Viaggi

A tavola

Nella Baracca si mangia da porcini

Sulla strada che sale le pendici del Mombarone, Torino, c'è un'ottima trattoria a prezzi imbattibili. Con un menu a base di ajucca. Il Venerdì

1 minuti di lettura
Non fatevi ingannare dall’insegna. La Baracca è una confortevole trattoria dal 1975. Era una baracca o poco più nel ’70, quando Franco Franceschina ottenne una licenza stagionale per un bar-tavola fredda in mezzo ai boschi, sulla ripida strada che sale le pendici del Mombarone. A Franco non veniva in mente, per la baracca, un nome migliore di Baracca, e così è rimasto. Il resto è cambiato in meglio, ed è strano che questo locale, anche per l’ottimo rapporto qualità-prezzo (in due con una bottiglia di Dolcetto abbiamo pagato 57 euro) non figuri su nessuna guida. Ancora oggi ai fornelli c’è la moglie di Franco, Michelina Peretto, con Anna Chiaverina, fra sala e cantina (ben fornita e a prezzi veramente bassi) si destreggia il figlio Piero. Per la segnalazione, ringraziamo la lettrice A.F. di Monforte d’Alba.

Siamo sui 600 metri, nell’alto Canavese. Da Settimo Vittone si supera in quattro km un dislivello di 400 metri. Avventori degni di fede assicurano che, se vengono a mancare i funghi porcini, Piero esce dal retro e torna dopo pochi minuti, mai a mani vuote. Noi siamo capitati alla Baracca in un periodo di siccità, neanche l’ombra di un porcino, solo il racconto di come avremmo potuto mangiarli, ci fossero stati. In insalata, trifolati, impanati e fritti, in zuppa (la specialità della casa), coi tagliolini, col risotto, al forno, in frittata.

In compenso, abbiamo approfondito la conoscenza dell’ajucca. È un’erba spontanea di media-alta montagna (dai 600 ai 2000 metri e oltre), perenne, nome scientifico Phyteuma spicatum, bel fiore azzurro. Già Plinio scrisse che era una ghiottoneria per il palato dei Salassi. Ha un sapore fresco e leggermente amaro, tra l’ortica e gli spinaci selvatici, si può mangiare in zuppa (zuppa asciutta, crostoni di pane e toma oltre all’ajucca) e con la polenta grassa, in quiche e in insalata. Piero ha studiato un menù tutto ajucca (gelato compreso). Segnaliamo: affettati della zona, cotechino caldo, la carne cruda, verdure in bagna caoda, polenta concia, agnolotti di carne e ortiche e quelli di castagne, e poi la braciola di maiale con costine e salsiccette alla griglia, lo stracotto di vitello, e le lumache. Non manca la selvaggina. Qualche buona toma canavesana (capra e vacca) e il salignon, la ricotta impastata con erbe e peperoncino. Semplici e gustosi dolci casalinghi (bonet, crostate di frutta, pere al vino rosso).

LA BARACCA
frazione Cornalej 68, Settimo Vittone (Torino)
tel. 0125-658109
CHIUSO: lunedì
COPERTI: 80 (più 30 esterni)
FERIE: tre settimane tra gennaio e febbraio
CARTE DI CREDITO: tutte
COSTO di un pasto tipo (vino escluso): euro 30