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Germania

Incontro con Ludwig

In Germania, nelle terre dove visse il più famoso sovrano bavarese, eroe del Decadentismo per la sua vita sfortunata e la passione per l'arte. I Viaggi

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Un anacronistico eroe romantico, grande nel sostegno alle arti più che nella politica, sfortunato negli affetti e morto giovane in circostanze tragiche, avvolte dal mistero: la storia di Ludwig II, il re folle di Baviera, continua ad affascinare e fornisce suggerimenti di visita nella regione più meridionale della Germania. Chi volesse cercarne le tracce deve mettere in conto la visita di Monaco e di Füssen nelle Alpi Bavaresi, ma, con un po' di tempo in più, si potranno scoprire altri castelli e paesaggi memorabili che fanno da sfondo alla storia del re.

Ludwig nacque nella notte del 25 agosto 1845 nel castello di Nymphenburg, alla periferia di Monaco; cannoni e campane svegliarono i cittadini per annunciare l'arrivo dell'erede al trono. Il giorno dopo fu battezzato dall'arcivescovo nel salone delle feste che si apre proprio sopra la grande scalinata di accesso allo scenografico castello. La dinastia dei Witteslbach, che risaliva a Carlo Magno, era imparentata con i regnanti di mezza Europa: re Otto di Grecia e Federico Guglielmo di Prussia erano suoi zii, mentre l'Imperatore Francesco Giuseppe d'Austria era suo cugino. Il nonno, Ludwig I, sul trono al momento della sua nascita, aveva fatto molto per abbellire la sua capitale: con l'ingegno dell'architetto Leo von Klenze l'aveva trasformata in un'Atene del nord. Furono edificate in quell'epoca le scenografiche architetture della Max Joseph-Platz, della Königsplatz e della Ludwigstrasse che ancora oggi sono tra le principali attrattive del centro di Monaco. Il 21 marzo 1848 Ludwig I fu costretto ad abdicare in favore del figlio a seguito dei moti liberali che sconvolsero l'Europa, ma la sua popolarità nell'ambiente cattolico e conservatore della corte bavarese era stata compromessa dalle simpatie per una ballerina di leggendaria bellezza, Lola Montez, un ritratto della quale si può ammirare nella Galleria delle Bellezze del castello di Nymphenburg. Massimiliano II, padre di Ludwig, aveva sposato Maria Federica di Prussia: fu matrimonio felice, ma i genitori erano assenti e lontani dai figli e questa mancanza di affetto pesò sull'infanzia del giovane Ludwig contribuendo a formare un carattere introverso, malinconico e sognatore. Il fratello minore, Otto, mostrò fin da giovane sintomi di instabilità mentale e fu rinchiuso nel lontano castello di Furstenried: per ironia del destino fu il sovrano che regnò più a lungo nella dinastia dei Wilttelsbach, ma non uscì mai dal castello e il potere fu gestito dai reggenti.

Buona parte della fanciullezza di Ludwig fu trascorsa nel castello di Hohenschwangau presso Füssen sulle Alpi Bavaresi, dove amava ritirarsi sua madre, che preferiva le passeggiate agli impegni di corte. I rapporti tra loro furono sempre freddi: da re, si dice che Ludwig si riferisse a sua madre come "la vedova del mio predecessore". Anche per stare lontano dalla madre, cercò un'altra residenza, il castello di Berg a 20 km da Monaco sul lago di Starnberg. Ludwig amava raggiungere un rifugio solitario sull'Isola delle Rose e, in un villino che si può visitare, ricevette ospiti speciali e molto cari come Richard Wagner, la cugina Sissi imperatrice d'Austria e la zarina Maria Alexandrowna di Russia.

