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Montagna

Trekking con ogni tempo

Le escursioni in montagna d'agosto riservano molte sorprese meteo. Meglio attrezzarsi quindi: ecco ciò che serve per sfidare vento, pioggia e sbalzi di temperatura

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Walking in the rain. Stufi di cantare, sotto la pioggia d'estate si può camminare. E invece sui sentieri delle Alpi, soprattutto quelli che corrono a sud, bastano due nuvole, nemmeno una precipitazione, a liberare la montagna da torme di escursionisti. La si ritrova vuota come un tempo e serve poco a viverla pure così: un gran mantello, scarpe impermeabili, un cappello a larghe falde. Basterebbe guardare più a nord (o a sud).

Il Ben Nevis, su in Scozia, è più spesso battuto da pioggia e venti di neve che asciugato dal sole, eppure i rifugi ai suoi piedi sono tutta l'estate un viavai di gente che gocciola acqua. Le guide delle Svalbard, nel gran mare Artico, ai clienti consigliano di mettersi in cammino con gli stivali, certo non di chiudersi in albergo. E in Patagonia le gite bagnate sono la norma, a stagioni invertite.

Sulle Dolomiti la pioggia è un'ottima giustificazione per lo shopping, ma le tendenze stanno cambiando. E se le grandi montagne con il maltempo sono a rischio e conviene lasciar perdere quando il barometro picchia in basso, gli itinerari a quota più ridotta sono un'alternativa divertente, magari una scusa per concedersi alla fine un cordiale, asciugandosi in rifugio. Quando cessano i temporali violenti di luglio - sfidare i fulmini è una follia, non un piacevole passatempo - la pioggerella leggera di certe mattinate di agosto e settembre è una compagna accettabile.

L'equipaggiamento non è un problema, il mercato offre ormai ogni genere di gadget, per salire senza pericolo di raffreddori. Il primo suggerimento arriva dai gentiluomini inglesi che a metà Ottocento mettevano nel sacco le maggiori vette delle Alpi: l'ombrello, in montagna, è la soluzione migliore. Magari argentato, come quello di Golite (importato da Timberland), da usare anche sotto il sole. L'alternativa è il cappello in gomma di Ortlieb (distribuito da Ride&Bike), copiato dai marinai norvegesi: l'azienda tedesca è una specialista della pioggia, il catalogo è un continuo duello con gli elementi atmosferici.

E poi, una giacca impermeabile come l'ultraleggera DiadJacket di The North Face e la più strutturata Euro Rain Shadow di Patagonia. O ancora completi impermeabili, pur non traspiranti, proposti da Ferrino (Spinner) o Chervò. La scelta, anche economica, è tra un tessuto che respira - ma con temperature più alte il sudore scorre comunque - o uno scudo a prova d'acqua, da portare senza tanti altri strati. A coprire tutto c'è il mantello di un tempo, perfezionato come il Todomodo di Ferrino, o quasi una tenda nella versione di Hilleberg (Bivanorak) che si rifà agli zimba autocostruiti dagli alpinisti francesi degli anni Trenta.

Anche le calzature offrono varie opzioni: lo scarpone da alta montagna, la moderna pedula con membrana in Gore Tex, una scarpa leggera, quasi da jogging, nella quale allegramente andare a mollo. Questione di gusti.

Il difficile, piuttosto, è non inzuppare il contenuto dello zaino. Arc'teryx è tra i pochi ad aver sviluppato una linea, la Naos, solidamente impermeabile: il sacco è costruito in due soli pezzi, cuciture saldate, a prova d'immersione. Altrimenti, si stivano abbigliamento di ricambio e viveri dentro gli Storm Sack, i sacchetti leggeri e morbidi di SealLine (sul mercato italiano li porta Outback 97) disegnati su quelli analoghi da kayak. Anche la carta deve stare all'asciutto e sono ancora Ortlieb o SealLine a offrire buste trasparenti che impediscono ogni infiltrazione, da portare al collo per controllare la direzione.

La pioggia non impedisce le traversate di più giorni, ma occorre equipaggiarsi meglio, con tenda e sacco letto. Per la prima, Salewa nel modello Avanger II ha eliminato le cuciture a favore della colla: stop alla goccia che cola sulla fronte, mentre la carezza della pioggia sul telo culla il sonno. Per il secondo, meglio preferire alla piuma un'imbottitura sintetica. Mountain Hardwear (rappresentata da Outback 97) usa il Primaloft, leggerissimo e comprimibile, per una gamma vastissima di sacchi: per le nostre escursioni umide il Lamina è leggero e sufficientemente caldo. Perché «sono felice solo quando piove», cantavano - sotto la pioggia - i Garbage. A mezza estate è il momento di imitarli.