Viaggi

Ultim'ora

È morta la produttrice Silvia d’Amico, aveva 85 anni

Salute

Star bene in vacanza

Norme precauzionali per alcuni paesi: cosa fare per non rovinarsi l'estate con malattie che si possono evitare. Salute

6 minuti di lettura
Il caso è emblematico e, assicurano i sanitari, autentico. Una giovane coppia, con bimbo di 12 mesi, parte per due settimane in Costa d'Avorio. Lì riesce a collezionare, nell'ordine: un colpo di calore (padre); una disidratazione (figlio), con corsa all'ospedale locale; una congestione (madre), per un bagno di mare subito dopo pranzo; una lavanda gastrica (ancora il padre) da eccesso di confidenza alimentare alle bancarelle di un mercatino del luogo. Il settimo giorno è quello della resa e del rientro precipitoso in Italia. E allora? L'appello usuale è alla sicurezza.

Soggiorni e prevenzione
Tutto ruota, infatti, sulla prevenzione, da esercitare prima e durante il soggiorno, ovunque si sia deciso di spenderlo. Iniziamo dai fondamentali: le vaccinazioni. Sia per le obbligatorie, sia per quelle consigliate, ogni paese di destinazione ha le sue regole. "Valgono però per qualunque latitudine l'antidifterica-antitetanica-antipertosse, da richiamare se sono trascorsi più di 10 anni dall'ultima vaccinazione. I bambini devono aver fatto la triplice antimorbillo-rosolia-parotite. Anche l'antitifica è sempre raccomandata (una sola dose per via intramuscolo protegge per tre anni; va fatta 20 giorni prima della partenza), così come l'antiepatite A e B, disponibili anche in un preparato unico (sono previste tre dosi, ma bastano le prime due, da fare a distanza di un mese, per essere protetti in vacanza; la terza sarà programmata a 6-12 mesi di distanza dalla seconda)" ricorda Emanuela Zamparo, presidente della Simvim (Società italiana medicina dei viaggi e delle migrazioni). "Unica vaccinazione obbligatoria, nelle aree delle foreste tropicali in Africa equatoriale e Sudamerica, è quella contro la febbre gialla". Da ricordare sempre che non soltanto l'Aids, ma anche l'epatite B (e la pericolosa epatite C, contro cui non c'è vaccino) si trasmettono per via sessuale: il condom è perciò obbligatorio nei rapporti sessuali occasionali, utilizzando prodotti acquistati in Italia e conservati correttamente (il caldo li rende inservibili).

Capitolo malaria
Un capitolo a sé lo fa la malaria: non c'è vaccino, ma si fa prevenzione con farmaci, da assumere prima della partenza, per tutta la permanenza nell'area a rischio e per un certo periodo (dipende dal farmaco) dopo il ritorno. "Nel 2004 (ministero della Salute) in Italia ci sono stati 659 casi di malaria importata e quattro decessi" informa Vicenzo Nicosia, segretario Simvim. "La profilassi è perciò imperativa. Questi i farmaci: proguanil e clorochina (che però sono inefficaci in alcune aree dove la malaria è diventata resistente), meflochina (efficace sempre, ma con effetti collaterali da non sottovalutare in gravidanza, in chi soffre di malattie di fegato o neurologiche), doxiciclina (antibiotico da assumere con molti liquidi e a stomaco pieno, per proteggere esofago e intestino) e l'associazione atovaquone più proguanil (farmaco recente, funziona anche nelle zone di clorochino-resistenza, senza effetti collaterali importanti, ma non può essere usato per più di un mese)".

Protetti dalle zanzare
Ai farmaci vanno sempre affiancate misure di protezione generale: "Le zanzare pungono soprattutto dal tramonto all'alba. Quella che trasmette la malaria (anofele) diventa ancora più aggressiva tra l'una di notte e le sette del mattino" sintetizza Nicosia. "È essenziale proteggersi con repellenti di ultima generazione (a base di KBR 3032; citronelle ed estratto di geranio sono inutili), da riapplicare ogni sei ore; indossare abiti lunghi o pantaloni di fibre naturali e colori chiari; utilizzare zanzariere rimboccate sotto i materassi e impregnate di permetrina o deltametrina; se c'è, usare l'aria condizionata, perché è il microclima più ostile a questi insetti. Una volta tornati in Italia da un paese a rischio di malaria, attenzione a una febbre che compare in modo subdolo: consultare un centro di medicina dei viaggi".

