il piacere di godere della solitudine, di andare senza fretta tra il verde dei parchi naturali e i dolci pendii delle colline parmensi, di fermarsi qua e là alla scoperta di borghi e castelli. Si parte dalla periferia di Parma, percorrendo l'antico sentiero per il mare, quello del passo della Cisa in direzione La Spezia. Strada facendo ci s'imbatte nel Parco Regionale Boschi di Carrega, riserva di caccia dei Farnese e dei Borboni, poi tenuta dei principi Carrega di Lucedio.
L'auto d'epoca, acrobata sul filo, continua ad avanzare sull'ombra del sentiero che il sole proietta sullo schermo di querceti misti. Castagni, faggi, fanno compagnia fino al Casino dei Boschi, antica residenza estiva di Maria Luigia d'Austria, duchessa di Parma dal 1815 al 1847. Qui la muraglia verde s'interrompe per dare spazio a questa villa ottocentesca, che ospita, in un'ala, un'interessante siloteca (una struttura che conserva il legno a scopo di studio), con specie provenienti da tutto il mondo. L'anima di questo tour sono però i castelli di cui è ricca la zona.
Il profilo dell'imponente Rocca Sanvitale a Sala Baganza (dal nome del torrente sulle cui sponde si sviluppo il paese a partire dal 1862) appare all'improvviso. Vero gioiello di architettura (aperta tutti i giorni, escluso i lunedì non festivi) ha al suo interno una straordinaria ricchezza iconografica, rappresentata da opere di pittori come Sebastiano Galeotti (inizio del XVIII secolo).
Una chicca è "Il Camerino del Baglioni" che prende il nome dall'autore delle decorazioni (Cesare Baglioni, fine del XVI secolo). Compaiono allegorie delle stagioni, episodi di battaglia ambientate in paesaggi fantastici d'ispirazioni fiamminghe. E avrete la strana sensazione di essere continuamente osservati dalle grottesche figure alate che popolano le pareti. Sguardi talvolta così cupi che quasi ne rimarrete intimoriti, ma non potrete staccare gli occhi da questo splendido apparato decorativo. All'aspetto imponente della rocca si contrappone l'atmosfera di sobrio e austero raccoglimento dell'annesso Oratorio dell'Assunta. Ma questo è solo l'inizio.
Il percorso concentra in pochi chilometri un paesaggio fuori dal comune ed echi non ancora sopiti di un passato glorioso di arte e cultura. Un altro complesso monumentale di grande prestigio è il Castello di Felino, possente maniero. Costruito dal nobile Luppone nell'anno 890, è ampliato e fortificato nei secoli seguenti, ma raggiunge il massimo splendore alla fine del XIV secolo sotto la potente famiglia dei Rossi, imparentata con le più importanti dinastie dell'epoca, Gonzaga, Pallavicino, Visconti. Oggi è sede di mostre e banchetti.
Per chi volesse a tutti i costi mettere d'accordo cultura e gola, niente di meglio che un pranzo alla Locanda della Moiana, all'interno del castello, dove è possibile degustare i salumi tipici della zona, ad iniziare proprio dal salame felino. Poi da lontano si vede il castello di Torrechiara - creazione di Pier Maria Rossi, un nobile condottiero - appollaiato su una piccola collina. È un esempio tra i più significativi e meglio conservati in Italia di architettura castellare quattrocentesca (visitabile tutto l'anno tel. 0521/355255).
A vederlo sintetizza l'idea che nell'immaginario collettivo si ha di un castello: severo e austero, difeso da tre cerchia di mura e da quattro torri angolari che ne attestano la funzione difensiva. Non a caso è spesso set cinematografico di film di ambientazione medievale come "Lady Hawk", con Michelle Pfeiffer.
Ma dietro quest'aspetto duro, nasconde una storia romantica. Fu, infatti, nido d'amore di Pier Maria Rossi e Bianca Maria Pellegrini, la sua amante. Per lei il condottiero costruisce la struttura e soprattutto commissiona la bellissima "Camera d'oro", attribuita a Benedetto Bembo. Gli affreschi sul soffitto della stanza e le formelle allegoriche dai colori vivacissimi, dove trionfa lo sfolgorio dell'oro, celebrano questo forte sentimento.
I cultori del palato che ad un giro motoristico vogliono aggiungere anche un'indimenticabile esperienza gastronomica possono scegliere uno dei tanti prosciuttifici, che s'incontrano lungo il cammino, dove riposano e maturano i prosciutti di Parma, vere bontà. Chi ama invece i prodotti naturali per il corpo ma anche miele, pappa reale, vini e liquori non può non fare una puntatina al laboratorio apistico della Badia Benedettina di S.Maria della Neve (via Badia, 28; 0521/355133), poco distante dal castello.
Don Filippo, uno dei monaci benedettini, è stato uno dei primi in Italia a preparare cosmetici al naturale (a marchio Apiderma), utilizzando le antiche ricette erboristiche. Se è in vena di chiacchiere ed ha qualche minuto a disposizione, vi racconterà dei personaggi dello spettacolo che ordinano sempre rilevanti quantitativi di pappa reale e saprà consigliarvi su quale prodotto è più adatto per la vostra pelle.
Esclusivo e rinomato è un unguento per le scottature. Ultima tappa del circuito è Montechiarugolo, pittoresco borgo con un altro meraviglioso castello, costruito sui resti di un vecchio nucleo duecentesco distrutto nel 1313 (per visite tel. 0521/686643). Ammirate le sale con affreschi cinquecenteschi ma poi uscite sul loggiato. Da quassù la Val d'Enza (che demarca il confine tra le province di Parma e Reggio Emilia) al tramonto si lascia ammirare in tutta la sua disarmante bellezza.
Il sole ha le sfumature oro antico delle pennellate del Parmigianino e il cielo sembra un acquerello. In questo scenario da favola si muove anche una fata-fantasma, quello della bellissima e sfortunata Bema che girava di castello in castello facendo l'indovina. Era così affascinante che fece vacillare il cuore del Duca di Parma Ranuccio I Farnese, uomo cupo e superstizioso, che comunque la fece allontare.
Iniziarono così le peregrinazioni della fanciulla, che dovrà fuggire più volte dallo spietato Duca. In questo peregrinare fu aiutata dal conte Torelli, che l'accolse a Montechiarugolo. Qui Bema finì per innamorarsi del giovane Pio (figlio del conte), che poco dopo morì tragicamente. In una sala è esposto il corpo mummificato di Bema, cosí come fu ritrovato nei sotterranei, perfettamente conservato, alcuni anni dopo la sua morte.
E c'è chi giura che spesso il suo fantasma si aggiri tra le stanze alla ricerca del suo amore perduto. Non lo giura ma lo lascia chiaramente intendere Paola Naldi che in questo castello c'è cresciuta e che di esso è la custode. "Ho visto a volte - conferma - due poltrone spostate, come di due persone colte in un atteggiamento di conversazione". Sarà l'atmosfera da sogno vissuta a bordo di una spider ma a queste leggende si finisce per crederci.
(21 luglio 2005)