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Torino

Quando lo schermo è di carta

Gianni Amelio e la sua collezione di cineromanzi, raccolti con passione, sono i protagonisti della mostra Lo schermo di carta, all'Archivio di Stato fino al 19 aprile

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Sono i cineromanzi collezionati con passione da Gianni Amelio nel corso della sua vita i protagonisti della mostra Lo schermo di carta, fino al 19 aprile all’Archivio di Stato di Torino. Si tratta di circa 200 pezzi originali messi a disposizione dal regista, che ha cominciato ad andare al cinema a quattro anni accompagnato dalla nonna, e organizzati all’interno di un percorso espositivo ricco di elementi scenografici. Tra questi: la riproduzione in gigantografia di due cineromanzi nei quali il visitatore può entrare sfogliandone le pagine e una grande bobina cinematografica che si snoda lungo il percorso consentendo al visitatore di scorrere le immagini del cineromanzo Senso, dal film di Luchino Visconti, del 1954.

Tra la seconda metà degli anni ’40 e gli anni ’60, infatti, i cineromanzi rappresentano un fenomeno editoriale di enorme popolarità. Ciascun fascicolo era dedicato a un film, del quale si presentava il racconto attraverso un’ampia selezione di fotografie di scena o di fotogrammi della pellicola, a cui si affiancavano le battute degli attori e le didascalie narrative.

Al termine del percorso, una postazione interattiva consente al visitatore di essere fotografato e inserire la propria immagine in una copertina “personalizzata”, ispirata a uno dei tanti cineromanzi esposti in mostra, che potrà poi essere stampata e conservata. Ma ci sono anche alcune postazioni multimediali che ricostruiscono la storia e l’evoluzione del cineromanzo, nonché i suoi forti legami con altre forme di editoria popolare ispirate al divismo cinematografico. Mentre sui monitor sparsi lungo il percorso scorrono montaggi di immagini tratte dai film d’epoca e dagli archivi storici dei cinegiornali Luce e Settimana Incom, alternate a immagini di copertine di riviste e accompagnate da celebri canzoni eseguite dai divi dell’epoca.

L’ultima sala della mostra ospita, invece, la proiezione del documentario Sfogliare , un film della durata di 50 minuti che raccoglie le interviste ai grandi protagonisti del cinema italiano nell’epoca d’oro dei cineromanzi, da Mario Monicelli a Dino Risi.

La mostra si completa, infine, con l’esposizione sulla cancellata della Mole Antonelliana - al cui interno è ospitato il Museo del Cinema - di trenta riproduzioni in grande formato delle copertine dei più significativi cineromanzi, dalle origini agli anni Sessanta.

Per tutto il periodo della mostra con il biglietto dell’Archivio di Stato si ha diritto all’ingresso ridotto al Museo Nazionale del Cinema (euro 4,20) e alle proiezioni della rassegna Carta Bianca a Gianni Amelio in programma ogni giovedì al Cinema Massimo (euro 3,50).

APPUNTAMENTO: Lo schermo di carta
DOVE: Torino
QUANDO: fino al 19 aprile
INFORMAZIONI: 011-544146 oppure 011-8138511
www.museocinema.it