Sembra di essere nel castello delle favole, quello che da sempre, da quando siamo bambini, popola la fantasia di ognuno di noi. Visto da fuori il profilo è lo stesso: suggestivo, imponente.
Invece ci troviamo a Caldarola, nel cuore della provincia di Macerata, un piccolo gioiello per lo più sconosciuto di architettura e di urbanistica, che è stata la culla del Manierismo nelle Marche e, ancora oggi, conserva una dimensione quasi surreale e sospesa nel tempo. Il nome, da ricondurre al termine latino calidarium, ricorda antiche fonti termali già scomparse nel XVI secolo, quando Caldarola, secondo la tradizione fondata da un gruppo di cristiani in fuga dalle persecuzioni nel 300 d.C., viene radicalmente trasformata dal cardinale Evangelista Pallotta. E per calarsi nelle atmosfere cinquecentesche che ancora animano la cittadina - peraltro ricca anche di testimonianze romane e medievali - non si può che partire proprio dal castello Pallotta, che dall'alto del colle da cui domina Caldarola riapre ora le sue stanze al pubblico dopo cinque anni di restauri.
Tra arredi preziosi che risalgono al Cinque e Seicento, tendaggi, seggioloni e cassapanche, si passa dalla biblioteca alla sala da pranzo, si attraversano studioli per arrivare infine alla camera da letto e al salotto affrescato da Simone De Magistris, il maestro manierista nato e vissuto a Caldarola, a cui a pochi metri dal castello, nel palazzo dei cardinali Pallotta, è dedicata una mostra con più di 80 opere. Qui, da visitare, quasi nascosta, c'è anche la Stanza del Paradiso: era lo studiolo segreto del cardinale, i cui affreschi per anni sono stati attribuiti proprio a Simone De Magistris. E anche se ultimi accertamenti contraddicono questa ipotesi, sicuramente si tratta della sua scuola: la mano infatti è la stessa.
Usciti dal palazzo, la mostra prosegue itinerante alla scoperta delle chiese sparse per il territorio circostante, dove ritroviamo pale d'altare e affreschi riconducibili sempre a Simone De Magistris, come il suo capolavoro La Messa di San Martino conservato nell'omonima chiesa di Caldarola. Oppure, spostandoci verso il mare, altre testimonianze si trovano a Montecosaro, tipico borgo marchigiano a mattoncini, con i palazzi all'interno della cinta muraria trecentesca, e ancora ad Affida o ad Ascoli Piceno, dove De Magistris concluse la sua attività.
Ma l'itinerario nei "luoghi di Simone De Magistris" ci porta anche a scoprire le rocche fortificate e i borghi-castelli della zona intorno a Caldarola: nel raggio di soli tre chilometri dal centro storico della cittadina si trovano, infatti, antiche fortificazioni che racchiudono al loro interno piccoli borghi con le casette medievali, alcune delle quali ancora abitate. Ad esempio, appena fuori l'abitato di Caldarola, ecco Croce, una fortificazione del '200 che ha come particolarità il fatto che la sua forma a V coincide perfettamente con la cinta muraria.
Poco oltre, sulle sponde dell'omonimo lago, si trova il borgo di Pievefavera. Sorto in epoca romana come stazione di posta, l'antico sito di Faveria nell'alto Medioevo diventa pieve, da cui il nome, assumendo la forma attuale. Sul sagrato della chiesa, che risale al XII secolo ma poi rimaneggiata in epoche successive, si possono ancora ammirare reperti archeologici di epoca romana. Mentre all'interno della torre si trova un antiquarium con testimonianze sia romane che medievali. Altro classico esempio tra i meglio conservati di arte castellare Vestignano risale all'IX-X secolo: nella duecentesca chiesa dei santi Martino e Giorgio da ammirare un trittico di De Magistris che raffigura l'Ascensione, la Crocifissione e l'Assunzione. E sempre all'interno del borgo, in un frantoio del 1500, tutto pietra e legno, è stato ricavato il Picciolo di Rame, tipico ristorante dove, rimanendo in tema con il nostro itinerario, è possibile assaggiare un menù "manierista", ispirato al De Magistris e alle tavole imbandite all'epoca nel castello di Caldarola, con piatti che hanno il profumo di anice e zenzero e il sapore delle carni di maiale stufate.
Per rivivere anche a tavola le atmosfere manieriste.