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MARCHE

Alla ricerca di un maestro del Manierismo

Ancona, Jesi, Loreto, Recanati e molti altri centri della regione ospitano le opere di Lorenzo Lotto là dove furono create. E' un'occasione per conoscere un territorio e un grande artista del Cinquecento

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Tra la fine del 2006 e per tutto il 2007 si commemora il 450° anniversario della morte di Lorenzo Lotto. Non è certa la data del suo decesso, collocato tra la fine del 1556 e la primavera del 1557; certo è il luogo, la casa Santa di Loreto, dove il pittore trascorse gli ultimi anni della sua vita.
Le Marche rivendicano la “paternità” di Lotto perché l’artista, che era nato nel 1480 a Venezia, lavorò a lungo nella regione, dopo essere stato a Roma e a Bergamo. Viene dedicato al pittore un itinerario regionale dal titolo “Lorenzo Lotto e le Marche. Per una geografia dell’anima” (www.lorenzo-lotto.it) che tocca Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto e Recanati. È una sorta di museo diffuso che espone molte delle opere là dove furono realizzate.
Il pittore operò nel Cinquecento ma non viene considerato propriamente rinascimentale, piuttosto un manierista, un intellettuale che viveva in pieno le problematiche e le contraddizioni della Controriforma. Significativi furono il superamento della composizione centralizzata, l’attenzione maniacale alla psicologia dei personaggi nella ritrattistica, l’uso di modelli e modelle popolari e, infine, i suoi saperi alchemici, comuni a molti letterati e pittori del suo tempo. Ecco qui sotto tutti i luoghi dell’itinerario tra chiese e conventi. Ad Ancona, nella Pinacoteca Civica, è collocata la sacra rappresentazione della Pala dell'Alabarda del 1593, mentre, nella Chiesa di San Francesco alle Scale, è conservata la Pala dell'Assunta che risale al 1550. A Jesi, a Palazzo Pianetti, sono 5 i capolavori di Lotto: la Deposizione (1512); l’Annunciazione (1525); la Madonna della Rose (1526); la Pala di Santa Lucia (1532); la Visitazione (1533). A Cingoli, la Madonna del Rosario del 1539 è nella Chiesa di San Domenico. A Mogliano invece, sistemata nella Chiesa Arcipretale di Santa Maria, c'è la Madonna in Gloria e Santi del 1548 e, a Monte San Giusto, nella Chiesa di Santa Maria in Telusiano, la Crocifissione, del 1529-1534. Il Polittico di San Domenico (1508), la Trasfigurazione (1512), il San Giacomo Pellegrino (1512) e l'Annunciazione (1527-1529) - quasi certamente l’opera più celebre del Lotto - sono esposte nel Museo Villa Colleredo, la bella Pinacoteca Comunale di Recanati. A Loreto, nel Museo Pinacoteca della Santa Casa, sono conservate 8 opere lottesche: il San Cristoforo, San Rocco e San Sebastiano (1532- 1535) di chiara impronta votiva; l'Adorazione del Bambino che ricalca una composizione di analogo soggetto che si trova oggi al Louvre. C’è poi l'Adorazione dei Magi, Il Battesimo di Cristo, il Cristo e l'Adultera, il Sacrificio di Mechisedech, l'Arcangelo Michele e Lucifero che rappresenta la perenne battaglia tra Bene e Male, tra Fede e Conoscenza. Infine l’inquietante Presentazione al Tempio, rimasta incompiuta e considerata l'ultima opera. Parlare di Lorenzo Lotto, è un’ottima occasione per riaprire un dibattito sul Manierismo che non è mai stato chiuso. In quale periodo si può collocare con precisione il movimento artistico? Fu un movimento come lo concepiamo noi o semplicemete un modo di dipingere che accomunò pittori distanti fra loro, sia geograficamente che culturalmente? Manierismo è un termine coniato dai critici contemporanei che hanno raccolto sotto un unica denominazione artisti che lavorarono in varie differenti regioni italiane, dalla Toscana al veneto, dalla Lombardia a Roma, e in Europa, per vari committenti, non solo religiosi. Storicamente si può collocare tra il 1515 e il 1600, artisticamente parlando tra il Rinascimento e il Barocco. Appartengono al Manierismo, derivato dalla parola “maniera” (ma solo formalmente), Pontormo, Rosso Fiorentino, Domenico Beccafumi, Giulio Romano, l'ultimo Tiziano, Lorenzo Lotto, il Parmigianino, Vasari, Bronzino, Benvenuto Cellini, Veronese, El Greco, Tintoretto. Gli avvenimenti storici “traumatici” del periodo sono il Sacco di Roma, le conseguenze della Caduta di Costantinopoli (avvenuta nel 1453), la scoperta dell’America, il Concilio di Trento, le conoscenze scientifiche che rivoluzionarono l’idea della centralità della Terra (e dell’uomo) nel sistema solare, la Riforma protestante. Nella immagine in alto: “Cristo e l’adultera” (1548-50) conservata al Mueso della Santa Casa di Loreto, e sotto: “Pala di Santa Lucia” (1532) conservata alla Pinacoteca di Jesi. Clicca qui per andare sul sito ufficiale della mostra.