Oggi le due caratteristiche vetture che ogni quarto d'ora, tra le 7 e mezzanotte, collegano, in cinque prodigiosi balzi, Garden Road con la Peak Tower, raramente viaggiano vuote. Migliaia di cinesi le usano ogni giorno attratti dall'idea di essere loro i nuovi padroni: sentimento che si consoliderà la sera del 19 febbraio quando, per celebrare il secondo giorno di Capodanno, giù dal porto esploderà uno spettacolo pirotecnico da Guinness.
Anche il punto di partenza della funicolare, l'Hong Kong Park, risulta un simbolo della recente riconquista della propria terra. Sotto l'ampia volta dell'Aviatory si scopre ad esempio quale impressionante varietà di uccelli svolazzava da queste parti ben prima dell'arrivo degli inglesi. E verso nord la bella semplicità di Flagstaff House, uno dei migliori reperti di architettura coloniale, ospita il Museum of Tea Ware, ovvero l'orgoglio di mostrare al mondo che, servire il tè in Cina, è arte molto più antica della civiltà anglosassone. A pochi passi da qui converrà puntare in direzione Kennedy Town su uno dei bei tram a due piani che si trovano solo in questa parte della metropoli.
Attraversando Queensway e Des Voeux Road Central seduti al piano superiore sugli bei sedili in tek non si sa dove guardare. Sulla sinistra scorrono alcuni dei più originali grattacieli di Hong Kong: i 399 metri della Bank of China Tower ribattezzata "mantide religiosa" per i suoi profili taglienti e le due antenne in testa, la vecchia sede art déco della stessa banca e il Centro direzionale che sir Norman Foster realizzò 30 anni fa per l'Hong Kong Shangay Banking Corporation (HSBC) dandogli la curiosa forma di una gruccia appendiabiti. Sulla destra invece Queensway si lascia le due torri del Lippo Center soprannominato per le mosse sporgenze "Albero del koala", quindi il neoclassico Legco Building, il cui acronimo modernizzante cela in realtà l'ex sede della Corte di Giustizia, e poi Statue Square, che prende nome dalla statua del primo presidente dell'HSBC.
Poco più di un miglio e si giunge in vista del Western Market, edificio edoardiano destinato un secolo fa a mercato alimentare e ristrutturato nel 1991 come elegante centro commerciale: dagli articoli floreali, di bigiotteria e modellismo, si passa ai pregevoli tessuti di seta del primo piano e, ancora più su, a due ristoranti collegati da un parquet dove spesso si balla su ritmi romantici. Ma bastano pochi passi verso sud per fare la conoscenza di Sheung Wan il quartiere che per la sua atmosfera colorata e i suoi traffici merita tuttora l'appellativo di Chinatown.
Oltre Bonham Strand West e Wing Lok Street - regno del ginseng, dei nidi di rondine e dei prodotti ricavati dai serpenti per la medicina cinese - si approda a Hollywood Road Park, piccola oasi verde, con l'immancabile laghetto dei pesci rossi e due moderne pagode, sorta sul posto dove fu piantata la prima bandiera britannica. E a forma di pagoda sono le tante spirali d'incenso pendenti da un anonimo tetto di plastica verde, all'inizio della vicina Tai Ping Shan Street: si presenta così l'ingresso di Kwong Fook Tze il tempio che raccoglie, oltre a centinaia di tavolette ancestrali (assicelle di legno con sopra incisi in oro i nomi degli antenati), migliaia di persone desiderose di farsi predire il futuro.