Viaggi

Croazia

Paesaggi lunari

Coste frastagliate, falesie a picco sul mare, grotte sottomarine e doline carsiche che accolgono il viaggiatore in cerca di luoghi incontaminati e di quiete. Nessun albergo, bar o discoteche, e, ovviamente, niente auto. Per chi affitta una casa le provvviste arrivano dal mare. I Viaggi

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All'arcipelago delle Incoronate tutto sembra fatto per confondere: la bellezza mozzafiato del paesaggio, gli isolotti lunari che si assomigliano e danno quella sensazione di deja vù, il numero delle isole. Se, infatti, le isole e gli scogli che fanno parte del Parco nazionale croato delle Kornati sono inequivocabilmente 89, più difficile è stabilire il numero di quelli facenti parte del più ampio arcipelago che si adagia al centro dell'Adriatico. Centoquaranta è il numero accreditato che esclude massi affioranti e secche stagionali, ma i pescatori del luogo resistono all'evidenza numerica ripetendo che le isole sono 365: una per ogni giorno dell'anno.

Qualunque sia il numero, vale davvero la pena salire a bordo di una barca a vela, o a motore o ad un caicco o anche cogliere l'occasione di una di quelle gite in giornata che partono da Murter, sulla costa dalmata, o dal bel villaggio di pescatori di Salj, sull'isola Dugi Otok, per perdersi in questa manciata di sassi gettati da Dio che "volle dare il tocco finale alla propria opera mescolando lacrime stelle e respiro" come scrisse il commediografo Gorge Bernard Shaw.

Per non confondersi, basta lasciarsi guidare dal vento e dalla voglia di scoprire ad ogni virata una nuova isola e infinite baie. La ricompensa sarà una vacanza davvero rilassante dove protagonista è il mare in tutte le sue declinazioni: coste frastagliatissime, falesie a picco sul mare, grotte sottomarine e doline carsiche che accolgono il viaggiatore in cerca di luoghi incontaminati, ma soprattutto di quiete. Nessun albergo, bar o discoteca, ovviamente niente auto e, per chi decide di affittare una casetta o fermarsi negli spartani mini-camping del Parco, le provviste arrivano dal mare con la barchetta-supermercato che fa il giro delle isole due volte a settimana.

L'isola principale è Kornat che si allunga da nord a sud con la sua corte di gocce di roccia bianca e grigia che in alcuni punti si coprono di un'erba verde e ispida. Levrnaka, Mana, Piskera, Lavsa, Kurba Vela sono le isole più grandi che la attorniano e che si prolungano verso sud frantumandosi in scaglie sempre più piccole fino a ridursi a scogli. Navigando si incontrano rari alberi: mandorli, fichi e ulivi sono riusciti a vincere il vento e la scarsità d'acqua e il loro verde contrasta con il blu intenso del mare calmo e profondo. Le onde, qui, non riescono a penetrare le tre file parallele di isole che scivolano tra Zara e Sebenico, regalando bagni tranquilli in meravigliose calette come Zakan, Katina, Spinate dove non ci sono altri turisti che quelli provenienti dal mare. Pochi sono infatti gli abitanti di queste isole anche se il 90% dei terreni è proprietà privata e bisogna, quindi fare attenzione durante le passeggiate.

I muretti a secco sono il marchio distintivo dell'arcipelago e testimoniano la strenua difesa di ogni ciuffo d'erba da parte degli abitanti che si dividevano tra pesca e pastorizia. La più lunga di queste cinte è davvero spettacolare: misura 1.550 metri e si trova tra cala Tarda e cala Saruscica sull'isola di Zut che insieme a quella di Kaprije è l'unica abitata quasi tutto l'anno. Sono le pietre la vera cifra di questo pezzo di mare che hanno scandito le vicende, l'architettura e il fascino di questi stracci di terra scagliati nel blu.

Resti di tombe illiriche in cima alle isole Zut e Kornat, di torrette militari a Kornat e di castelli veneziani a Vela Panitula testimoniano una storia di insediamenti millenari. Quella più recente narra di abitanti di Murter che nel XVII secolo si rifugiarono in mezzo al mare per sfuggire ai turchi. Arrivarono qui con le gajete (le tozze barche da pesca usate ancora oggi) portando con sé le antenate delle capre che attualmente sono l'unica popolazione stanziale di questo scampolo di Croazia. Nel corso dell'ultimo secolo, però, i pastori/pescatori hanno abbandonato queste terre solitarie e accecanti per ritornare sulla più comoda isola di Murter collegata alla terraferma da un ponte.

