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Aragona

Mille anni di Aragona

Monasteri, castelli, vallate, trekking in parchi bellissimi e la capitale Saragozza, città di storia ma anche di grandi trasformazioni urbanistiche. I Viaggi

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Se ci sono regioni spagnole ancora escluse dagli itinerari del turismo di massa, una di queste è l'Aragona. Situata appena al di sotto del confine francese, insieme alla Navarra è circondata dalle le due più moderne e turistiche regioni di Catalogna e Euskadi (Paesi Baschi).

Ma qui, tra le aspre montagne dei Pirenei che si addolciscono nelle colline di Jaca per adagiarsi sulla fertile pianura di Huesca, siamo invece in una regione ancora rurale apparentemente distante dalla modernità. Al contrario, in un altra epoca, il regno di Aragona svolse un ruolo centrale nella storia spagnola: è infatti in piena età medioevale che iniziò qui la "reconquista" della penisola iberica, che si trovava ancora sotto la dominazione araba. Secoli dopo fu il matrimonio della regina Isabella la Cattolica con Fernando di Aragona, e la fusione delle due corone, a sancire la nascita di uno dei regni più potenti in Europa. Ma non è solo grazie ad un contratto, se pure reale, che si costruiscono gli stati e si crea uno spirito nazionale, per tutto ciò sono necessari gli uomini, la loro fede e la loro cultura.

Proprio alcuni di questi uomini, in piena età medioevale, per sfuggire alla pressione degli invasori, si erano ritirati sulle montagne vivendo come eremiti. Nel X secolo, iniziato il processo della riconquista, per rendergli omaggio in quel posto venne fondato un luogo di culto, il monastero di San Juan de la Peña. In seguito il monastero divenne meta di pellegrinaggio e poi fu scelto dai re e nobili aragonesi per la loro sepoltura.

Ma il vero gioiello del complesso ecclesiastico è senza alcun dubbio il chiostro romanico, del XII secolo, i cui capitelli decorati possono vantare come tetto naturale la grande parete rocciosa che sovrasta il monastero.Quando nel 1675 un grande incendio distrusse il refettorio e l'archivio, i monaci decisero di costruire un monastero nuovo a qualche chilometro di distanza. Il nuovo edificio, il cui restauro sta per essere ultimato, diventerà un museo e un importante e moderno centro di studio e ritiro spirituale.

E' quello spirito ancora medioevale che pervade nelle pietre mal tagliate e nelle volte romaniche che deve aver convinto il regista Ridley Scott a scegliere il castello di Loarre come location del suo film "Le Crociate" (Kingdom of the Heaven), con Orlando Bloom e Jeremy Irons. Il castello dell'XI si trova a circa 35 chilometri da Huesca, arroccato su un promontorio di pietra. Da lassù si ha un controllo totale su tutta la pianura di Huesca e questa posizione strategica lo rende il castello che dona il colpo d'occhio più suggestivo di tutta la Spagna. Terminata la guerra in questa regione, il castello perse la funzione militare e venne reconvertito in monastero, questo ce lo fa arrivare intatto fino ai giorni nostri tanto da venir considerato il castello romanico meglio conservato in l'Europa.

E mentre la guerra si sposta verso sud, noi ci lasciamo indietro la storia con la esse maiuscola per tornare sui nostri passi e cercare un rifugio tranquillo nei Pirenei. Appena al di qua del confine francese si incontra il Parco Nazionale di Ordesa e del Monte Perdido. Il parco è formato da quattro belle vallate sovrastate dal massiccio del Monte Perdido. Anche dal lato francese c'è una grande area naturale protetta, e così il parco offre al visitatore tutto il fascino dei luoghi di frontiera: i sentieri che oggi sono percorsi dai turisti un tempo lo erano da leggendari contrabbandieri. Il Monte Perdido, ben visibile da tutta la valle di Ordesa, è il massiccio calcareo più alto dei Pirenei, e la cima maggiore raggiunge i 3355 metri, ma solo in questo settore sono 22 le montagne che superano i 3300 metri.

Per chi è esperto di trekking, una delle attrazioni del parco è sicuramente l'ascesa al ghiacciaio perenne, uno dei pochi rimasti nei Pirenei. Ma ci sono anche percorsi più accessibili, passeggiate che sono alla portata di tutta la famiglia. Quella che consigliamo parte dal parcheggio di Ordesa e sale dolcemente fino alla cascata della Coda di Cavallo, che è la più spettacolare delle numerose che si incontrano lungo il cammino. Un sentiero gradevolmente ombreggiato che costeggia il fiume e lo attraversa in un paio di punti consentendo il ritorno dal lato opposto: il tutto sono sei chilometri che si fanno comodamente in circa tre ore.

