La storia dell'isola è straordinariamente interessante, caratterizzata dal passaggio di numerose civiltà a cominciare da quella greca (fu la prima colonia italiana della Magna Grecia), per passare in seguito a quella romana, poi bizantina, normanna, sveva, angioina, aragonese, austriaca, per citare solo le più importanti. Purtroppo molte testimonianze di questi periodi storici, specialmente di quelli più antichi, a causa di terremoti o eruzioni con il tempo sono state sommerse dal mare, ma comunque un vasto patrimonio artistico e culturale si può ancora ammirare, oltre che nel famoso Castello Aragonese, nei musei e soprattutto nelle chiese.
Proprio queste ultime rappresentano un aspetto forse meno noto ma senz'altro rilevante dell'isola. Nei sei municipi in cui è divisa Ischia sono presenti infatti un numero incredibile di chiese, circa un centinaio, che testimoniano la grande religiosità che è sempre stata presente tra gli abitanti del luogo. Questa immensa dimostrazione di fede ha avuto il premio più grande nel maggio del 2002 con la visita di Papa Giovanni Paolo II che celebrò una messa sul pontile Aragonese a Ischia Ponte rendendo in questo modo l'isola protagonista di un evento di risonanza mondiale. Te le trovi davanti all'improvviso queste chiese piccole e grandi, in cima ad un monte, in fondo ad una valle, anche in posti difficili da raggiungere o magari una attaccata all'altra lungo una strada, come se ogni piccolo nucleo di persone abbia sentito il bisogno di un luogo di culto personale. Nell'impossibilità di visitarle tutte ne abbiamo scelte alcune tra le più significative consigliati ed accompagnati dall'architetto Cecilia Bonfiglio, che ha dedicato questi ultimi anni alla scoperta e alla riproduzione in scala delle chiese di Ischia.
Una caratteristica curiosa di queste chiese è quella di avere acquisito con il passare degli anni più nomi oltre a quello originale. Ne è un esempio la chiesa di Santa Maria delle Grazie in Corso Vittoria Colonna ad Ischia Porto, anche detta del Purgatorio o di San Pietro, fortemente voluta nel XVIII secolo da don Antonio Morali per gli abitanti di Villa Bagni, costretti fino ad allora a raggiungere la chiesa dei Frati Minori. Il suo nome originario di Santa Maria delle Grazie e delle Anime Purganti le fu dato in ricordo di un'antica cappella e per la tradizione che voleva fosse posto questo nome a ogni chiesa cimiteriale.
Infatti tutto il piano sotto-stradale era adibito a cimitero comunale. Il nome di San Pietro, attribuito alla chiesa col passare del tempo, si deve invece alla presenza di una statuetta che lo raffigura nella cappella della Madonna delle Grazie, a cui gli abitanti del luogo per lo più pescatori erano molto devoti. Santa Maria delle Grazie, con la sua facciata tipicamente barocca di forma convessa ed il suo interno di forma ellittica, si differenzia dalla maggior parte delle chiese dell'isola e la sua cupola ricoperta di maioliche gialle e verdi spicca nel panorama visibile dalla spiaggia.
Continuando a percorrere Corso Vittoria Colonna, superato il piccolo Eremo di San Girolamo ora affidato alle Suore Figlie della Chiesa che contiene lo splendido dipinto della Madonna della Pace, si giunge al vicolo che conduce alla Cappella di Sant'Antonio a Mandra ed al Convento. Questo complesso del 1225, distrutto durante l'eruzione dell'Arso del 1301, fu ricostruito dagli isolani in onore del Santo che li aveva protetti, nel luogo preciso dove era arrivata la colata lavica nelle vicinanze del mare. La chiesa attuale fu terminata nel 1773 ed i portali conservano tutt'ora dei dipinti dell'epoca. Nell'interno a una sola navata sono conservate le spoglie di San Giovanni Giuseppe della Croce patrono dell'isola. Alla destra della chiesa si trova la Biblioteca Antoniana fondata nel 1919 da Monsignor Onofrio Buonocore che contiene circa 20 mila volumi.
A Lacco Ameno nella parte meridionale del Monte Vico dove ora sorge la chiesa di Santa Restituta già nel I secolo a.C. vi era un luogo di culto: un tempio romano dedicato ai Numi. Nel IV secolo d.C. vi fu eretta la prima basilica paleocristiana in onore di Restituta una martire cristiana di Cartagine, il cui corpo, miracolosamente intatto nonostante gli fosse stato dato fuoco, giunse in una barca sulla spiaggia di S.Montano a Lacco Ameno. La facciata attuale di stile neoclassico risale al 1910, mentre la torre edificata dai Carmelitani nel 1589 ora è sede degli Uffici Comunali. Annesso alla chiesa vi è un museo che si estende su due livelli con le stratificazioni dei vari edifici sacri e con testimonianze di duemila anni di storia.
La chiesa del Soccorso o di Santa Maria della Neve a Forio è posta su un piccolo promontorio circondato per tre lati dal mare. Per la sua posizione strategica e soprattutto per la sua singolare architettura che riassume diversi stili, dal greco-bizantino, al moresco, al mediterraneo, è diventata simbolo di Ischia nel mondo ed è stata raffigurata non solo in dipinti e cartoline ma anche per alcuni anni in un francobollo. Il suo nome più famoso "del Soccorso" lo deve al fatto che anticamente durante le burrasche sul promontorio dove sorge venivano accesi dei grandi falò per segnalare gli scogli sottostanti. Proprio per questo motivo la chiesetta è piena di ex-voto in forma di navicelle portati dai marinai. Dal piazzale della chiesa in rare occasioni all'ora del tramonto è visibile all'orizzonte un raggio verde, un bagliore repentino che la leggenda dice porti un'immensa fortuna a chi riesce a scorgerlo.
La Chiesa di Santa Maria del Carmine, anche detta del Monte Carmelo a Serrara Fontana, sorse nel 1641 per volere della famiglia Iacono. Due sono le particolarità più interessanti di questa chiesa: l'arcata laterale sotto la quale passa la strada provinciale ed il campanile a tre livelli situato sopra il tunnel sottostante. Anche un altro motivo la rende fra le più caratteristiche di Ischia, la sua posizione strategica alla confluenza del valico a pochi passi da piazza Belvedere, con la vista su un panorama incredibile in cui spicca la vicina isola di Capri.