Viaggi

Abruzzo

Incontri ravvicinati

L'Abruzzo, "polmone verde d'Europa" e casa dell'orso bruno marsicano. Ecco tutti i parchi della regione, alla ricerca di Bruno. E per chi preferisce una meta esotica, in Cina esiste una riserva per i panda. I Viaggi

3 minuti di lettura
«Se si viene nel parco per vedere l'orso bruno marsicano, allora è la volta buona che non lo si incontra». Questo è l'avvertimento dato ai visitatori del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise che vogliono osservare da distanza (più o meno) ravvicinata il plantigrado.

Il Parco è l'area dove è concentrata la quasi totalità degli orsi bruni marsicani: incontrarli è casuale perché non esistono percorsi precisi per il loro avvistamento. C'è naturalmente la possibilità di vederli, anche da vicino; esistono racconti di visitatori che ricordano il celebre cartone animato di Yoghi: la scorsa estate una famiglia che faceva picnic sulle sponde del lago di Scanno e aveva messo un cocomero a raffreddare nell'acqua, ha visto un orso che furtivamente si avvicinava e l'afferrava. A volte capita anche di incontrare un orso che attraversa velocemente un sentiero poco frequentato dai visitatori. Ad aprile è stata osservata un'orsa, ribattezzata Rossella dai guardaparco, che conduceva i suoi tre cuccioli in un prato non lontano dalla strada provinciale che porta a Pescasseroli.

- I PARCHI NAZIONALI E LE AREE PROTETTE -
Il cuore verde d'Europa
L'Abruzzo viene chiamato "cuore verde d'Europa" e "regione dei Parchi", per il numero elevato di aree protette del suo territorio che è uno dei pochi allineati agli standard previsti dal Protocollo di Kyoto e che ha raggiunto già gli obiettivi fissati dalla Commissione di Bruxelles per il 2020. Una regione che in materia di equilibrio tra natura e aree antropizzate può far scuola. Ecco i Parchi Nazionali della regione.

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è uno dei più antichi, fu istituito nel 1923 con lo scopo di conservare la natura e sviluppare il turismo. La superficie è di 50.000 ettari più 80.000 di zona protezione esterna. La flora: 2.000 specie di piante superiori, senza considerare muschi, licheni, alghe e funghi. Importante la fauna: oltre all'Orso bruno marsicano, camosci, lupi, cervi, aquile reali. I comuni sono 23 (il Centro operativo di Assistenza Turisti è a Pescasseroli, viale S.Lucia, 0863-9113221, info).

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che tocca anche Umbria e Marche, ospita la montagna più elevata dell'Appennino. I comuni nei 150.000 ettari del Parco sono 44; tra gli animali, il Falco pellegrino e il Camoscio appenninico (Centro Documentazione Aree protette a Montorio al Vomano, 0861-501049 e d'estate centri accoglienza in ogni comune, info).


Il Parco Nazionale della Maiella, caratterizzato dall'elevata montuosità, si sviluppa nelle province di Chieti, Pescara e L'Aquila. La superficie è di 74.095 ettari; tra gli animali il Camoscio appenninico (sede operativa a Campo di Giove, 0864-40851, info).

Parco regionale naturale del Sirente-Velino. Nato nel 1989, oltre alla natura, dominata dal Monte Velino e dal Sirente, sono presenti testimonianze storiche come torri medioevali, castelli, borghi, scavi archeologici. L'Uffico Informazioni del Parco è alla Pro Loco di Rocca di Mezzo, piazza Principe di Piemonte 1, 0862-916125, info. Le riserve natuali statali sono 13 su un totale di 19.421 ettari. Sorgono su terreni demaniali e sono gestite dal Corpo Forestale dello Stato: Pineta di S.Filomena, Valle dell'Orfento, Lago di Campotosto, Lago di Pantaniello, Quarto S.Chiara, Fara S. Martino-Palombaro, Feudo Ugni, Lama Bianca di S.Eufemia a Maiella, Monte Rotondo, Monte Velino, Piana Grande della Maielletta, Colle di Liccio, Feudo Intramonti.

Le riserve regionali sono istituite dalla Regione Abruzzo e gestite dai Comuni, dove sono salvaguardate le specie esistenti: Bosco S.Antonio, Monte Genzana e Alto Gizio, Sorgenti del Pescara, Zompo lo Schioppo, Grotte di Pietrasecca, Lago di Penne (oasi WWF), Valle dell'Orta, Castel Cerreto, Punta d'Erce, Voltigno e Valle d'Angri, Lago di Serranella (oasi WWF), Gole di Salinello, Valle del Foro, Calanchi di Atri, Maiella Orientale (oasi WWF), Gole del Sagittario (oasi WWF).

Parchi territoriali attrezzati. Ne esistono sei, tre sono in provincia di Pescara e una per le altre province (L'Aquila, Chieti, Teramo): Sorgenti sulfuree del Lavinio, Fiume Fiumetto, Vicoli, l'Annunziata, Città S.Angelo con annesso l'Orto Botanico, Sorgenti del Vera, Fiume Vomano.

La riserva naturale di interesse provinciale Pineta Dannunziana si trova a Pescare ed è la testimonianza delle ampie pinete che coprivano la costa abruzzese. Informazioni alla voce "Ambiente" del sito della Regione (telefono 085-7671).


— LA RISERVA NATURALE DI WOLONG
Nel regno dei Panda
La riserva di Wolong, nel Sichuan settentrionale (Cina sud-occidentale) venne istituita una quarantina d'anni fa. Il nome, in cinese, significa letteralmente "drago dormiente" perché alcune montagne al centro del Parco ricordano appunto il profilo di un drago disteso. Esiste anche un'antica, affascinante leggenda: l'animale si sarebbe addormentato lì nella notte dei tempi e mai più risvegliato. La superficie complessiva del Parco è di circa 200.000 ettari, composta di montagne coperte di conifere, vallate attraversate da fiumi e popolate da quattro etnie (Qiang, Hui, Tibetani e Han cinesi) che vivono di agricoltura, pendii di tipo alpino e 20 ghiacciai ad oltre 4.000 metri di altitudine; la cima più alta è il Siguniang Shan che raggiune i 6.250 metri. I tipi di piante in tutto il Parco sono oltre 3.000. È molto diffuso il bambù di cui i panda sono ghiottissimi: il plantigrado è l'animale simbolo del Parco, anche se è difficile scorgerlo. Trascorre la primavera e l'estate ad altitudini tra i 2.300 e i 3.600 metri, mentre in inverno scende più a valle. La riserva di Wolong ospita un gran numero di specie rare e protette nel mondo, la stessa raccolta di fiori e il taglio della legna sono rigidamente controllati e regolamentati.

Oltre al Panda, tra le specie protette del Parco, è presente il rarissimo Leopardo della neve che vive ad alta quota e che fino agli anni Sessanta era cacciato per la sua pelle, la Scimmia dorata e l'Orso nero asiatico. Il Centro Cinese per la Ricerca e la Conservazione del Panda ha una stazione a Wolong che cura i panda feriti o malati per poi rimetterli in libertà; nella "clinica" del Parco ce ne sono attualmente una cinquantina, quando nasce da due esemplari in cattività un piccolo, il problema è naturalmente quello di prepararlo alla vita selvaggia, operazione che non sempre riesce. Nel Parco esiste anche una stazione molto efficiente di analisi, ricerca e sperimentazione sul territorio, che si occupa di monitorare tutte le realtà a rischio sia del mondo floreale che di quello animale. Tra gli animali domestici presenti nel Parco lo Yak, che vive nelle comunità umane.