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Dove osano le aquile

Il leggendario Yellowstone. La spettacolare Grande Barriera Corallina. Una rassegna delle aree incontaminate più belle del mondo. Da conoscere, amare e preservare

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L'Opera di Sydney e la Torre Eiffel, il Colosseo e la Statua della libertà, la Grande Muraglia e il Taj Mahal. Sono tra le più probabili vincitrici della gara che il 7 luglio, a Lisbona, deciderà le Sette Meraviglie del Mondo moderno (www.new7wonders.com), dopo la scomparsa di quelle dell'antichità, delle quali solo le Piramidi oggi sopravvivono.

Se per le opere dell'uomo la scelta non sarà facilissima (sette esperti dovranno scegliere tra 21 candidate), non meno arduo è il tentativo di redigere un catalogo delle aree naturali più significative del pianeta. Per facilitare la ricerca abbiamo cercato di stabilire, per ogni continente, quali siano i luoghi che presentano la massima varietà di ecosistemi, paesaggi, specie animali e vegetali, meglio se tutelati in parchi nazionali e riserve naturali.

Per l'America settentrionale non ci sono dubbi: il Parco Nazionale Yellowstone, antenato e precursore dal 1872 di tutti i parchi nazionali del mondo, non teme rivali. Montagne e laghi, praterie e foreste, geyser e cascate ospitano, per quasi un milione di ettari, esemplari della fauna più caratteristica del continente. Bisonti e alci, orsi neri e grizzly, bighorn e antilocapre: un assortimento di animali al quale mancano solo quelli del Grande Nord.

L'America meridionale, così grande e varia, necessita di almeno due proposte. La prima, il Parco Nazionale Manu, nel Perù sudorientale, riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1977, che vanta un campionario completo degli ambienti di questa parte del mondo. Si va dalle distese aride delle alte pendici andine di Cuzco all'universo selvaggio della selva amazzonica del bacino del Rio Madre de Dios. Qui si concentra, su due milioni di ettari, il 10 per cento di tutta la flora del Pianeta: ad esempio, 220 specie di alberi diversi. Anche la fauna è ricchissima: lontre giganti e caimani neri nuotano nei laghi, mentre giaguari e tapiri, pecari e orsi dagli occhiali, ocelot e scimmie (ce ne sono 13 specie diverse) popolano il folto. E poi, lo spettacolo di mille specie di uccelli, dalle are multicolori ai colibrì, dai tucani ai rossi galletti di roccia delle Ande. La seconda proposta è la Penisola Valdez, nell'Argentina meridionale ai confini con la Patagonia: una distesa ventosa di bassi arbusti e coste deserte. Lungo i suoi arenili si affollano migliaia di otarie e giganteschi elefanti marini; nelle paludi litoranee cormorani e cigni dal collo nero, fenicotteri rosa confetto e gabbiani di varie specie. In mare, nella baia di Porto Piramide, si danno convegno in autunno-inverno le rare balene franche, che si fanno avvicinare quasi a toccarle. E poi ancora il volo dei condor e, sulla costa di Punta Tombo, poco più a sud, le migliaia di pinguini di Magellano. Nell'entroterra, struzzi americani (nandù) e guanachi, volpi patagoniche e lepri.

L'Asia è un continente immenso e complesso. Con un certo sforzo è però possibile selezionare almeno due parchi nazionali rappresentativi della natura settentrionale e di quella tropicale. La Riserva naturale Kronotz, nella gelida penisola siberiana del Kamciatka, protegge, in oltre un milione di ettari, un concentrato di rarità uniche. Dominato da un vulcano, con caldere e geyser attivi, questo parco offre alla fauna nordica tanti ecosistemi diversi. Qui gli orsi sono di casa, ma non mancano nemmeno lupi e caribù, mufloni delle nevi e zibellini (Kronotz era la riserva degli zar per questi animali da pelliccia). Sulla costa, foche e le rare lontre marine; nel cielo le aquile di mare di Steller, girifalchi, cigni selvatici, pernici bianche e strolaghe. Nell'Assam, in India ai confini con Tibet e Birmania, il Parco Nazionale Kaziranga concentra gli ecosistemi e la fauna dell'Asia tropicale. Disteso nella valle del Brahamaputra, punteggiato da foreste e paludi, laghi e praterie, è l'unico luogo in cui sia possibile vedere le ultime mandrie di bufali asiatici allo stato selvatico. E poi elefanti selvaggi, tigri e rinoceronti indiani (ce ne sono più di 1.500), pantere e delfini d'acqua dolce, scimmie langur e cervi di diverse specie, cinghiali e pitoni.