Tbc, allerta per i debilitati
Un cenno finale va alla tubercolosi (Tb). "Casi di forme resistenti ai farmaci tradizionali sono state segnalate anche in Italia" ammette Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano. "Ma va detto che la Tb non si trasmette facilmente, come il raffreddore o l'influenza. Ci vogliono ore di contatto stretto in un ambiente chiuso, umido, senza ricambio d'aria e senza esposizione ai raggi solari ricchi di Uv, che distruggono il bacillo. La Tb è senz'altro un'emergenza, ma per i soggetti già debilitati: malati di Aids, o di altre forme di grave deficit immunitario, persone denutrite, indebolite da malattie croniche. I territori a maggior rischio sono comunque Cina e India". Lavarsi spesso le mani, esporre al sole indumenti e sacchi a pelo, nutrirsi e idratarsi in modo adeguato, combattere subito un'eventuale diarrea del viaggiatore, mantenersi insomma in forma sono le prime precauzioni.

- Potabilizzazione -
Come rendere l'acqua sicura
Un'acqua sicura, da bere o per lavare mani e denti non è sempre una certezza in vacanza. E non bisogna neppure andare tanto lontani per incappare nel pieno dell'estate in razionamenti o, peggio, forniture a singhiozzo con cisterne. Potabilizzare l'acqua può dunque diventare una necessità. Ecco due metodi semplici, garantiti dalla Simvim (Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni) e riassunti dalla presidente, Emanuela Zamparo: "Il metodo più efficace e antico è la bollitura: non occorre più di un minuto a cento gradi per ottenere un'acqua perfettamente bevibile" afferma. "In alternativa, ci sono i metodi chimici e la filtrazione. Ma hanno alcune limitazioni. I metodi chimici utilizzano iodio o cloro. Lo iodio è più affidabile del cloro, la cui capacità potabilizzante varia secondo il pH (cioè il grado di acidità che si riesce a raggiungere), la temperatura di trattamento e la natura organica degli inquinanti. Lo iodio si utilizza in soluzione al 2%: 5 gocce (ogni goccia pari a 0,05 millilitri, quindi bisogna usare un contagocce) bastano per potabilizzare un litro di acqua pulita (camion-cisterna, acquedotti con forniture a singhiozzo). Ci vogliono almeno 30 minuti per l'effetto. Per acque torbide o fredde (torrenti, fiumi, laghetti di montagna) le gocce necessarie sono 10 per ogni litro. L'attesa prima dell'uso è sempre di 30 minuti. Attenzione: 30 minuti non bastano per neutralizzare i parassiti: occorrono almeno 15 ore, ovviamente conservando l'acqua in contenitori sicuri". La filtrazione è il metodo meno affidabile: "Solo in emergenze estreme. I vari filtri sono costosi, non sempre efficaci contro gli inquinanti. E spesso serve un ulteriore trattamento (bollitura, più iodio)", avverte Zamparo.

- La campagna -
"Protezione intestino"
Vacanze estive, meglio non rovinarsele con problemi di salute, come ad esempio quelli intestinali. Dissenteria, emorroidi e stipsi sono disturbi fastidiosi che colpiscono milioni di italiani e che d'estate tendono purtroppo a emergere o a peggiorare. È per questo che la SIUCP, la Società Italiana di Colonproctologia promuove per il secondo anno la Campagna Nazionale di Informazione sulle Malattie del Viaggiatore. L'iniziativa si propone di far comprendere l'importanza di sottoporsi a una visita dal colonproctologo, lo specialista che può eseguire una diagnosi precisa sull'origine del disturbo intestinale. Da giugno 69 centri specializzati italiani sono coinvolti nella campagna. Nei centri è possibile ritirare gratuitamente il Manuale informativo sull'argomento. Il libretto contiene anche due test di autovalutazione e i riferimenti della Società Scientifica per la richiesta di informazioni sulla struttura più vicina che aderisce alla Campagna: il Numero Verde 800.126.731 (dal lunedì al venerdì) e il suo sito http://www-siucp.org. È anche possibile telefonare e chiedere l'invio gratuito del Manuale. La maggior parte delle persone che soffre di questi problemi tiene nascosto il disturbo, credendo che non ci sia un rimedio o - per quanto riguarda le emorroidi - che sia molto doloroso. Afferma Roberto Dino Villani, presidente della SIUCP: "Ci proponiamo tra l'altro di ridurre le cure fai da te, spesso inutili e talvolta dannose, come ad esempio l'abuso di creme contro le emorroidi o, per la stipsi, il ricorso a lassativi che curano i sintomi ma mai la causa del disturbo".

