LE SUE origini si perdono nel Medioevo: la scoperta, racconta la leggenda, avviene per caso. Quando le truppe di Alfonso d’Aragona di passaggio in Romagna dopo essere state sconfitte dai francesi cominciano a depredare i contadini della zona che, per difendersi, prendono l'abitudine di nascondere le provviste nelle fosse di tufo.
Tra queste c’era anche il formaggio che una volta dissotterrato dopo la partenza degli eserciti, si scopre, ha cambiato - in meglio - le sue caratteristiche. Da allora ogni anno durante l’estate si ripete un rito che dura da secoli: le fosse vengono ripulite, asciugate con un falò di paglia e sterpi e foderate per accogliere le forme di latte avvolte in sacchi di juta bianchi.
Una volta piene, le buche vengono richiuse con delle tavole per essere poi riaperte solo a novembre, quando il formaggio ha raggiunto la sua stagionatura. Da oltre vent’anni Talamello, piccolo borgo del Montefeltro, dedica al formaggio di fossa una fiera che si svolge nelle prime due domeniche di novembre: ad accompagnare la tanto attesa riapertura delle fosse stand gastronomici, concerti, spettacoli e danze popolari. Protagonisti della rassegna, insieme al formaggio, prodotti tipici e vini marchigiani. Ma soprattutto, in occasione della fiera, è possibile visitare le fosse scavate nella roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso (il nome, infatti, deriva da 'thalamos', cioè grotta, abitazione o camera).
E respirare quell’atmosfera che dà al formaggio il suo sapore tipico: dolce e piccante al tempo stesso. Di forma irregolare, dovuta alla sistemazione nella fossa, è un formaggio da meditazione, che va assaporato: perché solo così, masticandolo lentamente, perde quell’aroma di fungo che lo caratterizza.
APPUNTAMENTO
Fiera del formaggio di fossa
QUANDO
Domenica 4 e domenica 11 novembre
INFORMAZIONI tel.: 0541-920036
Tra queste c’era anche il formaggio che una volta dissotterrato dopo la partenza degli eserciti, si scopre, ha cambiato - in meglio - le sue caratteristiche. Da allora ogni anno durante l’estate si ripete un rito che dura da secoli: le fosse vengono ripulite, asciugate con un falò di paglia e sterpi e foderate per accogliere le forme di latte avvolte in sacchi di juta bianchi.
Una volta piene, le buche vengono richiuse con delle tavole per essere poi riaperte solo a novembre, quando il formaggio ha raggiunto la sua stagionatura. Da oltre vent’anni Talamello, piccolo borgo del Montefeltro, dedica al formaggio di fossa una fiera che si svolge nelle prime due domeniche di novembre: ad accompagnare la tanto attesa riapertura delle fosse stand gastronomici, concerti, spettacoli e danze popolari. Protagonisti della rassegna, insieme al formaggio, prodotti tipici e vini marchigiani. Ma soprattutto, in occasione della fiera, è possibile visitare le fosse scavate nella roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso (il nome, infatti, deriva da 'thalamos', cioè grotta, abitazione o camera).
E respirare quell’atmosfera che dà al formaggio il suo sapore tipico: dolce e piccante al tempo stesso. Di forma irregolare, dovuta alla sistemazione nella fossa, è un formaggio da meditazione, che va assaporato: perché solo così, masticandolo lentamente, perde quell’aroma di fungo che lo caratterizza.
APPUNTAMENTO
Fiera del formaggio di fossa
QUANDO
Domenica 4 e domenica 11 novembre
INFORMAZIONI tel.: 0541-920036