"Caro Gnomo Mentino cosa fai tutto il giorno? Vai a scuola?". "Salve gnomi, mi chiamo Sara, vorrei conoscervi e diventare vostra amica". "Sono Olga, la madre di due splendide bimbe. Anche se sono già mamma mi piace ancora volare con la fantasia". "Buongiorno Gnomo Mentino, ho seguito i tuoi consigli, sono stata attenta alla caduta delle pigne, ho guardato nei cespugli, eppure non ti ho visto. Spero di vederti la prossima volta, sono sicura di rivederti nei miei sogni". Sono queste alcune delle lettere imbucate ogni anno (con una media di dodicimila) nella speciale "cassetta postale". Messaggi lunghi o brevi, allegri o tristi. Tante domande provenienti da bambini di qualsiasi età. Parole dalle quali emergono sentimenti intensi.
C'è chi regala disegni, chi chiede doni come se scrivesse a Babbo Natale, chi affida loro desideri. E non mancano i pensieri dei grandi, di chi non vuole smettere di sognare. Benvenuti a Bagno di Romagna, il "Paese degli Gnomi"; benvenuti nel magico mondo di quest'antico borgo (bandiera arancione del Touring e inserito dal Fai tra "i Luoghi del Cuore") immerso nel verde dell'Appennino Tosco Romagnolo. Qui in paese non sono pochi, soprattutto tra gli anziani, quelli che dicono di aver visto queste piccole e buffe creature dal caratteristico cappellino a punta (rosso per i maschi e verde per le femmine) ed è impossibile provare a contraddirli. È stata persino aperta un'inchiesta per un unico caso di "avvistamento gnomo", a seguito di una denuncia al Corpo Forestale dello Stato. A giurare di essere venuto a contatto con questi esseri speciali è stato Nello Martinetti, 81 anni.
I suoi ricordi lo riportano indietro nel tempo a quando aveva 10 anni. Si trovava ai pascoli quando sentì un vociare insistente. Incuriosito si avvicinò ad un mucchio di foglie dal quale provenivano delle voci. Spaventato, Nello chiese chi fossero e cosa volessero. E si sentì rispondere che discutevano per decidere quanto lunga sarebbe stata la sua vita. "Stabilirono per me 85 anni e poi sgattaiolarono via tra gli alberi, ma ora che il traguardo si sta avvicinando - ci dice ridendo - mi sto convincendo di aver capito male, forse hanno detto 95".
[[ge:rep-locali:repubblica:117035039]]Non ha parlato invece lo gnomo che ha incontrato più volte Irma Fabbri, 82 anni. "Da bambina mi trovavo con il papà nei boschi per raccogliere funghi. Lo gnometto è spuntato all'improvviso da dietro una pietra, dove mi ero seduta per riposare. Indossava pantaloni e maglietta verde e mi sorrideva. Lo ricordo benissimo come se fosse ieri. Altre volte l'ho rivisto, sempre vestito alla stessa maniera, tanto che l'avevo soprannominato il soldatino, ma mai una parola". A Nello e Irma brillano ancora gli occhi nel raccontare questi episodi che ormai hanno ripetuto centinaia di volte tra l'incredulità e lo stupore di chi li ascolta. Loro sono tra i più fervidi sostenitori della presenza di "un piccolo mondo" nel bosco dell'Armina, vicinissimo al centro storico, ma non sono pochi i giovani che credono in queste presenze benefiche (gli gnomi, con i loro moti d'allegria, sanno dare la giusta energia per essere positivi).
Come Pier Luigi Ricci che è di casa nei boschi, essendo guida nazionale del Parco delle Foreste Casentinesi, balzato agli onori della cronaca per aver visto uno gnomo alcuni anni fa, in una sera di inizio estate. "Tuttora - conferma - sono solito camminare, tra sentieri e mulattiere, con i sensi allertati e pronto a cogliere un rapido movimento tra gli arbusti, ma da allora non ho più avuto la fortuna di vedere i miei amici.
