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Palmizana (Croazia)

Isola da favola

La "tropicale" dell'Adriatico meridionale a sud di Hvar è un'oasi straordinaria regno della natura e della bellezza. Il profumo della vegetazione lussureggiante, oltre cinquanta insenature, un mare cristallino dal fondale ricco di pesci

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La storia di Palmizana, la piccola isola tropicale dell'Adriatico Meridionale a sud di Hvar, e dei suoi proprietari, la famiglia Meneghello, inizia proprio come la più classica delle favole: tanto, tanto tempo fa Venezia non era solo una città, ma il cuore del potere e della volontà di espandersi oltre l'estremo confine conosciuto del mondo. I Veneziani senza paura partirono alla conquista di città esotiche, navigarono coraggiosamente ......

Tanto, tanto tempo fa anche i tre fratelli Meneghello lasciarono la città della laguna. Il primo scelse Boka come sua nuova patria, il secondo Spalato, il terzo la calda e profumata isola di Hvar. Poco dopo, per amore della sua donna, quest'ultimo, Matteo Meneghello, acquistò una grande proprietà sulla piccola e desolata isola di San Klement, posta di fronte a Hvar, all'epoca difficile da raggiungere e completamente bruciata dal vento e dal sole.

Il suo nome divenne Palmizana. Era il 1700. Si trattava di una tenuta quasi inaccessibile, un'isola di terreno arido e sterile, abbandonata alle lunghe siccità estive ed alle piogge salate invernali. A quel tempo si aspettava per giorni il vento favorevole o si doveva remare per arrivarci, e per mesi rimaneva disabitata.

Nel 1906, Eugen Meneghello, uno degli eredi, aprì la sua dimora prima agli amici ed in seguito agli ospiti, offrendo loro quella perfetta armonia tra natura e cultura, rispecchiata nella bellezza ed esoticità della proprietà di Palmizana. Per dar loro un ambiente più confortevole iniziò a piantare pini ed a creare dal niente un giardino botanico sul terreno roccioso dell'isola.

Offrì loro la possibilità di fare vela, pesca notturna e battute di caccia organizzate. Le lunghe passeggiate con il Professor Eugen, si trasformavano in vere e proprie lezioni di botanica, la pesca in sua compagnia era un ritorno alla civiltà perduta dell'Antica Grecia e la caccia a pernici e fagiani si svolgeva secondo i precetti della cavalleria medievale.

Il primo contatto che abbiamo con Palmizana, appena arriviamo alle prime ore del mattino, è il profumo della vegetazione lussureggiante, frutto di un amore cresciuto tra ostacoli e difficoltà di ogni genere. La natura è qui indiscutibilmente l'elemento più prezioso.

Molte piante esotiche, importate da regioni tropicali tanto tempo fa, si sono adattate e sono mutate producendo oggi alcune varietà che è possibile trovare solo qui. Mimose, allori, melograni, spore profumate, mirti, iucche, fioriscono diverse volte l'anno, come gli alberi di piccole opunzie, le piantagioni di aloe medicamentose, di agavi americani, candele del deserto, gigli africani, più di cento specie di piante rigogliose, lussureggianti, come solo il clima temperato del luogo può renderle.

Più di cinquanta piccole insenature, di spiagge e di scogli, un mare cristallino dal fondale ricco di pesci, coralli, laghi sottomarini e reperti antichi, baie e golfi: sotto l'ombra di pini secolari osserviamo questo paradiso incontaminato mentre in bicicletta ci prepariamo ad esplorare gli antichi e pittoreschi villaggi dell'isola in compagnia del canto dei grilli e dell'aroma inebriante del rosmarino, che qui fiorisce diverse volte all'anno su ogni clivio, utilizzato per secoli come base della Quintessenza, noto balsamo medicamentoso prodotto nei laboratori della tenuta Meneghello.

Questa è l'isola dove Poseidone si invaghì di una ninfa andando incontro all'ira del potente Zeus, come narra la leggenda, ma è anche la terra custodita da Toto Meneghello che continuò il sogno di suo padre, Eugen, rimanendo legato all'isola per dedicarsi alla rinascita di quella ereditata tradizione all'ospitalità. Dalla pietra crea, sulle rovine della centenaria tradizione di turismo rustico, lontano da tutte le comodità della civiltà moderna, uno dei giardini esotici più belli e più ricchi dell'Adriatico, un rifugio per l'anima e per il corpo.

Sua moglie, Dagmar, una donna di azione e pensiero ed i suoi figli, Tarin, Romina e Djenko, ora curano la tenuta, circa trecento ettari di territorio vergine disabitato, come un giardino dell'Eden in stile bohemiénne. Ogni mattina Djenko va in barca all'isola di Vis per comprare il pesce fresco che viene poi servito nella terrazza sulla spiaggia arredata con tovaglie colorate, sculture ricavate dai legni portati dai flutti e dipinti donati dagli artisti in visita.

Nella pineta secolare, circondata dalla vegetazione tropicale, sorgono una dozzina di bungalows, quattro ville e sei appartamenti. I bungalows sono costituiti da case pittoresche, ognuna diversa dall'altra, dotate di terrazze private a due passi dal mare.

La decorazione interna tipicamente mediterranea è stata ulteriormente arricchita con opere originali di arte contemporanea croata. Palmizana si presenta ai suoi ospiti come un'oasi ed un rifugio, frutto di amore e di sapere, di impegno e di sudore, di sacrificio e di entusiasmo, strumenti che hanno saputo e potuto trasformare la sua selvatichezza in un terreno coltivato intensamente, senza per questo mutare di molto l'aspetto originario.

La tenuta accoglie oggi il visitatore come un tempo, offrendo un ambiente discreto e spirituale, intimamente in armonia con l'atmosfera delle Spalmadore, sebbene si sia reso necessario un tributo di base al modernismo. Ora l'isola, pur rimanendo sulla guida delle pensioni-oasi, permette di godere di qualche confort in più, legato alle necessità dei nuovi tempi: cisterne per l'acqua, terrazze per la raccolta dell'acqua piovana, impianti sanitari, stanze con i bagni, una strada di pietra che collega le due baie di Palmizana, piccoli moli per l'approdo delle barche e si occupò della vegetazione esotica lussureggiante.

Ma l'isola rimane sempre un luogo selvaggio e poco adatto ai turisti troppo esigenti: l'acqua, fornita tramite nave cisterna, viene razionata, l'energia elettrica è dosata da un generatore di corrente, la struttura è priva di telefono, fax e collegamento internet.Sull'isola il tempo scorre veloce grazie alle numerose attività, agli impegni culturali, alle lunghe chiacchierate con la padrona di casa ed i suoi amici, spesso pittori, scrittori, musicisti provenienti da tutte le parti del mondo.

Tanto, tanto tempo fa Poseidone si invaghì di una ninfa incantevole che danzava nei boschi e vicino alle sorgenti, nata dalle acque del cielo che cadevano su Palmizana....