Anche per l'Africa la selezione non è semplice. Escludendo luoghi come i vulcani Virunga, patria dei gorilla di montagna, e l'arcinoto Serengeti, il Parco Nazionale Kruger, in Sudafrica, costituisce l'archetipo supremo della natura africana. Creato nel 1926, esteso su quasi 2 milioni di ettari circondati da favolose riserve private, protegge la gamma quasi completa della tipica fauna africana. Escluse le grandi scimmie (gorilla, scimpanzé e bonobo) e le antilopi di giungla, sui suoi sentieri è possibile osservare da vicino leoni ed elefanti, rinoceronti e ghepardi, leopardi e jene, sciacalli e licaoni, giraffe, zebre, gnu, facoceri, coccodrilli, ippopotami e antilopi. Per non parlare degli uccelli, dagli avvoltoi ai falchi giocolieri. Il tutto (cosa che non guasta) con ottimi lodges e campi di accoglienza per i turisti, che possono visitare il recente ampliamento verso il Mozambico.

Gli ambienti e i paesaggi dell'Australia sono concentrati in due particolari aree protette: il Parco Nazionale Kakadu nel nordovest e la Grande Barriera Corallina sulla costa di nord-est. Nel Kakadu sono presenti tutte le caratteristiche più peculiari dell'isola: foreste di eucalipti e pandani, savane e steppe aride, corsi d'acqua incassati tra rocce rossastre, estuari e paludi. A girare lungo le sue piste terrose si osservano canguri, dinghi e gru bolga, mentre nei luoghi d'acqua sono comuni i coccodrilli, le oche gazza, gli uccelli acquatici. Non mancano neri bufali asiatici e cavalli: specie importate dai coloni, ma che poi hanno guadagnato la libertà e tornate selvagge si sono imposte popolando savane e steppe. Qui, alla natura si aggiunge la storia. O meglio: la preistoria nelle rappresentazioni arcaiche che gli aborigeni dipingevano sulle rocce.

La più estesa barriera corallina del mondo, con i suoi 2.300 chilometri di madrepore (che nel 1768 fecero naufragare la nave di Cook), è protetta nel Great Barrier Reef Marine Park, lungo le coste del Quensland. L'immersione nelle sue acque regala emozioni psichedeliche: centinaia di specie diverse, pesci multicolori, crostacei e molluschi. Mentre ad affacciarsi dal bordo esterno che precipita per oltre 1.000 metri verso il fondo del Pacifico, c'è da restare ammaliati dalla densità di vita: mante gigantesche, squali, tartarughe e barracuda. Visitarli è facile: c'è una rete di collegamenti con grandi battelli turistici in partenza dalle località della costa.

Per l'Europa la scelta non è facile. Pur con la sua alta densità di popolazione e una frequentazione umana di molti millenni, questa appendice complicata dell'Eurasia conserva ancora incanti naturalistici. Escludendo con dispiacere il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e quello del Gran Paradiso, la scelta si restringe a due diversi territori. In Polonia, ai confini con la Bielorussia, si trova il Parco Nazionale di Bialowiesza, che conserva l'unica reliquia dell'infinita foresta di pianura che diecimila anni fa si stendeva dall'Atlantico agli Urali. Mantenuta per secoli per le cacce dei sovrani polacchi, oggi l'area si presenta con esemplari colossali di querce e abeti, pini e carpini, frassini e betulle su un sottobosco foltissimo in cui si aggirano i massicci bisonti europei salvati dall'estinzione. Con loro, orsi bruni, lupi, cervi, alci, caprioli e cinghiali: gli stessi che i nostri antenati del Paleolitico cacciavano con le armi dalla punta di pietra. E poi picchi neri, galli cedroni, astori e uccelli silvani. La visita è consentita solo con guida e su carri trainati da cavalli.

Non si trova sul Mediterraneo ma ne possiede tutte le caratteristiche il Parco Nazionale delle Marismas, sulla costa sudoccidentale della Spagna. Paludi e stagni a perdita d'occhio, pinete e dune sabbiose, sughere monumentali e garighe odorose di cisti fanno da casa alla rarissima lince pardina e all'aquila imperiale spagnola. Cervi e cinghiali, colonie di cicogne e spatole, aironi e garzette, gazze azzurre e falchi, la sosta di migliaia di oche selvatiche, il volo di avvoltoi e gru e i nidi di uccelli acquatici ne fanno un sito unico. Un itinerario segreto per tornare a vivere quell'Europa cancellata dall'uomo.