- Automedicazione -
La valigetta con i generici
Vengono dall'Unione nazionale consumatori, in collaborazione con Anifa (Associazione nazionale industriali del farmaco d'automedicazione) le indicazioni per un uso corretto, anche in vacanza, dei farmaci senza obbligo di ricetta, quelli con il tipico logo sulle confezioni. Un opuscolo, allegato a questo numero di Salute, fornisce ampia informazione. Inoltre, sul sito http://www-consumatori.it, al link "automedicazione", è possibile trovare un elenco alfabetico dei più comuni disturbi che è possibile trattare da sé. Un paio di premesse indispensabili: l'automedicazione migliore usa prodotti che sono stati già utilizzati, per minimizzare il rischio di effetti collaterali; se, dopo 3-4 giorni, il disturbo non passa, è obbligatorio consultare un medico.

Nella valigetta da viaggio dei farmaci non devono mai mancare i fazzolettini disinfettanti, i cerotti e una benda elastica per eventuali distorsioni. Inoltre: antidolorifici-antinfiammatori, come diclofenac, ibuprofene, ketoprofene, (più noti come Voltaren, Cibalgina, Oki, ma i generici sono meno costosi), per combattere dolori muscolari o articolari o mal di testa. Sulla cefalea e dolori vari agisce anche l'acido acetilsalicilico (cioè l'Aspirina), che è poi l'antifebbrile più usato (ma la febbre va abbassata soltanto se alta, cioè oltre i 38,5C; se inferiore è una reazione da assecondare). Ci sono però gli allergici all'Aspirina e i bambini sotto i 12 anni: casi in cui si preferisce il paracetamolo (Tachipirina, ma il generico costa meno), che va bene anche per i dolori mestruali (dismenorrea). Sole, vento, polvere, cloro delle piscine sono le cause principali di irritazione oculare: colliri a base vegetale e lacrime artificiali, ma priam protezione con occhiali er cappellini. Punture d'insetti: possibili reazioni violente nei soggetti allergici, che quindi devono sempre portare con sé i farmaci adatti, consigliati dal medico.

Per tutti gli altri: estrarre il pungiglione con pinzette sterilizzate alla fiamma, disinfettare, applicare ghiaccio o ammoniaca. Pomate antistaminiche (a base di prometazina, cioè Fargan, difenidramina, cioè Allergan, o simili, più economici se generici) o a base di idrocortisone (Dermocortal, Lanacort, anche come generico) completano la cura. Infine mal d'auto, treno, nave, aereo: antistaminici o anticolinergici (ancora la difenidramina ma in compresse, oppure la scopolamina, cioè il Transcop cerotti, o il dimenidrinato, Valontan o motozina in compresse, Travelgum in chewing-gum, o generico in compresse). Buon viaggio!


- Gli indirizzi -
La salute del viaggio controllala in rete

http://www-ministerosalute.it
http://www-ilgirodelmondo.it http://www-port.venice.it/sanimav
http://www-travelmedicine.it
http://www-viaggiesalute.org
http://www-sanihelp.it/viaggi
http://www-viaggiaresicuri.mae.aci.it

Altri siti per la medicina del viaggiatore in lingua inglese o francese:

http://www-who.int/ith
http://www-cdc.gov/travel
http://www-travelhealth.gc.ca http://www-voyage.gc.ca/dest/index.asp
http://www-edisan.fr
http://www-travel.state.gov
http://data.euro.who.int
Pubblicazioni on line:

WHO/OMS:
http://www-who.int/health-topics/en
http://www-who.int/ith
http://www-who.int/vaccinesdocuments/GlobalSummary/GlobalSummary.pdf

MMWR (CDC):
http://www-cdc.gov/mmwr

Emerging infectius diseases:
http://www-cdc.gov/ncidod/eid

Journal of travel medicine:
http://www-bcdecker.com

Yellow book:
http://www-cdc.gov/travel/yb/index.htm