Ma è giunta l'ora di abbandonare l'Aragona naturalista per gettarsi a capofitto nella vita relativamente frenetica della sua capitale: Saragozza. Una città dalla storia antica, come testimoniato dagli scavi dell'anfiteatro Romano nel centro della città. Saragozza, però, proprio in questi anni sta cambiando volto, con grandi investimenti immobiliari e conseguenti trasformazioni urbanistiche. Ma se vogliamo conoscere la sua storia, non si può che iniziare col visitare le sue due grandi cattedrali, quella veneratissima della Virgen del Pilar, la Basilica barocca emblema della città, e l'altra più antica e austera, la Basilica della Seu. L'altro edificio storico la cui visita è imprescindibile è il palazzo della Aljaferia, il monumento arabo più importante dell'XI secolo che è patrimonio dell'umanità per l'Unesco. Conosciuto come il palazzo della Gioia, ha subito nei secoli molti danneggiamenti e ha sofferto un pesante intervento di restauro. Oggi è in parte un museo ma anche la sede delle Cortes Aragonesas, il Parlamento di Aragona.


Sono però altri due i musei di Saragozza che non possono non venire citati in questo articolo, entrambi legati alla eccelsa figura di Francisco Goya, il pittore che passò qui l'infanzia e parte della sua formazione artistica. Uno dei due è il museo di Saragozza, ospitato nel Palacio de Bellas Artes e dove sono esposti alcuni ritratti dipinti da Goya. Ma un vero gioiello è il Museo Camón Aznar, nel palazzo rinascimentale de los Pardo, che contiene una delle collezioni più complete di incisioni del pittore spagnolo: "Los Caprichos", "Los Desastres de la Guerra", "La Tauromaquia" e "Los Disparates". Un altro grande del XVIII secolo e contemporaneo di Francisco Goya, lo scrittore tedesco Goethe scriverà che l'Europa è stata fatta dai pellegrini, da quegli uomini: francesi, italiani, tedeschi che abbandonavano famiglia e averi per spingersi attraverso terre ignote e genti diverse, con la illusione di raggiungere una meta lontana. L'Aragona è una delle entrate tradizionali del Camino, che attraversando tutto il nord della Spagna terminerà a Santiago, più di ottocento chilometri lontano da qui. Proprio per questo si ama definire come la "Puerta del Camino".

- Il cammino dei pellegrini -
La cattedrale romanica di San Pietro
Nel corso dei secoli, il cammino dei pellegrini che raggiungevano Santiago attraversando i Pirenei subiva variazioni di percorso. Oggi i due passi pireneici più frequentati sono quello di Roncisvalle, in Navarra, e quell'altro di Somport, in Aragona. La forma classica di realizzare il Camino è a piedi, i sentieri sono marcati con segnali gialli e il classico simbolo del pellegrinaggio: la conchiglia. La prima tappa del Camino in terra aragonese termina a Jaca. La piccola e accogliente città sulle pendici pirenaiche è oggi anche un'importante destinazione del turismo invernale. A Jaca si trova quello che è considerato il centro spirituale nel tratto aragonese del Camino: la cattedrale romanica di San Pietro. A pochi metri dalla cattedrale vale la pena di dare un'occhiata alla "ciudadela", una fortificazione difensiva pentagonale del millecinquecento, ancora oggi utilizzata come quartiere militare. Appena dopo Jaca si devia dalla strada principale per visitare il monastero di San Juan de la Peña e la piccola cittadina di Santa Cruz de la Seros. Nella Piazza di Santa Cruz incontriamo la chiesa di Santa Maria, un antico monastero benedettino il cui timpano del portale è influenzato da quello della cattedrale di Jaca. L'interno della chiesa appare spoglio, in perfetto contrasto con la sfarzosità di una pala d'altare gotica recentemente restaurata che si trova in una delle cappelle laterali. Interessante è la piccola chiesa parrocchiale, dedicata a San Caprasio, costruita nel primo quarto del secolo XI in stile lombardo.

- EXPO 2008 -
L'elemento acqua per settanta paesi
Si sta già lavorando alacremente per la realizzazione della prossima Expo internazionale, che si terra a Saragozza l'anno prossimo, tra il 14 giugno e il 14 di settembre. Il tema della esposizione sarà l'acqua come elemento imprescindibile per la vita sul nostro pianeta. L' expo, cui hanno già dato conferma di partecipazione più di settanta paesi, si terrà in una grande area cittadina che comprende anche le rive del fiume Ebro. Infatti l'installazione più spettacolare di tutto il recinto feriale sarà il ponte-padiglione, opera dell'architetto Zaha Hadid, dove avrà luogo la mostra principale. Si calcola che durante l'esposizione transiteranno sul ponte dieci mila persone ogni ora. Expo Saragozza sarà un punto di incontro tra culture e genti differenti con lo scopo si rendere propizio lo scambio di idee e esperienze, un momento importante per diffondere i principi nuovi con i quali costruire una nuova relazione tra essere umani partendo dallo studio dell'elemento acqua. Ci si propone di sensibilizzare il pubblico su come l'acqua sia un diritto umano: che è un bene unico per la vita e quindi si affronteranno i controversi temi del suo sfruttamento e governabilità.