E' stata una forte emozione che mi ha segnato e tuttora ho la sensazione di avvertire la loro presenza. Qualcuno ha detto che sono un po' pazzo o, nella migliore delle ipotesi che tutto è frutto della fantasia, ma io ne sono convinto e per "ritrovare" quell'ambiente fatto di mistero ma anche di colori, di suoni, di suggestioni, ho voluto, ricreare l'universo della popolazione proveniente dal Nord Europa, ed insieme ad altri due appassionati, Ersilia Guerrini e Villiam Graffieti, abbiamo pensato e costruito un vero e proprio "sentiero degli gnomi".
Il sentiero, all'interno del bosco dell'Armina (gestito dalla Pro Loco, ingresso gratuito. Per visite guidate, anche per le scuole, Villiam tel.: 338-9698530, Ersilia tel.: 339-5051684), riprende la trama di due libri "Ho incontrato gli gnomi" e "Gnomo Mentino e i misteri del grande bosco incantato" scritti e illustrati da Ersilia e Villiam.
Un luogo ameno fatto di alberi e piante, ma anche ben attrezzato: si trovano ponticelli, cartelli con disegni (realizzati da Villiam) che illustrano la bucolica vita e le curiosità degli gnomi (sapete che vivono 400 anni e che si sposano a 100?), sagome di cervi e scoiattoli, ma si comprende anche il valore di quel grande "tesoro" che è la natura. Lungo il tragitto si scopre come il popolo degli gnomi, all'alba di un gelido Natale nel 1782, decise di mettersi in viaggio dalla Norvegia alla ricerca di nuove terre dove poter vivere, trovando il proprio habitat naturale in questo Parco. Tra gli abitanti c'è Mentino, lo gnomo birichino che vuole assolutamente toccare la luna e tutto ruota intorno a lui (è a lui che vanno indirizzati i messaggi o nella sua cassetta postale o sul sito, e c'è tutta una linea a suo marchio fatta di magliette, pupazzi, libri, disponibile nel negozio Lazzari, in piazza Ricasoli 1), ma c'è anche sua sorella Salvietta, la sua fidanzata Raggio di Sole, lo Gnomo Didò che fa il netturbino, fino al classico pozzo dei desideri, dove lanciare la monetina. I grandi possono poi sedersi sulla "poltrona dei pensieri felici", interamente in ferro. Una poltrona che, metaforicamente, ricorda la vita.
La guardi e ti appare bella, poi ti siedi e un po' fa male perchè a tratti è spigolosa, ma ha il potere di donare pensieri belli a chi vi è seduto. Insomma un posto da favola. Tutto il paese, però, ha qualcosa di fiabesco. Perfettamente conservato e pulito, con i gerani alle finestre, le caratteristiche strade medievali (via Palestro e vicolo del Voltone), le raccolte piazzette. Un borgo che continua ad affascinare per la sua storia. Un tempo faceva parte della repubblica di Firenze, che la dotava di capitani del popolo. I blasoni di costoro (che hanno dominato dal Quattrocento fino all'Unita' d'Italia) fanno ancora mostra di sé sulla facciata del Palazzo dei Capitani, oggi sede di una ricca biblioteca e centro culturale polivalente. La Chiesa di Santa Maria Assunta, nella piazza principale, si caratterizza per il portale in pietra, scolpito da una bottega fiorentina del Rinascimento (1515) e sovrapposto al primo portale romanico (IX sec): uno dei pochi esempi in Italia in cui due ingressi convivono.
Al suo interno alcuni capolavori come la statua di Sant'Agnese di Andrea della Robbia e una "Natività" attribuita ad un allievo del Ghirlandaio (fine '400). Lungo il corso, una tappa è d'obbligo al Girovago (via Fiorentina, 30), il negozio "della fantasia", voluto da Pier Luigi Ricci. Si va per ascoltare dalla voce diretta il racconto dell'incontro ravvicinato con gli gnomi, le sue sensazioni, ma anche per portarsi a casa un po' di buona sorte, acquistando una riproduzione di questi misteriosi individui. Da queste parti si ritiene che essi, in base al colore del cappello, dispensino vari tipi di fortuna: verde per la salute, rosso per l'amicizia e l'amore, blu per il successo e infine giallo per la ricchezza.