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Il padre di Ludwig era di salute cagionevole: un'improvvisa polmonite gli fu fatale a 53 anni. Il 12 marzo 1864, mentre la sua salma veniva esposta nella Hofkapelle della Residenz di Monaco, in quello stesso palazzo, cuore della vita politica cittadina e sede della dinastia dei Wittelsbach, si tenne il consiglio per la successione di Ludwig, che nella sala del trono giurò fedeltà alla Costituzione in uniforme di generale dell'esercito bavarese. Nonostante i buoni propositi, i compiti di un sovrano ottocentesco erano però molto lontani dal temperamento di Ludwig, che sognava il potere assoluto di Luigi XIV. Gli impegni di corte lo annoiavano e preferiva ritirarsi tra le montagne, cavalcare fino allo sfinimento e andare in giro d'inverno sulla neve, di notte, su sfarzose slitte con decorazioni barocche e rococò che si possono ancora ammirare al museo delle carrozze di Nymphenburg. In quell'epoca concepì il suo sogno più ardito, riedificare un castello su antiche rovine proprio di fronte a Hohenschwangau. I lavori di costruzione di Neuschwanstein cominciarono nel 1879, ma innumerevoli progetti e varianti impegnarono le sue energie durante tutto il suo regno. Il cuore del fantastico e indimenticabile edificio, che ha ispirato i castelli dei cartoni animati Disney, è la sfarzosa sala del trono in blu e oro, gloriosa celebrazione del diritto divino del sovrano, ispirata alla chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli.

L'idea di trasformare il villino di caccia del padre nella tenuta di Linderhof, a 20 km da Neuschwanstein, in un palazzo con giardino all'italiana, gli venne durante un viaggio a Parigi nel 1867. La costruzione si appesantì con l'avanzare del progetto e il castello si presenta con lo sfarzo del rococò bavarese. Le curiosità che colpiscono di più sono il Tavolo magico, un montacarichi che, tra una portata e l'altra, sprofondava nel pavimento per essere preparato dai domestici, e la stravagante Grotta di Venere nel giardino, dove su una barca a forma di conchiglia Ludwig attraversava un laghetto ascoltando musicanti, fatti venire da Monaco, che suonavano melodie di Wagner. L'illuminazione della grotta era fornita da 25 dinamo alimentate dalla prima centrale elettrica della Baviera. Sulle montagne non lontano da Linderhof si può visitare la casa reale sullo Schachen, che si raggiunge con un sentiero: il panorama sulla Zugspitze merita la faticosa escursione.

[[ge:rep-locali:repubblica:117034557]] Nel 1873 Ludwig cominciò il suo progetto più ambizioso, la riproduzione di Versailles sull'isoletta di Herrenchiemsee acquistata per costruirvi il suo terzo grande palazzo. La camera da letto di Stato e soprattutto la sala degli specchi lunga oltre 100 metri e illuminata da 1800 candele colpiscono il visitatore, che nel museo del castello trova il più celebre ritratto del giovane Ludwig appena incoronato re, nonché la più ampia documentazione della storia della sua vita. Mentre i lavori nei castelli, che erano già costati 32 milioni di marchi dell'epoca, non erano ancora terminati e le finanze reali erano sommerse da oltre 7 milioni di debiti, Ludwig voleva dare il via a tre nuovi progetti ed era sempre più assente dalla corte di Monaco. Il 7 giugno 1886 lo zio principe Luitpoldo presiedette una riunione straordinaria del governo per decidere la deposizione del re. Il giorno successivo Ludwig fu preso a Neuschwanstein e dichiarato infermo di mente, pur senza essere mai sottoposto ad una visita. Fu condotto in prigionia a Berg. Alle 8 di sera del 13 giugno, sotto la pioggia, uscì nel giardino del castello per una passeggiata insieme al dottor Gudden, psichiatra che lo doveva sorvegliare. Nessuno sa di preciso cosa sia successo, i due cadaveri furono trovati a poca distanza nel lago di Starnberg, nel luogo dove oggi una croce ricorda la scomparsa del re, che riposa nella chiesa di Sankt Michael, sulla Kaufingerstrasse, strada pedonale di negozi nel centro di Monaco.

Amato dai sudditi nonostante le numerose stravaganze, infelice per la sua solitudine e con un rapporto difficile con la propria omosessualità, amareggiato e costretto a subire l'ascesa militare della Prussia che relegava la Baviera a ruolo di vassallo, Ludwig amò sopra ogni altra cosa l'arte e per essa, come un eroe romantico, dilapidò le sue fortune: oltre agli sfarzosi castelli, a lui sopravvivono le armonie immortali della musica di Wagner, che Ludwig protesse e finanziò. Era la musica che lo portava fuori dalla realtà, nel mondo dei sogni in si rifugiava.