Oggi, le finestre della dozzina di casette a Vrulje, il centro maggiore di Kornat, e delle altre scarse abitazioni dell'arcipelago si riaprono solo d'estate, quando si animano di villeggianti o si trasformano in piccole konoba (trattorie) dove, i fortunati che riescono a scovarle e a guadagnarsi un ormeggio, possono gustarsi squisito pesce davvero locale e di giornata. A Kornat, il massimo dell'affollamento, si fa per dire, si raggiunge la prima domenica di luglio durante le celebrazioni della Madonna di Tarac: la protettrice dei pescatori. La suggestiva chiesetta costruita sui resti di una basilica tardo cristiana in riva al mare, viene aperta per l'unica funzione religiosa dell'anno e le gajete necessarie a raggiungerla, si ormeggiano una accanto all'altra in una fila che sembra una colorata processione in mezzo all'acqua.

Ai naviganti decisi a non rinunciare ad alcuni comfort, i marina di Piskera, all'interno del Parco e di Zut, nell'arcipelago, offrono un negozio, bar e ristorante, ma è sempre la natura ad offrire lo spettacolo più suggestivo. Nel golfo di Zut, il mare turchese offre indimenticabili bagni anche ormeggiati in porto, mentre al tramonto, dall'alta falesia di Piskera, si può godere del sole che si inabissa nell'Adriatico.

- LA CUCINA -
Sapore di mare
La cucina croata, ricca di ottime materie prime come carne e pesce viene declinata in cotture semplici che accompagnano il viaggiatore lungo tutta la costa. Nell’arcipelago delle Kornati però, è possibile trovare alcune specialità locali che vale la pena assaggiare. Le aragoste, ad esempio, non sono certo a buon mercato, ma possono essere le stesse che avete incontrato facendo il bagno il giorno prima, così come le spigole che, anche se provengono dagli allevamenti dei dintorni, poco hanno da invidiare a quelle di mare aperto – più rare – poiché vengono allevate in enormi recinti in mare aperto.

Difficile da trovare, ma vale la pena cercarlo e prenotarlo dove possibile, è il capretto locale cotto, insieme alle patate, nel coccio sotto la brace. La particolarità di questa carne è data dalle erbe aromatiche che le capre mangiano e dall’acqua salmastra con cui si dissetano sulle isole che consentono al cuoco di non aggiungere sale o spezie al piatto. A Seli, sulla costa sud occidentale di Dugi Otok, si può acquistare un fragrante pane “firmato”. Le pagnotte, cuocendo nel forno a legna su mattoni marchiati, ne ricevono un segno di riconoscimento che certifica la provenienza originale. Quello che può rendere davvero speciale un pasto alle Kornati, però, è lo scenario. Tutte le konoba sono situate in baie o promontori spettacolari che arricchiscono ogni piatto di un gusto in più.

— LE ATTIVITÀ —
Pesca, snorkelling e immersioni
Il mare delle Kornati offre ai suoi bagnanti un mix di fauna, flora e resti archeologici e industriali, a patto però di rispettare la natura incontaminata. Basta, infatti, fare un bagno nella baia di Lavsa per ammirare i resti delle saline romane. All’interno del Parco delle Kornati, il bagno, la pesca con la lenza e lo snorkelling sono consentiti ovunque (attenzione; bisogna munirsi del biglietto d’ingresso che è meglio acquistare a Murter dove costà molto meno), tranne che nelle isole di Purara, Mrtenjak, Klobucar e di Mali e Veliki Obrucan. Per le immersioni con le bombole, invece, è necessario unirsi ad un gruppo organizzato da una delle agenzie autorizzate (la lista è qui). La costa occidentale di Dugi Otok offre a chi ama le grotte, anche parzialmente sommerse, quelle di Strana Pec (forno degli orrori), di Kozja Pec (del Capricorno) e di Velj badanj (grande tino). Nella zona di Punte Bianche, una grande nave affondata costituisce un grande richiamo per chi ha anche solo una maschera, così come altri relitti sparsi nel passaggio tra le isole Mala e Vela Kurba (i nomi significano 'piccola e grande puttana' e svelano le imprecazioni strappate a chi naviga in questo stretto).