Forse ci sarà chi pensa che queste sono incredibili fandonie, che la vita è un'altra cosa. Chissà. Per dirla con le parole di Shakespeare: "Nulla è vero o falso, ma è il pensiero che lo rende tale".
C'è chi regala disegni, chi chiede doni come se scrivesse a Babbo Natale, chi affida loro desideri. E non mancano i pensieri dei grandi, di chi non vuole smettere di sognare. Benvenuti a Bagno di Romagna, il "Paese degli Gnomi"; benvenuti nel magico mondo di quest'antico borgo (bandiera arancione del Touring e inserito dal Fai tra "i Luoghi del Cuore") immerso nel verde dell'Appennino Tosco Romagnolo. Qui in paese non sono pochi, soprattutto tra gli anziani, quelli che dicono di aver visto queste piccole e buffe creature dal caratteristico cappellino a punta (rosso per i maschi e verde per le femmine) ed è impossibile provare a contraddirli. È stata persino aperta un'inchiesta per un unico caso di "avvistamento gnomo", a seguito di una denuncia al Corpo Forestale dello Stato. A giurare di essere venuto a contatto con questi esseri speciali è stato Nello Martinetti, 81 anni.
I suoi ricordi lo riportano indietro nel tempo a quando aveva 10 anni. Si trovava ai pascoli quando sentì un vociare insistente. Incuriosito si avvicinò ad un mucchio di foglie dal quale provenivano delle voci. Spaventato, Nello chiese chi fossero e cosa volessero. E si sentì rispondere che discutevano per decidere quanto lunga sarebbe stata la sua vita. "Stabilirono per me 85 anni e poi sgattaiolarono via tra gli alberi, ma ora che il traguardo si sta avvicinando - ci dice ridendo - mi sto convincendo di aver capito male, forse hanno detto 95".
[[ge:rep-locali:repubblica:117035039]]Non ha parlato invece lo gnomo che ha incontrato più volte Irma Fabbri, 82 anni. "Da bambina mi trovavo con il papà nei boschi per raccogliere funghi. Lo gnometto è spuntato all'improvviso da dietro una pietra, dove mi ero seduta per riposare. Indossava pantaloni e maglietta verde e mi sorrideva. Lo ricordo benissimo come se fosse ieri. Altre volte l'ho rivisto, sempre vestito alla stessa maniera, tanto che l'avevo soprannominato il soldatino, ma mai una parola". A Nello e Irma brillano ancora gli occhi nel raccontare questi episodi che ormai hanno ripetuto centinaia di volte tra l'incredulità e lo stupore di chi li ascolta. Loro sono tra i più fervidi sostenitori della presenza di "un piccolo mondo" nel bosco dell'Armina, vicinissimo al centro storico, ma non sono pochi i giovani che credono in queste presenze benefiche (gli gnomi, con i loro moti d'allegria, sanno dare la giusta energia per essere positivi).
Come Pier Luigi Ricci che è di casa nei boschi, essendo guida nazionale del Parco delle Foreste Casentinesi, balzato agli onori della cronaca per aver visto uno gnomo alcuni anni fa, in una sera di inizio estate. "Tuttora - conferma - sono solito camminare, tra sentieri e mulattiere, con i sensi allertati e pronto a cogliere un rapido movimento tra gli arbusti, ma da allora non ho più avuto la fortuna di vedere i miei amici.
E' stata una forte emozione che mi ha segnato e tuttora ho la sensazione di avvertire la loro presenza. Qualcuno ha detto che sono un po' pazzo o, nella migliore delle ipotesi che tutto è frutto della fantasia, ma io ne sono convinto e per "ritrovare" quell'ambiente fatto di mistero ma anche di colori, di suoni, di suggestioni, ho voluto, ricreare l'universo della popolazione proveniente dal Nord Europa, ed insieme ad altri due appassionati, Ersilia Guerrini e Villiam Graffieti, abbiamo pensato e costruito un vero e proprio "sentiero degli gnomi".
