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Cortona

Armonia di un paesaggio

La cittadina toscana è il tempio degli amanti della musica: per il Tuscan Sun Festival che inizia domani, ma anche per gli organi antichi delle chiese e per i tanti studi di registrazione

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Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo..." Un ragazzino continua a canticchiare questo famoso ritornello, mentre dà due calci ad un pallone. Gli fa eco un suo amico con un'altra notissima ballata: "ciao mamma guarda come mi diverto...".

Le note del rap si diffondono lungo il dedalo di vie e viuzze, si sovrappongono alle chiacchiere della gente, finiscono per rimbalzare in un grazioso negozio nella piazza principale. È la Bottega D'Arte Antichità (piazza della Repubblica 6/7, luogo ideale per acquisti di dipinti, disegni, sculture, ceramiche) dei genitori di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, che qui, a Cortona, come ci dice sua mamma Viola "è cresciuto a pane e rap dall'età di quindici anni".

Qui Jovanotti ancora vive, con sua moglie e sua figlia, in una casa che domina tutta la Valdichiana. Qui ha uno studio di registrazione. E quindi è facile incontrarlo spesso per le strade, così com'è impossibile non lasciarsi "cullare" dalle sue canzoni. La popolazione ha ricambiato la fedeltà al cantautore, attribuendogli la cittadinanza onoraria. Il resto è musica.

Il ritratto originale lo ha schizzato lui stesso nel libro/diario Il Grande Boh (edito da Feltrinelli): "La musica come scelta, la musica come opportunità, la musica. Il suono che arriva a noi e ci colpisce... e ci parla attraverso ciò che non si riesce a sentire, attraverso gli armonici, quelle piccole variazioni, quelle sporcature".

E se il concetto vale per tutti, non si potrebbe trovare un'immagine più efficace per descrivere la passione della cittadina toscana non solo per il rap, ma per ogni genere di melodia. La conferma ci viene dal Tuscan Sun Festival (il Festival del Sole), al via domani, che fino al 21 trasformerà Cortona in una "vetrina del mondo" (vedi box).

Un evento che è un mix di consacrazione artistica e di mondanità. Anche arte, letteratura, benessere, enogastronomia, saranno protagonisti e regaleranno stimoli, emozioni e divertimento in ogni angolo della città: dai chiostri alle chiese, dai cortili di antichi palazzi e perfino alle locande o ai ristoranti più caratteristici per incontri con scrittori fuori dagli schemi.

Tanti i nomi eccellenti previsti, solo per citarne alcuni: l'affascinante Nina Kotova, che molti chiamano familiarmente solo Nina, Thomas Hampson, Dmitri Hvorostovsky e ancora Lang Lang e Mikhail Baryshnikov. Suonerà anche Barrett Wissman, il "patron" del festival, l'uomo che ha voluto fortemente e che finanzia questa kermesse, amante della cittadina tanto da costruirsi una villa appena fuori le mura.

La sua esibizione non era programmata, ma quando si è incontrato con l'artista Vengerov per invitarlo a suonare al Festival, il violinista gli ha risposto: "Ci sarò ad una sola condizione: che tu suoni con me". E così martedì 9 agosto il duetto si esibirà sul palco del Teatro Signorelli. Il teatro sarà lo scenario di tutti gli altri concerti: è un vero gioiellino, costruito intorno alla metà dell'800, su richiesta degli abitanti che desideravano un teatro pubblico.

Il chiostro di Palazzo Casali, poco distante, è invece il luogo dove, ogni sera per il dopo festival, si terranno i ricevimenti e le degustazioni di vini d'alta classe, e dove si potrà scambiare una battuta con i musicisti, ma anche con gli scrittori, i fotografi, i curatori delle mostre.

La città è da visitare: dalla Piazza Repubblica, sempre affollata di gente già dalle dieci del mattino: qui si trova il Comune, in un palazzo medievale, che al primo impatto sembra una chiesa. All'interno vale una visita la sala del consiglio (aperta in orario di ufficio) con notevoli affreschi.

L'enorme scalinata, invece, è divenuta una delle scenografie preferite per foto ricordo. Tutto il centro storico è divenuto set ideale soprattutto per l'album di nozze. I sondaggi assicurano che è la città dove si ha il più alto numero di matrimoni con rito civile, dopo Venezia e Positano, tanto che l'amministrazione ha dovuto istituire una tassa di 500 euro per fronteggiare l'elevato numero delle richieste.

Arrivano coppie dall'Inghilterra, dall'America ed una volta - ci raccontano - sono giunti persino dalla Nuova Zelanda, con al seguito una vagonata di duecento invitati. Cortona piace ai registi che vi hanno ambientato diversi film come Sotto il Sole della Toscana la grande storia d'amore tra Raoul Bova e Diane Lane, che ha tratto spunto dal libro omonimo di Frances Mayes.

Molti altri titoli sono in arrivo, a cominciare dalla fiction su Bartali, in onda sulla Rai nel prossimo autunno. Mentre si gira per i vicoli si possono ascoltare le sinfonie degli organi all'interno delle chiese. Ce ne sono una decina, tutti antichi, tutti restaurati o in via di restauro.

In agosto e settembre si svolge nelle varie Chiese la rassegna musicale di organi storici (info: & 0575/601388). Per chi non si limita ad ascoltare, ma suona, c'è "la casa della musica" (Zak, centro di aggregazione giovanile, & 0575/605212) che oltre ad essere una sala prova attrezzata offre servizi nuovi: la possibilità di effettuare una registrazione o un demo.

Di antiche melodie "risuonano" anche le stanze della Biblioteca, antica sede degli Accademici, conosciuta per la rarità delle opere: pergamene, manoscritti, incunaboli. Molto pregiato il Laudario con testi e musica del Trecento. Nonostante sia ricca di tesori, Cortona dimostra un'anima popolare, non ama l'ostentazione. E pensare che sarebbe dovuta essere distrutta, come si legge in Cronistoria 1943 - 1945 (di Raimondo Bistacci, Grafiche Calosci).

Una grande pace si ritrova anche alla Fortezza Medicea di Girifalco, arroccata come un astore (uccello dal quale appunto sembra derivare il nome di Girifalco) sulla "punta di monte più isolata da ogni parte" del pendio che domina la città, proprio sopra il santuario di Santa Margherita (custodisce il corpo della Santa).

Da quassù la vista è impagabile. Altra tappa che sa infondere pace allo spirito è l'Eremo delle Celle, poco distante, incastonato sulle pendici del Monte Sant'Egidio. Fu voluto da San Francesco D'Assisi nel 1211 ed ancora visibile la sua cella. I frati, negli anni, hanno ampliato la struttura ed ora sembra un piccolo borgo, immerso nel verde, carico di misticismo e silenzio.

Quanti giorni per godere di tutto questo? Dipende. Rincorrendo il tempo ne possono bastare due o tre, ma attenzione perché le sorprese non mancano mai e il tempo potrebbe non bastare. Alla fine, comunque, ripartirete con la stessa sensazione di cui scrive ancora Jovanotti nel suo Il Grande Boh: "Queste strade di Cortona sono così cariche di ricordi che io rischio di esplodere".

(4 agosto 2005)