Il sentiero, all'interno del bosco dell'Armina (gestito dalla Pro Loco, ingresso gratuito. Per visite guidate, anche per le scuole, Villiam tel.: 338-9698530, Ersilia tel.: 339-5051684), riprende la trama di due libri "Ho incontrato gli gnomi" e "Gnomo Mentino e i misteri del grande bosco incantato" scritti e illustrati da Ersilia e Villiam.
Un luogo ameno fatto di alberi e piante, ma anche ben attrezzato: si trovano ponticelli, cartelli con disegni (realizzati da Villiam) che illustrano la bucolica vita e le curiosità degli gnomi (sapete che vivono 400 anni e che si sposano a 100?), sagome di cervi e scoiattoli, ma si comprende anche il valore di quel grande "tesoro" che è la natura. Lungo il tragitto si scopre come il popolo degli gnomi, all'alba di un gelido Natale nel 1782, decise di mettersi in viaggio dalla Norvegia alla ricerca di nuove terre dove poter vivere, trovando il proprio habitat naturale in questo Parco. Tra gli abitanti c'è Mentino, lo gnomo birichino che vuole assolutamente toccare la luna e tutto ruota intorno a lui (è a lui che vanno indirizzati i messaggi o nella sua cassetta postale o sul sito, e c'è tutta una linea a suo marchio fatta di magliette, pupazzi, libri, disponibile nel negozio Lazzari, in piazza Ricasoli 1), ma c'è anche sua sorella Salvietta, la sua fidanzata Raggio di Sole, lo Gnomo Didò che fa il netturbino, fino al classico pozzo dei desideri, dove lanciare la monetina. I grandi possono poi sedersi sulla "poltrona dei pensieri felici", interamente in ferro. Una poltrona che, metaforicamente, ricorda la vita.
La guardi e ti appare bella, poi ti siedi e un po' fa male perchè a tratti è spigolosa, ma ha il potere di donare pensieri belli a chi vi è seduto. Insomma un posto da favola. Tutto il paese, però, ha qualcosa di fiabesco. Perfettamente conservato e pulito, con i gerani alle finestre, le caratteristiche strade medievali (via Palestro e vicolo del Voltone), le raccolte piazzette. Un borgo che continua ad affascinare per la sua storia. Un tempo faceva parte della repubblica di Firenze, che la dotava di capitani del popolo. I blasoni di costoro (che hanno dominato dal Quattrocento fino all'Unita' d'Italia) fanno ancora mostra di sé sulla facciata del Palazzo dei Capitani, oggi sede di una ricca biblioteca e centro culturale polivalente. La Chiesa di Santa Maria Assunta, nella piazza principale, si caratterizza per il portale in pietra, scolpito da una bottega fiorentina del Rinascimento (1515) e sovrapposto al primo portale romanico (IX sec): uno dei pochi esempi in Italia in cui due ingressi convivono.
Al suo interno alcuni capolavori come la statua di Sant'Agnese di Andrea della Robbia e una "Natività" attribuita ad un allievo del Ghirlandaio (fine '400). Lungo il corso, una tappa è d'obbligo al Girovago (via Fiorentina, 30), il negozio "della fantasia", voluto da Pier Luigi Ricci. Si va per ascoltare dalla voce diretta il racconto dell'incontro ravvicinato con gli gnomi, le sue sensazioni, ma anche per portarsi a casa un po' di buona sorte, acquistando una riproduzione di questi misteriosi individui. Da queste parti si ritiene che essi, in base al colore del cappello, dispensino vari tipi di fortuna: verde per la salute, rosso per l'amicizia e l'amore, blu per il successo e infine giallo per la ricchezza.
Forse ci sarà chi pensa che queste sono incredibili fandonie, che la vita è un'altra cosa. Chissà. Per dirla con le parole di Shakespeare: "Nulla è vero o falso, ma è il pensiero che lo rende tale".